Provare a immaginare
come evolverà il quadro politico, da qui alle elezioni, è fatica improba e
inutile.
A chi ritiene che serve voltare pagina consiglio di meditare sulla seguente
proposta di M Emiliano.
Andando alle primarie del PD, con soli 2 euro si può
votare per “ricambiare” la guida dell’attuale partito di maggioranza e, magari, il tipo di politica degli
anni testé trascorsi.
E’ un investimento alla
portata di tutti e tentar non nuoce …
C’è un
tema che sta tanto a cuore a questo Papa: gli ultimi e gli emarginati.
Dare, se
capita, rifugio o qualche soldo o un pezzo di pane a chi è in stato di sofferenza
non significa doversi fare carico della intera sua esistenza.
Solidarietà e accoglienza
devono comunque rispondere a precise metodiche, regole e limiti. Altrimenti ci
ritroveremmo in poco tempo sospinti tutti verso la regressione.
MA neppure si migliora
siffatta dura condizione riempiendo parchi e piazze per “regalare” parole di conforto
e consolazione.
Ancora.
Le nostre società “evolute” sono ormai “impestate” dal consumismo. Quello che più conta è apparire e lasciare “traccia” sul vasto pubblico.
Dalle
tv al web è un continuo carosello di selfie. Papa compreso.
E’ una sorta di
(auto)idolatria dove quello che più vale è il corpo, l’attimo, il gesto e non
l’anima.
A questa imperante deità “virtuale” sono sacrificati non pochi dei principi
e dei genuini valori umani. Nello stesso calderone si arrivano così a mischiare
il sacro ed il profano; perfino la morte con la vita.
Coincidenza!
Mentre ogni atavico
concetto di legame familiare si sta dissipando, in nome della “misericordia” proprio
ora è stata “socchiusa” la porta a omosessuali e divorziati. …
PS > Il mio intervento comincia con "di analisi, teorie ed interpretazioni sulla ’figura’ di questo Papa abbondano tutti i media".
Quello che segue vuol essere un contributo "aggiuntivo" su un tema che viene "sottaciuto" (forse per scaramanzia), ma che ha a che fare con la storia della Chiesa e la nostra matrice cristiana.
Un mosaico secolare di cui Papa Francesco è solo una delle caselle.
Di più. Un patrimonio nazionale che in nome di una sedicente moderna "laicità" alcuni vorrebbero addirittura emarginare. ...
Di
analisi, teorie ed interpretazioni sulla “figura” di questo Papa abbondano
tutti i media.
C’è un altro aspetto che, forse per scaramanzia, viene
sottaciuto. Riguarda il “peso” della sussistenza della sede del Vaticano nella
capitale d’Italia in materia di terrorismo islamico.
Le principali capitali
Europee sono state teatro, anche più volte, di tragici attentati terroristici.
Primo obiettivo della campagna jiadista è colpire e punire tutti gli infedeli.
Tutti
ricordano come Giovanni Paolo II° rischiò la vita in Piazza San Pietro, per
mano di un killer turco (Lupi grigi).
Per contro, le pur reiterate minacce dell’Isis
finora non si sono in alcun modo concretizzate. E come spiegazione non basta
darne merito all’alta capacità professionale della nostra intelligence.
Ecco il
punto.
Lo Stato Islamico è ben consapevole che un siffatto attentato
scatenerebbe una sorta di nuova Crociata. La reazione “militare” dell’intero Occidente
sarebbe micidiale e spietata.
TUTTI gli attuali presidi jiadisti verrebbero
colpiti, con ogni mezzo e senza riserve e limiti. FINO ad essere letteralmente spianati.
Sarebbe una guerra “lampo” mai vista prima.
Concepire un attentato in Vaticano e/o contro il Papa vorrebbe
quindi dire correre un rischio del tutto ingiustificato.
Neutralizzare
ed estirpare un virus altamente “patogeno” è operazione tutt’altro che semplice. PL BERSANI (+ altri) aveva capito di dover lasciare la “ditta” fin dal referendum
di dicembre.
Già allora, mentre M RENZI, nonostante la batosta subita, s’affrettava
ad intestarsi il 41% di SI raccolti (come europee 2014), Bersani ribadiva la
necessità di una “inversione a U” sull’idea che il centrosinistra si riassumesse
nel PD e che il PD “si riassume nel capo”. Fino a intimare “prima il paese, poi
il partito, poi le esigenze di ciascuno”.
In altri termini.
Se è vero che di
“errori” ne sono stati fatti più di uno, dover uscire dal PD per Bersani è
stato un vero “calvario”, una dura lotta di “vocazione contro coscienza”.
Non solo.
Per cogliere quanta differenza-distanza politica c’è tra i due basta rileggere
gli 8 punti, presentati da BERSANI alla Direzione Nazionale PD l’8 marzo 2013, per
“un governo di cambiamento”.
Viceversa. Saltare di palo in frasca giova a
alimentare il Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione …