Non ha alcun senso parlare di milioni di "profughi" riferendosi alle guerre originate dai paesi arabi contro Israele. Dopo mezzo secolo dall’ultimo conflitto (1973) i palestinesi fuggiti o cacciati da Israele si equivalgono come numero a quelli, ebrei, cacciati dai paesi arabi. Ormai sono o avrebbero dovuto essere integrati nei paesi di accoglienza come i profughi istriano-dalmati furono accolti e integrati in Italia. Il problema non riguarda più Israele (se non per un eventuale ritorno simbolico da concordare nell’ottica di un piano di pace risolutivo) ma gli stati arabi che devono superare le discriminazioni verso i palestinesi come ha fatto la Giordania da tempo.
O, in alternativa, bisognerebbe rispolverare il vecchio e ridicolo pensiero che, a differenza di quello israeliano, i governi dell’Occidente europeo (ma, ovviamente, anche russi, turchi, giordani, iracheni, siriani, iraniani, cinesi, americani e così via) sono "innocenti" anziché avere tutti, chi più chi meno, le stesse responsabilità agli occhi dei movimenti terroristici di matrice islamista o nazionalista (come quelli curdi, palestinesi, ceceni). Ma la discriminante è palese: si ritiene legittimo omaggiare il sepolcro di chi si fa sentire a suon di attentati contro civili israeliani, ma non si osa dire la stessa cosa per chi fa la stessa cosa contro civili europei o russi. Parlare di ipocrisia sì, mi sembra adatto.
E via così. E allora la questione (peraltro prevedibilissima) diventa cosa ha mai fatto di male il povero Corbyn se non difendere i palestinesi (e se non lo facesse magicamente sparirebbe ogni accusa) ?
Peccato che la domanda resta, sempre la stessa (a cui nessuno risponde): perché non portare fiori anche sulla tomba degli attentatori della metropolitana di Londra?
Ma si evita accuratamente di rispondere e il perché è ovvio: sarebbe davvero troppo imbarazzante. Gli attentatori islamisti che hanno seminato morte in Europa avevano le stesse identiche motivazioni degli attentatori di Monaco.
Non a caso l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina poi si accorse dell’errore e decise di sciogliere Settembre nero dice perché, secondo Benny Morris, "niente di buono sarebbe arrivato dal terrorismo all’estero".
Allora è più facile, e si fa miglior servizio alla causa, puntare il dito contro chi insiste a "spaccare il capello" piuttosto che ammettere una verità semplice quanto scomoda: portare fiori sulla tomba di Salah Khalaf è l’identica cosa che portarli su quella degli attentatori del Bataclan (o a quella degli attentatori dell’hotel Re David, se piace di più).
È indigesto, lo so, ma così difficile da ammettere?