Ok, allora adesso facciamo una cosa. Se lei definisce le Ong "complici" di un reato (o di una serie di reati, non ultima la collusione con varie mafie) si firmi con nome e cognome e poi aspetti, tranquillo delle sue convinzioni, la querela che le arriverà a casa. Saluti.
Qualche volta faccio fatica a seguire i tuoi ragionamenti contorti caro mio. A parte il "radicale docg" che è tutto da dimostrare (critico anche i radicali quando fanno scelte per me sbagliate, come quella di non appoggiare questo governo di fronte a una deriva reazionaria pericolosa come quella rappresentata da Salvini & Co.); ma poi, che cosa mai vorrebbe dire "essere più europeisti significa pretendere che...". Si pretende di modificare gli accordi (Dublino) presi da altri in altri tempi, se e quando si riesce ad averne la forza politica, non quando ci si assenta dalle riunioni convocate appositamente. E — in quel momento, quando S. era ministro dell’Interno e doveva essere presente a battere i pugni sul tavolo — ma non ci andava, Mr. Di Maio taceva. Eccome se taceva. E chi doveva essere penalizzato? I paesi di Visegrad, amiconi di Salvini. Che, ovviamente taceva. E pure Di Maio taceva. Eccome se tacevano.
E ora la conclusione qual è? Dopo che S. si è suicidato facendo cadere il governo, se ne è fatto un altro e Di Maio che fa? Improvvisamente parla e decide di boicottare, astenendosi, quella mozione, appoggiata e votata dalle altre forze di governo (del SUO governo) per proseguire pari pari le politiche salviniane sull’immigrazione. Zero di tutto il resto, ma mazzolate alle navi delle ONG.
P.S. io ti cito Elly Schlein, eurodeputata di LeU, sveglia! E chiudo.
Davvero curioso che i Cinquestelle si siano indignati perché l’Europa ciurla nel manico quando sono stati al governo per più di un anno con uno che ha sistematicamente "dimenticato" di presenziare ad ogni singola riunione dei ministri degli Interni dedicata alla possibile revisione del trattato di Dublino (come più volte ricordato dall’eurodeputata Elly Schlein https://www.ilfoglio.it/politica/2019/03/12/news/elly-schlein-ci-spiega-lipocrisia-di-salvini-sullimmigrazione-242572/ (e nel mentre i suoi comprimari nel governo gialloverde votavano contro).
Oggi la mozione di sinistra chiedeva ai paesi membri di tenere aperti i porti alle navi delle Ong, le uniche che fanno ancora operazioni di ricerca e salvataggio in mare. Bloccarle significa sottoporre i migranti al rischio estremamente reale di morire affogati. Non so se è chiaro (forse no): nessun soccorso=più probabilità di morte. Non è difficile. Qualunque cosa si sostenga per giustificare queste posizioni (esclusivamente politiche) l’aspetto immorale di queste decisioni è palese.
Altra cosa è partecipare alle riunioni apposite per cambiare la situazione attuale della redistribuzione (purché ci si ricordi che quasi tutti i paesi europei hanno un numero di immigrati decisamente maggiore dei nostri sia in termini assoluti — Germania, Francia, Gran Bretagna - sia in termini relativi rispetto al numero di abitanti, quasi tutti gli altri, escluso Portogallo e i paesi del gruppo di Visegrad).
La schiena dritta, se si è esseri umani veri e non quaquaraquà, la si tiene contrapponendosi ai forti e facendo valere le proprie ragioni, non ai deboli e a chi li aiuta a non morire.
La pura coerenza diventa impossibilità di salvare vite in mare. Si vede il cielo stellato (della coerenza) sopra i cinquestelle ma non l’inesistenza di legge morale (e umana) dentro di loro. Risultato: stavano proprio bene, ahimé, con i razzisti salviniani.
La loro astensione è stata determinante, il mio disprezzo è, per questo, profondo. Poi qualcuno non vede al di là del suo naso e accusa gli altri di visionarietà. Sarebbe comico se non fosse triste.
Fosse in Salvini non farebbe partire proprio niente perché non c’è niente, ma proprio niente, di offensivo. Solo critica (ancora legittima nel nostro paese) culturale e politica. tranne che per certi idioti da tastiera (così coraggiosi da non avere nemmeno il coraggio di firmarsi con nome e cognome come il sottoscritto).