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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.49) 12 maggio 2020 18:56

    Caro Cesarezac, faccio notare alcune cosucce che dal tuo post sembrano siano sfuggite, se non altro per una questione di completezza.

    Pressione fiscale. Il 64% ( prendiamolo per buono). Intanto andrebbe distinto il ricavo (che non è tassato) dal guadagno (tassato) che si ricava al netto di spese, ammortamenti, minusvalenze ecc.. E questo vale ovviamente per chi le tasse le paga. Ma qui casca l’asino; altro che italiani pecore, un cavolo, gli italiani sono predatori astuti e scafati, rotti a tutti i sotterfugi (anche pseudo legali) pur di non pagare una mazza. E difatti abbiamo tra i molti record mondiali negativi, quali la corruzione, le mafie ecc.., quelli dell’evasione fiscale, dell’elusione fiscale e della frode fiscale. Risultato: il 90% per cento dei contribuenti ( non dipendenti) dichiara mediamente redditi attorno ai 15.000 euro/anno. Sul quale l’aliquota al max è il 23%, quota esente esclusa. E dentro queste dichiarazioni "sofferenti" ci sono fior di categorie professionali ed imprenditori, che notoriamente non si rivolgono alle Caritas.

    Strabilianti le dichiarazioni in tv di commercianti, ristoratori ecc.. che quando devono pagare le tasse (sempre che non siano in nero) sono alla canna del gas, mentre ora che devono ricevere soldi per il coronavirus ci descrivono fatturati mirabolanti persi nel giro di due mesi (marzo aprile e non luglio agosto). Se poi si chiede loro di documentare doverosamente s’incazzano come bestie e vanno sui media a dire che questo governo infame non li aiuta, anzi pretende, pensa un pò che carogne, di erogare sulla base delle dichiarazioni dei redditi precedenti. Insomma i soldi li vogliono e basta, ma sulla parola. Io intanto gli manderei la finanza.

    Concordo invece sul costo dell’energia elettrica, che oltretutto non ci affranca dai rischi del nucleare dei nostri confinanti fornitori, che alcuni sindaci nostrani buontemponi hanno risolto con il cartello "comune denuclearizzato ". Il Fallout radioattivo è avvisato, deve girare alla larga.

    Sul resto, ovvero le valutazioni sulla diminuita contagiosità, le lascio alla tua responsabilità.

    ciao

  • Di paolo (---.---.---.49) 11 maggio 2020 16:54

    Bisognerebbe una volta per tutte chiarire la differenza tra il manifestare pubblicamente la propria opinione ( tutelato dalla costituzione) e istigare o indurre altri ad atti insalubri che, soprattutto in circostanze come questa, sono puniti dal codice penale con la restrizione della libertà e/o trattamento terapeutico specifico.

    Perché è del tutto evidente che chi agisce in un modo cosi’ sconsiderato o è un minus habens o è in malafede. Delle due una.

  • Di paolo (---.---.---.49) 11 maggio 2020 08:57

    Un fatto del genere non merita commenti. La violenza sulle donne è uno degli atti più abonivevoli che si possano concepire. L’unica spiegazione razionale è di tipo patologico. Un uomo che compie atti di questo genere agisce contro natura e quindi significa che non sta bene.

    Tuttavia, in altro post su questo stesso blog, si sostiene, sulla base dei dati raccolti dai centri antiviolenza, che in occasione del lockdown nazionale ci sia stato un dimezzamento delle richieste di aiuto da parte di donne.

    La spiegazione, o una tra le più plausibili secondo l’articolista, è che la compresenza costante in ambito famigliare, permetta all’uomo di avere un maggiore controllo sulla donna. Che già come spiegazione è tutto dire.

    Siccome le forme di violenza che un uomo può esercitare su una donna sono di vario genere, fisica, sessuale, psicologica , economica .. la compresenza costante, in una situazione di elevato stress indotto dall’emergenza sanitaria, dovrebbe invece produrre un effetto opposto, ovvero un aumento delle richieste di aiuto.

    Come te lo spieghi? Sono attendibili questi dati nazionali? C’è qualcosa che non torna.

    ciao

  • Di paolo (---.---.---.49) 8 maggio 2020 20:31

    refuso a parte "conoscenza"

  • Di paolo (---.---.---.49) 8 maggio 2020 16:38

    Quindi? Lei sta dicendo che a fronte di una pandemia esplosa in modo repentino, con l’aggravante della scarsa o nulla conoscienza del nemico da combattere, il governo avrebbe dovuto procedere per decretazione ordinaria, seppur d’urgenza, che necessariamente richiede passaggi parlamentari. Questo per non incappare nei presupposti di incostituzionalità dei provvedimenti coercitivi. E’ questo che sta affermando?

    Le domando. Il diritto costituzionale di difesa della salute (art.32), che nel caso specifico assume il carattere più estensivo di tutela della vita, non è prevalente sugli altri diritti costituzionali, vedi per es. quelli della libera circolazione, di culto, di riunione ecc..?.

    Se si, può l’autorità sanitaria (vedi I.S.S.) arrogarsi il ruolo di indirizzo o d’influenza prevalente sui provvedimenti del governo? O viceversa, può il potere esecutivo ignorare le prescrizioni dell’autorità sanitaria in una situazione di emergenza nazionale che mette a rischio la vita dei cittadini? Quali sono i rischi penali di un governante che disattende le prescrizioni medico sanitarie?

    Le faccio notare che il "convulso " ricorso ai DPCM era ed è conseguente alla "convulsa" situazione sanitaria, con la fase 1 nella quale le terapie intensive ( T.I.) erano sull’orlo del collasso ( e spero che lei sappia cosa significa una terapia intensiva ). Un recente studio dell’I.S.S., come ipotesi estrema ma pur sempre possibile, prospettava 150.000 pazienti che avrebbero potuto dover ricorrerre alle T.I. a causa del coronavirus, qualora non si fossero posti in atto strumenti di protezione. In questo paese le T.I. ammontavano a circa 5.000 e a metà del mese scorso eravamo già alla saturazione ( oggi sono salite ad oltre 9.000). La fase 2 invece è tuttora in corso di monitoraggio clinico statistico e ancora nessuno è in grado di dire, con ragionevole certezza, quanto potrà protarsi e se esiste il rischio di esplosione di nuovi focolai, allentando le misure prese.

    Non crede che in una situazione di questo genere un governo abbia il diritto, anzi il dovere, di porsi come problema secondario quello dell’eventualità dei ricorsi per mancata applicazione canonica del dettato costituzionale? 

    Attendo di sapere cosa ne pensa. Grazie.

    saluto

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