Il suo commento mette in luce un problema estremamente reale (e sempre sia lode a Umberto Eco che aveva definito esattamente la realtà contemporanea, compreso il suo "Ur-fascismo"). I movimenti sono stati diversi, né vale l’idea che essendo di massa e protestatari devono essere necessariamente accomunati. Quello delle sardine si caratterizza per essere un movimento democratico di sinistra (o centrosinistra se si preferisce) UNITARIO. E in quanto tale capace di superare le tradizionali divisioni identitarie che caratterizzano questa area politica (solo Prodi riuscì nell’intento e non a caso sconfisse Berlusconi). Ci sono riuscite andando a ri-definire il Minimo Comun Denominatore che è l’essenza prima del mondo democratico: l’antifascismo (nella sua forma modernizzata che comprende l’antileghismo, l’antirazzismo, l’antisuprematismo etc.) dando una lettura molto corretta dello spostamento della destra italiana verso il radicalismo. La domanda che lei pone implicitamente — la necessità di maggiori contenuti "utili e concreti" — è una domanda che molti si pongono oggi, ma che pone davanti a problemi di difficile soluzione, per il semplice fatto che immediatamente si aprirebbero le solite contraddizioni tipiche della sinistra e il frammentarismo conosciuto. Direi che per ora è necessario solo che questo movimento svolga il suo ruolo di chiamare a raccolta l’elettorato di sinistra, diviso e spesso astensionista per delusione, in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. Poi si vedrà.
Troll: «nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali,
è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi
provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del
tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e
fomentare gli animi» wikipedia).
Imbecille: «nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e
negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza
garbo, da ignorante, in modo da irritare» (Treccani).
Come si può notare i due termini hanno alcuni aspetti in comune.
C’è una differenza tra un interlocutore e un troll. Se lei non lo capisce io non so cosa farci. Poi può darsi che quel mio commento domani venga cancellato, non me ne stupirei. Ma la prassi ormai più che nota di provocare come prassi politica per poi lamentarsi della reazione è esattamente quello che scrivo nel mio articolo. Sugli zebedei ho già risposto adeguatamente all’interlocutore coinvolto. Saluti.