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Nota Bene >
Perfino in Veneto l’apposita Commissione ha dovuto escludere dalla prova orale il 53% di oltre 3400 aspiranti maestre per “grossolani” errori grammaticali di scrittura del tipo “rattopo, disciendente o aquisto”.
Ormai partono dai banchi dell’elementari le carenze di una Generazione senza Bussola …
UDITE >
Nel passato bimestre le tariffe di acqua, depurazione e fognatura risultano lievitate per un maggior costo della Bolletta pari al 50%. Ripeto: +50%.
E’ come dire che per una normale famiglia non abbiente la disponibilità del Bonus da 80 euro viene “segata” in un sol colpo di almeno 1/3.
Ergo.
E’ di tutta evidenza che certi sgradevoli “accidenti” locali non meritano analoga rilevanza delle “mance e mancette” che piovono in vista della chiamata alle urne.
Come non fa parte dei “segnali” positivi (da dare) mettere mano a quella Tagliola Tributaria che da tempo corrode il portafoglio …
Messi male >
Sembra che siano state depositate 16 “proposte” per una possibile legge elettorale.
Pur riconoscendo la complessità della materia in esame non riesco proprio a immaginare un tale numero di “sistemi elettorali” diversificati.
Ne desumo che tali “proposte” siano un’altra prova della dilagante frammentazione dell’aula parlamentare.
Fenomeno che si sposa direttamente con la “moda” del leader carismatico quale calamita e forza motrice del consenso popolare.
Non è Tutta colpa di Carosello se in politica piovono slogan e spot …
PERPLESSITA’ >
Salvo altri chiarimenti, le motivazioni espresse nella Sentenza 35/2017 della Consulta sull’Italicum non appaiono del tutto convincenti. Nel merito.
La LISTA che primeggia con il 40% dei voti validi viene “premiata” mediante l’attribuzione di 340 seggi, cioè con il 54% del totale disponibile. Avrà quindi i NUMERI per governare il paese per ben 5 anni, decidendo in piena autonomia.
Questo a fronte delle altre rappresentanze elette con il 60% dei voti espressi. E nulla vieta che con un 40% di astenuti detta lista di fatto rappresenti solo il 25% del corpo elettorale. (NB: analogo “effetto distorsivo” del metodo democratico già rilevato per il ballottaggio).
Non solo.
Ove la stessa lista si fermasse al 39,9% non avrebbe diritto a cotanto “premio” pur restando davvero arduo cogliere una sostanziale differenza nella rappresentatività della volontà popolare. Da qui le perplessità legate al giudizio che, ai fini di detto “premio”, la soglia del 40% “non è irragionevole”.
Alternativa.
Una SOLUZIONE ben diversa sarebbe stabilire una quota fissa e contenuta di seggi “aggiuntivi” (tipo 5-6% del totale) da attribuire alla lista più votata.
Validerebbe la “scelta” di un certo indirizzo programmatico e ne favorirebbe la “stabilità” attuativa. SENZA tuttavia precludere la necessità di dover concretizzare ulteriori alleanze al fine di conseguire una “solida” maggioranza di governo.
In quest’ottica ogni formazione politica in campo avrebbe il preciso interesse nonché “onere” di raccogliere il più vasto numero di consensi.
La SOGLIA del 40% non sarebbe più l’unico presupposto, traguardo e, come tale, “vincolo” di una campagna elettorale.
Dare spazio alla “eguaglianza del voto” è il vero argine al Consenso Surrogato di chi …
Purchessia 40% >
Il prof D’Alimonte è uno dei portavoce di quella categoria di “esperti” che concepiscono una Legge elettorale solo come sistema meccanicistico atto ad insediare una solida maggioranza di governo.
Ossia: solo se “il voto decide chi governa”.
Visto che la Consulta ha appena dichiarato incostituzionale il sistema del ballottaggio ora emerge il problema, non semplice, di fare in modo che una lista (coalizione) politica raggiunga la soglia del 40% dei consensi e venga “premiata” con la maggioranza assoluta (54%) dei seggi disponibili.
In alternativa una maggioranza dovrebbe costituirsi in Parlamento quale frutto della convergenza programmatica di alcune forze politiche ivi presenti. Maggioranza di governo per sua natura “fragile” in quanto esposta a sopravvenuti distinguo, se non defezioni.
Ecco allora il rimedio proposto.
STABILIRE delle “soglie di ingresso” abbastanza alte da spingere i votanti a puntare solo sulle 2-3 forze politiche con più largo seguito.
In sostanza.
Nel caso del ballottaggio, come nel caso di una siffatta “forzata preselezione” delle proposte in campo, il livello di partecipazione del corpo elettorale risulta essere una componente obsoleta, negletta, se non addirittura “penalizzabile”.
Ossia.: meno vanno a votare e più crescono le possibilità che la quota del 40% sia raggiunta.
Con buona pace dell’incipit della Costituzione che proclama la repubblica “democratica” e la “sovranità” che appartiene e viene “esercitata” dal popolo, previa elezione della propria “rappresentanza”.
Anche nel paese del Barbiere e il Lupo non difettano soluzioni davvero singolari …
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