Referendum: ha vinto il no

par Attilio Runello
martedì 31 marzo 2026

Il referendum si è concluso con la vittoria del no.

Non ha vinto solo il no. Ha vinto anche la partecipazione e l’ottima organizzazione che ha garantito la votazione e il risultato in tempi rapidi.

La Costituzione non subirà modifiche e rimarrà l’unità delle carriere dei magistrati.

Nonostante le innumerevoli spiegazioni in TV e alla radio sulle ragioni del si e del no, abbiamo maturato la convinzione che il.voto sia stato politico.

E quindi? Il governo ha perso e ha vinto l’opposizione.

L’opposizione infatti era quasi tutta schierata contro.

Ma non trattandosi di elezioni politiche non ci sarà nessuna conseguenza sul governo.che potrà continuare a governare per oltre un anno.

Il si ha vinto nelle regioni di centrodestra del nord. Ha vinto in Lombardia che ha oltre nove milioni di abitanti e quindi un grande peso.

Il no ha vinto nettamente nelle regioni tradizionalmente rosse: Toscana ed Emilia Romagna. Ma ha vinto anche al sud in regioni con governatori di centrodestra.

Questo governo ha l’indubbio merito di essere stabile e ricevere molti apprezzamenti internazionali.

Ha vinto infatti nei voti dei cittadini italiani residenti all'estero.

Ha anche il merito di aver messo un po’ di ordine nella caotica gestione che lo ha preceduto, mettendo sotto controllo il numero degli sbarchi e portando ottimi risultati nei dati economici.

Ma è sotto gli occhi di tutti che i prezzi di molti prodotti sono aumentati e gli stipendi no.

Sembra che all’origine dell’inflazione ci sia il considerevole aumento del prezzo del gas e dunque del riscaldamento e della energia elettrica.

Ora le persone fanno fatica a seguire le statistiche Istat, le percentuali, lo spread, i dati sull’occupazione o quelli sul debito pubblico, ma capiscono benissimo gli aumenti dei prezzi al supermercato, dal meccanico, del condominio, degli affitti, della benzina.

E se aumentano i prezzi la colpa è dei negozianti, ma anche del.govrtno.

E non si poteva fare nulla?

E certo che si poteva fare. Oltre a sfidare Bruxelles – come ha fatto Orban – e continuare a comprare gas russo, si poteva anche ridurre l’aliquota dell’Iva sui prodotti giudicati indispensabili.

In altre parole l’Iva al supermercato è al quattro per cento per i beni di prima necessità.

È poi al dieci per cento su molti altri beni

E infine quelli giudicati voluttuari hanno l’Iva al 22 per cento.

Se poi si considera che anche il meccanico applica l’Iva al 22 per cento, come se la macchina fosse un bene voluttuario, si può capire la rabbia della gente.

E sulle bollette della luce si paga l’Iva?

Al dieci per cento.

Ora se si è riusciti ad abbassare un pochino le accise sulla benzina non si poteva fare nulla sugli altri prodotti?

E dunque? Prendiamo atto che una parte dell’elettorato che potrebbe votare centrodestra non è contento e ha dato un avviso al governo.

Anche perché l’impegno che ci si aspetta da un governo di centrodestra, e cioè di riuscire a ridurre il crimine, non è stato mantenuto. E non sarà facile recuperare su questo fronte.

E, diciamolo pure, essere amica di Trump alla nostra premier agli occhi dell’elettorato non ha portato fortuna, visto che Trump probabilmente segue una strategia efficace, ma incomprensibile ai più, e con le sue dichiarazioni ha destato molte preoccupazioni.


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