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Fabio Della Pergola

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Ultimi commenti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.12) 11 dicembre 2014 02:16
    Fabio Della Pergola

    Quando non si capisce la differenza tra "luogo pubblico" e "istituzione pubblica" ogni discorso è vano. Così come è vano sottolineare la differenza fra i diritti individuali di esprimere la propria identità umana, ma anche quella di appartenenza etnica e religiosa, se si vuole, e il dovere dello Stato di mantenersi laicamente neutrale rispetto alle diverse convinzioni religiose, proprio perché afferma (o dovrebbe affermare) la religiosità come espressione personale e individuale, non come identità istituzionale (dal momento che non siamo una teocrazia). La differenza è tutta qui.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.12) 10 dicembre 2014 09:46
    Fabio Della Pergola

    C’è un errore di fondo in quest’ultimo commento e lo dico senza voler fare alcuna polemica. In fondo è una questione di cui si parla da tempo e nessuno muore se c’è un presepe o se invece non viene fatto.
    Ma l’errore di fondo mi pare significativo. Qui la questione, secondo me, prescinde dal problema immigrazione (o almeno possiamo mettere fra parentesi la sensibilità o meno degli immigratri che possono essere cristiani, come i sudamericani o i filippini, islamici, induisti, atei o altro). Il problema è di chi è l’identità nazionale di questo paese. Quando ci si chiede «perché NOI, QUI, dovremmo modificare le nostre abitudini...» di quale "noi" si parla ? Ebbene leggiamo che «l’Italia è abitata in gran parte da italiani...» eccetera. Si sta cioè parlando di una maggioranza, non di tutti i cittadini.

    Questa logica è comprensibile se si parla di un partito, perfino di un governo (anche se non dovrebbe essere così), ma MAI si può pensare che uno Stato possa essere lo stato di una maggioranza: lo Stato è e deve essere lo Stato di TUTTI. E le istituzioni repubblicane sono tali se sono istituzioni di TUTTI.

    In questo paese vivono minoranze - pensiamo agli ebrei che sono qui da secoli prima di Cristo, pensiamo agli atei che sono una minoranza non insignificante, pensiamo ai buddisti o di altre forme minori - che sono ITALIANI, non immigranti. E che hanno versato sangue, quando è stato loro richiesto, per FARE questa nazione. Vogliamo ricordarci di quell’ufficiale di artiglieria cui fu chiesto di sparare il primo colpo contro Porta Pia per "fare" l’Italia ? Era ebreo, perché il Papa aveva minacciato la scomunica per chi avesse iniziato a sparare contro le mura di Roma.

    Vogliamo pensare ai morti durante le guerre o ai partigiani ? Non c’erano atei fra loro ? non c’erano ebrei ? E quindi da dove viene fuori quest’idea che una parte, per quanto maggioritaria, degli italiani si sarebbe approppriata dell’identità nazionale ? Chi l’ha deciso ? E quando ? Dove sta scritto che l’identità della Repubblica è cristiana, quando ha essa stessa rinunciato ad avere una "religione nazionale" ?
     
    Quindi se la "gran parte di italiani" vogliono "tenere i crocefissi dove gli pare e il presepe lo fanno se ne hanno voglia" e mangiare quello che vogliono eccetera... nessuno glielo impedisce, né mai - MAI - nessuno gliel’ha impedito. Ma lo fanno a casa loro, non negli spazi pubblici, cioè nelle case di tutti. Oppure all’aperto dove ciascuno fa quello che vuole, se rispetta le disposizioni di legge.

    Le case dello Stato non sono case SOLO loro, invece. Lo Stato è casa di tutti e deve rispettare tutti. Anche quegli italiani (e non sono pochi) che nelle tradizioni religiose della maggioranza non si riconoscono. Poi, ma solo POI, c’è anche la questione degli immigrati. So benissimo che le cose non stanno così in realtà, e che i crocefissi stanno ovunque perché la magistratura non è d’accordo con questa impostazione, ma così la vedo io e non mi pare di offendere nessuno. Casomai l’idea che la maggioranza si sia appropriata dell’identità nazionale potrebbe offendere me, perché mi fa sentire ospite a casa altrui, quando invece questa è casa MIA. Ma di questo sembra che non importi niente a nessuno. Sono solo una minoranza.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.12) 10 dicembre 2014 01:00
    Fabio Della Pergola

    Affermare che la scuola abbia "il compito di perpetrare la tradizione" è, questo sì, "pretestuoso e sconclusionato" oltre che assolutamente insostenibile; da dove l’ha tirato fuori ? E l’identità del paese sarebbe il presepio ? Ma non scherziamo per favore. E torni a studiare un po’ di storia. O le devo ricordare Porta Pia ?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.12) 9 dicembre 2014 11:52
    Fabio Della Pergola

    L’opposizione Dio-Nulla è impropria, anzi i mistici fanno coincidere Dio con il Nulla, casomai. Io ci metto un’ipotesi di energia immutabile o qualcosa di simile che prima o poi i fisici spiegheranno. Ma naturalmente NON qualcosa o "qualcuno" dotato di intelligenza e volontà propria, ovviamente. L’affermazione "dio esiste, eccome" è naturalmente paradossale, lei se ne renderà conto, vero ? Né più né meno del Grande Spaghetto. Ma non si offenda; in fondo è lei che viene a commentare i miei articoli, non viceversa. Buone feste.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.12) 9 dicembre 2014 11:44
    Fabio Della Pergola

    Capisco il suo punto di vista, ma ovviamente dissento (sennò non avrei scritto quello che ho scritto...).
    Perché il presepe è una tradizione che è identitaria solo per alcuni, non è così assoluta come lei dice. Io non ho mai fatto un presepe, ma faccio tutti gli anni l’albero con le luci perché mi piace. Quindi festeggio a modo mio una ricorrenza che di religioso non ha, per me, assolutamente niente. Lo chiami solstizio d’inverno se vuole. Ma il punto non è questo, non è privato.

    Il punto è che una scuola, come dice il preside a ragione (e anche Serra gli dà ragione), non ha la funzione di celebrare feste religiose. E per quanto lei e Serra non siate d’accordo, quello è un simbolo spiccatamente religioso. La questione dei simboli religiosi sull’abbigliamento personale è diversa, e lo scrivo, proprio perché è una manifestazione di appartenenza identitaria personale, individuale, non dell’istituzione. Quindi la legge francese è, secondo me, sbagliata.
    Ma che un’istituzione faccia proprio un simbolo religioso o spiccatamente identitario come un presepe o un crocefisso, mi pare del tutto fuori luogo.

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