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Capriole >
Il LAVORO è “dignità” quando assolve a precise esigenze maturate ed espresse dalla comunità di riferimento. Vale per l’imprenditore, come per il singolo lavoratore (autonomo o dipendente).
Secondo.
Non basta scommettere su una “genialità” innovativa dei più giovani per superare le carenze dell’offerta o la perdita di lavoro.
Non ha alcun senso ridurre il concetto di lavoro a una mera rincorsa verso la “rivoluzione digitale”.
Innovazione e competitività di una realtà produttiva non dipendono solo dalla “voglia” dei singoli individui di “mettersi in gioco” e di provarci.
Così come puntare tutto sulla “flessibilità” delle prestazioni.
In buona sostanza.
Non basta inventarsi lo slogan “lavoro di cittadinanza” per risolvere i problemi occupazionali di un paese segnato dalla crisi.
Saltare di palo in frasca è solo “furbata” da Dossier Arroganza …
PS > Sono passati 4 anni da quando Franco Marini parlando di Matteo Renzi fece esplicito riferimento a caratteristiche tipo ambizione sfrenata, parlantina insensata e brama di apparire. Pronosticava altresì che, se non si fosse moderato, sarebbe stato prima o poi vittima della propria insensibilità e arroganza.
Come Volevasi Dimostrare …
BASTA post-verità >
Proprio per il rispetto dovuto a una vicenda umana tanto terribile quanto tragica non si può travisare la realtà dei fatti.
Quello del povero Dj Fabo è stato un caso di “suicidio assistito”. Andando in Svizzera ha potuto ottenere e assumere un composto sedativo-venefico che in pochi minuti l’ha portato al decesso.
Arresto cardiaco che, come attestano le cronache, si può conseguire anche a casa propria con l’ingestione di una dose massiccia di certi sonniferi.
Anche in tal caso nulla impedisce che sia lasciata una lettera testamento, ma verrebbero meno delle valide ragioni per una qualche autodenuncia da parte di soggetti terzi.
ANCORA.
In tutto il continente Europeo, oltre alla Svizzera, solo Belgio, Lussemburgo e Olanda hanno legalizzato tale pratica letale.
CASO ben diverso è quello dell’eutanasia “passiva” che contempla l’interruzione-omissione di trattamenti medici.
Situazione da tenere a sua volta distinta dalla nota vicenda di Eluana ENGLARO dove la pura nutrizione artificiale mantenne per tanti anni in vita un corpo ridotto allo stato vegetativo. Alimentazione surrogata che fu forzata e prolungata fino al punto di configurare l’accanimento terapeutico.
NON ULTIMO.
E’ bene puntualizzare che il dibattito ancora aperto in merito al dispositivo legislativo da dare al “Biotestamento” verte solo sugli ultimi due casi.
Ossia, sulla possibilità che sia rispettata e diventi per legge “vincolante” la volontà (a suo tempo già espressa dal paziente) di non venire sottoposto a certi trattamenti. Si va dalla nutrizione-idratazione artificiale all’uso di palliativi antidolore e/o a farmaci in grado solo di rallentare il decorso del processo degenerativo.
Per contro.
Non è affatto segno di “partecipato” e disinteressato sostegno-conforto cavalcare, a fini di propaganda, l’onda emotiva che il clamore dei media suscita occupandosi di siffatti calvari.
Sono tragedie umane che altri hanno vissuto e vivono in sofferto silenzio.
Travisare la verità è la chiave per venire Travolti dalle Informazioni ...
POST-verità >
Proprio per il rispetto dovuto a una vicenda umana tanto terribile quanto tragica non si può travisare la realtà dei fatti.
Quello del povero Dj Fabo è stato un caso di “suicidio assistito”. Andando in Svizzera ha potuto ottenere e assumere un composto sedativo-venefico che in pochi minuti l’ha portato al decesso.
Arresto cardiaco che, come attestano le cronache, si può conseguire anche a casa propria con l’ingestione di una dose massiccia di certi sonniferi.
ANCHE in tal caso nulla impedisce che sia lasciata una lettera testamento, ma verrebbero meno delle valide ragioni per una qualche autodenuncia da parte di soggetti terzi.
Ancora.
In tutto il continente Europeo, oltre alla Svizzera, solo Belgio, Lussemburgo e Olanda hanno legalizzato tale pratica letale.
CASO ben diverso è quello dell’eutanasia “passiva” che contempla l’interruzione-omissione di trattamenti medici.
Situazione da tenere a sua volta distinta dalla nota vicenda di Eluana ENGLARO dove la pura nutrizione artificiale mantenne per tanti anni in vita un corpo ridotto allo stato vegetativo. Alimentazione surrogata che fu forzata e prolungata fino al punto di configurare l’accanimento terapeutico.
Non ultimo.
E’ BENE puntualizzare che il dibattito ancora aperto in merito al dispositivo legislativo da dare al “BIOTESTAMENTO” verte solo sugli ultimi due casi.
Ossia, sulla possibilità che sia rispettata e diventi per legge “vincolante” la volontà (a suo tempo già espressa dal paziente) di non venire sottoposto a certi trattamenti.
Si va dalla nutrizione-idratazione artificiale all’uso di palliativi antidolore e/o a farmaci in grado solo di rallentare il decorso del processo degenerativo.
Per contro.
NON E’ affatto segno di “partecipato” e disinteressato sostegno-conforto cavalcare, a fini di propaganda, l’onda emotiva che il clamore dei media suscita occupandosi di siffatti calvari. Sono tragedie umane che altri hanno vissuto e vivono in sofferto silenzio.
Travisare la verità è la chiave per venire Travolti dalle Informazioni ...
Oltre mare >
Il titolato giornalista A FRIEDMAN sembra non riuscire (?) a capacitarsi dell’appeal e del favore goduti dal super magnate Donald TRUMP anche presso le classi meno abbienti e “decadute” del popolo degli USA.
Forse non ricorda che già 20anni fa il plurimiliardario S BERLUSCONI scendeva in politica cavalcando analoghi slogan. Grande “amore” per l’Italia ed impegno a fare più “ricchi”, liberi e felici gli italiani.
Vero è che TRUMP ci sta mettendo, IN PIU’, dei veri atti di “guerra” contro quei canali d’informazione portatori (a suo dire) di “fake news” e discredito. E come tali da trattare al pari di “nemici del popolo”.
Cosa che non sembra scandalizzare più di tanto lo stesso Friedman.
Eppure dovrebbe sapere quanti regimi a dir poco autoritari hanno preso corpo e vigore in nome della sicurezza e del riscatto nazionale.
La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …
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