Giornalista pubblicista dal 1995 ha collaborato negli anni novanta con le pagine culturali di Avvenire, Eco di Bergamo, e con le riviste Millelibri, Vita e Pensiero.
Dal 2008 si occupa di moda per testate online e ha un suo blog "Fashionrunways" con molte visite.
Per Agoravox scrive di attualità.
Collabora anche con Freeskipper, corrierepl, sololibri.net
Lo è. La maternità ti tiene lontano dal lavoro come minimo per cinque mesi per ogni gravidanza.
Poi se ci sono anche problemi di asilo nido il periodo può essere anche più lungo.
Se lavori nella pubblica amministrazione ti conservano il posto sino a tre anni.
Nel privato non lo so.
Comunque non mancano gli esempi anche illustri di persone che sono riuscite a fare carriera anche con famiglie numerose.
Ma magari hanno avuto aiuti che la maggior parte delle donne non ha.
Ci si può fare qualcosa?
Si può fare molto. Ma ci vogliono soldi.
E così ci siamo accorti finalmente che oltre a pensioni, sanità e istruzione per cui si investe molto bisogna aggiungere natalità.
Ed anche lavoro e casa.
"Ricordate la regoletta: crescita del Pil uguale crescita della popolazione attiva (per numero di teste e di ore) più crescita della produttività."
Nei manuali di economia la definizione è un’altra.
Il pacifismo o la pace se si vuole è sconfitta solo se si guarda alla politica internazionale con posizioni massimaliste.
Fra la pace in tutto il mondo - scenario desiderato - e i conflitti in tutto il mondo esistono posizioni intermedie.
E quanto più a questi conflitti, che esistono, si trovano delle soluzioni - che si tratti di una tregua, che si tratti di una pace che non è quella giusta o che si tratti di una pace giusta - tanto più ci si avvicina alla pace.
Oggi ci sono due conflitti: Ucraina e Gaza.
Poi ci sono guerre civili, cioè interne a dei paesi, come in Sudan, o come c’è:stato in Etiopia nel Tigri, ma che sembra concluso.
Poi ci sono paesi in situazioni di anarchia, come ad Haiti.
Altri paesi che non hanno il controllo di parte del territorio in mano a narcotrafficanti, a terroristi.
Poi ci sono diversi paesi occupati, anche se non c’è conflitto: il Tibet per esempio.
E infine ci sono molte minacce di occupazione: come per esempio quelle della Cina nei confronti di Taiwan.
In passato di situazioni che rientrano in una di queste categorie ce ne sono state tante. E molte sono state risolte. E bisognerebbe vedere come sono state risolte.
Quando è finita l’Unione sovietica una decina di paesi hanno ottenuto una piena indipendenza.
Quando è finita la guerra fredda in altri paesi sono finite delle dittature e sono nate delle democrazie.
Al di fuori di questi schemi abbiamo avito il terrorismo e l’Isis. Entrambi sconfitti. Anche se l’Isis è sempre pronto a rinascere.
Purtroppo l’impegno per la pace e la democrazia non si può mai dire raggiunto.
Purtroppo è una delle aree del pianeta con la situazione più tragica. Le telecamere sono puntate altrove
Le Nazioni Unite hanno stanziato dei soldi per un intervento di forze di polizia da parte di altri stati.
Ha aderito il Kenya con un numero di poliziotti limitato.
Il paese ha un numero di forze di polizia esiguo e non ha forze armate.
E a chi dice - e c’è ne sono - che un paese civile non ha bisogno di esercito perché non lo aggredirà nessuno possiamo portare come esempio Haiti che è finita preda di bande criminali.