La promiscuità è la possibilità di genti diverse di conoscersi, apprezzarsi (o no), frequentarsi (o no), gioire dell’incontro (o no), trovare modo di fecondarsi a vicenda (o no). Vale a dire prendere rapporto e poi (ma solo poi) decidere se accettare o rifiutare l’identità dell’altro. In questo POI c’è tutto un mondo, che significa sapere (o anche solo intuire) ciò che l’altro è e agire di conseguenza. Se tutto ciò avviene PRIMA del rapporto non c’è altro che un PRE-giudizio. E vale anche (tanto più) del rapporto fra uomini e donne. Quindi sì, sempre, alla promiscuità o alla possibilità di vivere rapporti promiscui. Tutto ciò che la impedisce va contrastato, combattuto, rifiutato. Ma deve essere una battaglia culturale, non può essere un’imposizione per legge. Perché le imposizioni vengono vissute come una violenza privata e provocano reazioni di arroccamento identitario e chiusura. Cioè esattamente il contrario di quello che ci si propone.
Assolutamente d’accordo in particolare sul fatto che "il problema" verte sulla sessualità che non è (meglio: non dovrebbe essere) altro che l’essenza del rapporto/confronto di identità fra un essere umano e un altro essere umano nella loro "complessità", che è naturalmente sessuata: un confronto quindi fra esseri umani che sono contemporaneamente uguali e diversi. Su questa complessità, che contrasta il principio razionale di non contraddizione, si è innestata fin da tempi antichissimi una perversa questione di potere. E questo ovviamente rimanda ad approfondimenti storici, filosofici, psicologici, e infine anche politici di amplissima portata.
Lei è libero (e ci mancherebbe altro) di pensare o credere quello che vuole. Ma se usa un lessico offensivo - io sarei falso e tendenzioso - le rispondo come ritengo giusto: lei si beve le superficiali banalità propagandate da questo papato senza avere le capacità critiche minimali per demistificarne i contenuti. In particolare non si rende conto che comunicare, esaltandole, cose assolutamente superficiali - cosa in cui questo Papa è abile essendo "un po’ furbo", per sua stessa ammissione - è utilissimo per riaffermare invece la classica antropologia cristiana di sempre. Stiamo parlando quindi di specchietti per allodole. Lei è un’allodola? Sono affari suoi, non miei. Se vuole provare a capirne di più la rimando ai quattro articoli in sequenza che ho pubblicato su Agoravox a partire dal 18 settembre 2013. Qui il primo articolo: http://www.agoravox.it/Credenti-e-n...