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  • Di pv21 (---.---.---.228) 29 aprile 2017 19:57

    Quale Robot >

    La TECNOLOGIA che “cancella” il LAVORO umano sta diventando un altro mantra di moda. C’è chi profetizza, a mo’ di flagello biblico, che le diverse attività svolte oggi dall’uomo saranno sostituite e surclassate dall’avvento di macchine super dotate.

    Salvo che.


    Nessuno azzarda un minimo di tempistica (decenni, secoli, ..).

    Non si accenna al fatto che, per quanto automatizzate, le macchine necessitano di input (cosa, dove, quando, ..) e di manutenzione. E soprattutto.

    Un essere umano così “disoccupato” non avrà alcuna propria fonte di reddito.


    La soluzione?

    I più “generosi” prefigurano una sorta di generalizzato reddito di sussistenza.

    Dimenticano (?) però che qualsiasi attività, destinata alla produzione di beni e servizi, ha dei costi (fissi e variabili) e dei prezzi d’offerta. Come tale necessita di una ben variegata domanda di mercato.

    Ossia di una clientela finale (umana) articolata nelle sue varie esigenze e detentrice di un adeguato potere di acquisto. Altrimenti è naturale e facile presagire il progressivo collasso di un sistema senza sbocco.


    Ecco il punto.

    Lo sviluppo di scienza e tecnologia da sempre apre nuovi ed inesplorati orizzonti.

    COMPITO, nonché dovere dell’uomo, è soppesare di volta in volta le potenziali future opportunità, scegliere le più “consone” e governarne la concretizzazione.

    In sintesi. Stare ai fatti e andare sempre Avanti con Metodo

  • Di pv21 (---.---.---.4) 28 aprile 2017 12:54

    - 2 >

    Sotto la guida “novatrice” dell’effervescente segretario-premier, il PD ha visto dileguarsi il ragguardevole surplus di consensi raccolto all’elezioni Europee (2014). Oltre 2 milioni di voti catturati, in un sol colpo, da M RENZI proiettando la slide del BONUS da 80 euro per 10 milioni d’italiani (?).


    DOPO la batosta subita al referendum Costituzionale l’allora 40% del PD è scivolato man mano verso il 26%. Di più. C’è chi valuta che alle prossime primarie sarebbe un risultato “soddisfacente” una affluenza dimezzata (!!) rispetto a quella (> 2,5 mln) registrata a fine 2013.


    NESSUNO di loro confessa che tanto più bassa sarà l’affluenza e più peserà il gruzzolo di voti di quelli “ansiosi” di partecipare perché sperano di continuare a trarre un qualche tipo di beneficio-vantaggio dal riproporre lo stesso stile di leadership. E magari facendo ancor più tesoro di una certa smaliziata “scuola” democristiana.

    Non ultimo.

    Con un sistema proporzionale, in una coalizione di governo nata in Parlamento, anche una forza politica di appena il 12-15% potrà assumere un ruolo decisivo di primo piano. Specie se, fatta a immagine e somiglianza di un sommo leader, viene gestita in modo verticistico e “esclusivo”.


    Ergo.

    Siamo ben lungi dal “rinnovare” valori e anima del PD originario.

    Di certo non valgono i toni pacati della vigilia.

    UNICA difesa: un voto che fissi lo stop definitivo a tale sperimentata logica politica: monocorde e “favolistica”, sorretta da precisi “potentati” personificati.

    Buoni propositi e allettanti obiettivi sono voci tipiche di un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.59) 25 aprile 2017 19:40

    Lectio PRIMARIE >

    Andamento delle elezioni francesi offrono testimonianza di partiti tradizionali che non hanno ancora adeguato cultura, valori e strategie alle marcate “divaricazioni” del tessuto sociale.

    Al loro posto prendono sempre più vigore delle “aggregazioni” politiche incentrate sul “fascino” di un leader carismatico, dispensatore di facili slogan e di promesse di riscatto.

    Ciò detto.


    Anche in Italia le primarie del PD rischiano di diventare momento di trionfo per un tale tipo di leader e la sua ristretta cerchia di “fedeli” portavoce, tanto verticistica quanto esclusiva.

