Detenuti ripuliscono le spiagge
par Attilio Runello
mercoledì 20 maggio 2026
Lo scorso 26 marzo il sabato ecologico organizzato da Plastic Free e Seconda Chance ha coinvolto i reclusi in permesso speciale di 21 carceri: «Un'occasione in più per costruire un ponte tra dentro e fuori»
Ti devi dispiacere se vedi qualcuno buttare della plastica, ti devi sentire responsabile del tuo ambiente. È una cosa che ti riguarda. Ecco come l’iniziativa di Plastic Free e Seconda Chance si inserisce in un processo formativo che sta a monte di tutto ed è una delle tante opportunità di creare un ponte tra il dentro e il fuori... sta poi a noi avere il coraggio di attraversarlo», a parlare è Pierdonato Zito, Sessantasette anni, ergastolano in semi libertà del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che nella vita ha provato a trasformare lo spazio detentivo in uno formativo, per sé e per i suoi compagni di cella, diventando sociologo e ricercatore proprio su temi carcerari: un percorso che ieri l’ha portato a guidare la delegazione di detenuti in permesso premio che hanno ripulito dai rifiuti l’Oasi di Variconi a Castel Volturno. L’esperienza fatta dai reclusi di più carceri campane è solo una delle tante che ieri, grazie alla collaborazione tra Plastic Free e Seconda Chance, ha portato oltre 100 detenuti di 21 carceri in una decina di località italiane, a raccogliere i rifiuti e restituire quei luoghi alla comunità, in un progetto che coniuga il rispetto per l’ambiente al reinserimento sociale.
Non so tratta del primo evento di questo genere: lo scorso anno avevano partecipato oltre 300 volontari e 114 detenuti in permesso premio, che hanno rimosso 3,7 tonnellate di plastica e rifiuti in 12 città, e il 26 di marzo Seconda Chance, associazione del Terzo Settore dedicata al reinserimento socio-lavorativo dei detenuti, e Plastic Free Onlus, l’organizzazione impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica, sono tornate a unire le forze per una nuova giornata di impegno condiviso tra ambiente e reinserimento sociale.