Cambia
il salotto, ma la musica di Renzi non cambia.
A Otto e Mezzo ha appena ribadito di non
aver lasciato debiti a Gentiloni, bensì un “tesoretto” da ben 47 miliardi di
cui tener conto(?) nel corso dei prossimi 12 anni.
NON gli sovviene (?) che
negli ultimi 3 anni il DEBITO pubblico è cresciuto di almeno 150 miliardi.
Una “eredità”
che comporterà (per lo stesso periodo) un effettivo onere aggiuntivo, per soli
interessi, dell’ordine di 7-8 miliardi da saldare a decorrere dal 2017.
La
storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …
PRO domo sua > Quando
ogni occasione è buona per auto gratificarsi.
RENZI (da Vespa) tra l’altro porta
a merito e vanto della sua triennale azione di governo l’avere invertito
l’andamento negativo del PIL in una misura superiore a quanto conseguito dai
suoi omologhi Europei.
Ossia: quel distacco (differenza) di quasi 3 punti
percentuali che c’è tra il tasso di caduta (del 2013) e quello di risalita (del
2016).
DIMENTICA (?) tuttavia di annotare anche altri aspetti affatto secondari.
Già nell’ultimo trimestre di governo del predecessore E Letta il nostro PIL
segnava un +0,1%. Per gli stessi 3 anni, l’analogo confronto sul PIL spagnolo registra
un “recupero” di 1 punto e mezzo più alto del nostro. Come è inconfutabile l’effetto
“traino” di un PIL dell’Eurozona cresciuto, nel biennio 2015-16, ad un ritmo dell’1,7%
annuo.
Non solo.
Prendendo lo spunto dall’attuale inchiesta CONSIP torna, dopo
oltre un mese, a rinfacciare a Beppe GRILLO lo “squallore” del post con cui l’aveva
tacciato di essersi spinto a “rottamare” perfino il padre. POST suggerito dalla
“esternazione” (non richiesta) con cui Renzi aveva sentenziato che suo padre: se
colpevole, “deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con
una pena doppia”.
Renzi sembra (?) non sapere che un qualsiasi tema portato in
tv diventa di per sé materia esposta al dibattito pubblico. Ancora. I non più
giovani dovrebbero ricordare che un tempo erano i genitori a redarguire i propri
figli presagendo una punizione “doppia” a mo’ di esempio anche per i coetanei.
L’ansia
di “rinnovamento” è tale da ribaltare perfino la “dinamica” dei rapporti
familiari? O, più semplicemente, voleva essere un modo (spudorato?) di asseverare
la propria ferrea convinzione che per lui: “i cittadini sono tutti uguali”. Specie
se di fronte ai Magistrati.
Postilla. Quale magistrale comunicatore è sempre in
cerca del Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione ...
Ancora
una ventina di giorni e sapremo, dalle primarie, se e quanto è rimasto di quell’originario
PD che era simbolo e portavoce dell’area di centrosinistra.
Quanto segue non
interessa chi intende stare a guardare e tirare avanti affidandosi alla
personale capacità di arrangiarsi.
Le altre possibili scelte.
ACCETTARE di continuare
a appartenere a un gruppo politico fatto e gestito a immagine e somiglianza del
suo sommo leader carismatico (con tanto di nome e cognome). Quel detentore
assoluto dell’unica valida “verità” e, come tale, “guida” mediatica verso un futuro
colmo di allettanti “speranze”.
Magari facendo tesoro di una mai tramontata “scuola”
democristiana.
Oppure.
PRIVILEGIARE dentro l’urna, con soli 2 euro, uno degli
altri contendenti alla Segreteria del partito. Nell’intento di contribuire così
a tracciare il definitivo abbandono della logica dei “potentati” personificati,
tanto verticistici quanto “esclusivi”.
NB > Logica da clan che contagia e disaggrega
varie forze politiche di differente matrice.Da qui l’occasione di inviare un
segnale in grado di assumere valenza trasversale.
Ergo. Lo stop è un primo
passo ineludibile per un salubre Ritorno alla Meta …
NEL
prossimo semestre si terranno le elezioni politiche in Francia ed in Germania. Nel
contempo il grado di tenuta degli attuali Governi italiano e spagnolo non è
affatto scontata.
CON la Brexit avviata e con il proliferare di movimenti
euro-scettici la Commissione UE e il Consiglio Europeo non possono (in suddetto
semestre) limitarsi ad applicare, in modo formale e rigido, dei “limiti” gestionali
o perfino degli “atti d’imperio” avversi agli indirizzi politici dei singoli Paesi
membri.
Per quanto ci riguarda.
Salvo il positivo “effetto trascinamento” di un maggiore
ritmo di crescita (ripresa) dell’economia europea la “reale entità” delle
misure correttive (tagli, imposte, ..) necessarie per riequilibrare il nostro
bilancio sarà integralmente palesata solo a partire dall’autunno e con la Legge
di Stabilità del 2018.
Di sicuro fino ad allora resterà “sospeso” un eventuale ricorso
alla già paventata procedura d’infrazione. Tanto si desume anche dalle recenti dichiarazioni
di Valdis Dombrovskis quando parla di prospettate “misure addizionali” che “sembrano
essere in linea” con quanto “raccomandato” dalla Commissione UE.
Un punto di
incontro appare ormai acquisito.
Quello di un tipo di “flessibilità” a
scaglioni che ricorda certe tecniche da Pantomima e Rimpiattino …