    Da notare.

    Quanto più bassa sarà l’affluenza alle primarie tanto più netta risulterà l’affermazione del leader decisa dal voto dei suoi accoliti. Non solo.

    Ad oggi, in una futura coalizione di governo (di origine parlamentare) anche una forza politica di appena il 12-15% potrà assumere un ruolo determinante.

    Quanto basta a chi dell’innate doti comunicative fa strumento di potere e del partito il proprio megafono.


    Per contro.

    VERA sfida vincente è saper rivitalizzare la capacità attrattiva di un partito “obsoleto” così che sia in grado di formulare un “adeguato” progetto di società e un programma di rilancio “veridico”, discusso e condiviso, fatto di soluzioni tangibili e misure efficaci.

    La Democrazia non ha la voce di una classe di Primi Super Cives attenta a privilegi, interessi …

  • Di pv21 (---.---.---.59) 24 aprile 2017 19:38

    BRECCIA aperta >

    In ITALIA sono le varie “congreghe” politiche sempre più gestite a immagine e somiglianza di un sommo leader carismatico.

    Breccia da chiudere con il “totale rigetto” di una agenda politica: monocorde e “favolistica”,  sorretta da “potentati” personificati, tanto “verticistici” quanto “esclusivi” e non confutabili.

    Suadenti proclami e facili promesse sono tipici di un Dossier Arroganza

  • Di pv21 (---.---.---.59) 24 aprile 2017 19:17

    Ora tocca a noi >

    Dopo la “mezza vittoria” di PL Bersani e la “decadenza” di S Berlusconi, i geniali strateghi del PD silurarono l’avveduta metodicità di E Letta e decisero di giocarsi l’atout del pimpante “rottamatore” M RENZI, al fine di surclassare l’onda montante del Movimento Grillino.

    Incontenibile l’entusiasmo per il 40% alle elezioni Europee: frutto della “svolta” annunciata con il Bonus di 80 euro.

    M Renzi dà avvio ad una vorticosa esternazione di “travolgenti” misure anti crisi e di riforme “epocali”. Insieme a infervorati appelli all’ottimismo, speranza e fiduciosa attesa.


    Passano 3 anni.

    Mentre il PD si “trasfigura” spuntano man mano delle “dissonanze”, tutte inascoltate. E arriva il momento clou.

    Dopo la sonora batosta al referendum M Renzi molla la premiership.

    P Gentiloni si becca una “eredità” di riforme da revisionare, conti pubblici non assestati e gravi problemi sociali ancora pendenti. Il Debito pubblico è cresciuto di almeno 150 miliardi (+6%) con 7-8 miliardi/anno di ulteriori interessi da pagare. Una “solida” ripresa è di là da venire e si prospetta un’altra dolorosa manovra “correttiva”.


    Ecco il punto.

    Nei sondaggi l’attuale PD, a firma M Renzi, è dato al 27%. Al terzo posto dopo lo M5S ed il rassemblement di centrodestra caro a S Berlusconi. DA TENERE ben presente è che, a bocce ferme, in una futura coalizione di governo di fonte parlamentare anche una forza politica di appena il 12-15% potrà assumere un ruolo determinante.


    Ergo.

    A fronte delle primarie alla gente di centrosinistra restano solo 2 scelte.

    Continuare con questa “congrega” politica sempre più gestita a immagine e somiglianza del suo sommo leader carismatico. Facendo tesoro di una mai tramontata “scuola” democristiana.

    OPPURE. Cogliere l’opportunità del voto per notificare il “totale rigetto” di una linea politica: monocorde e “favolistica”,  sorretta da “potentati” personificati, tanto “verticistici” quanto “esclusivi” e non confutabili. NON PERDERE così l’occasione di dare il chiaro segnale che serve da subito un programma “veridico”, discusso e condiviso, fatto di soluzioni tangibili e misure efficaci.


    PS: a un magistrale comunicatore, per sua natura, non passa quella Febbre del Tribuno che non conosce remore, limiti …


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