Per un errore di impaginazione di cui non sono responsabile, la foto iniziale è relativa alla Sinagoga di Firenze, mentre il progetto della moschea, a firma dell’architetto David Napolitano è nei documenti allegati
Ha ragione; il rapporto Palmer è
stato contestato sia da Israele che dalla Turchia e dalle altre organizzazioni
interessate. Resta il fatto che è, per quanto mi risulta, l’unica voce degli
organismi internazionali ufficiali in merito alla vicenda della Mavi Marmara. Almeno per ora. Poi vedremo come si esprimerà la Corte Penale Internazionale.
Non so se questa vicenda sia
unica nella storia, ma il diritto internazionale, per quanto ne so, non fa
distinzioni tra nazioni in conflitto ufficialmente dichiarato ed “entità
belligeranti”. Dove per “entità” il rapporto Palmer considera anche il governo
di Hamas, affermando “The Israeli report to the Panel makes it clear that the
naval blockade as a measure of the use of force was adopted for the purpose of
defending its territory and population, and the Panel accepts that was the
case”.
Insomma il fatto che Israele non
riconosca Hamas (né che Hamas riconosca Israele peraltro) non pare significativo
dal punto di vista giuridico in merito al blocco navale.
Non ricordo invece se effettivamente
l’attività di fermare naviglio sia cominciata prima dell’inizio ufficiale del
blocco nel 2009 o solo dopo. La cosa non è irrilevante perché in mancanza di un blocco navale ufficiale si tratterebbe effettivamente di "pirateria", mentre chi la chiama così adesso fa polemica politica, ma è fuori dal seminato giuridico.
Il fatto che si sia d’accordo che
la forzatura del blocco da parte della terza Flotilla sia una provocazione è
già qualcosa. Provocare è legittimo, forzare il blocco però non lo è.E il rischio alla fine è che succeda
qualcosa. Dopodiché saremmo tutti di nuovo a battibeccare sui cattivi
israeliani e sulle inutili provocazioni dei “pacifisti”. Non a parlare della
popolazione di Gaza, che nel frattempo potrebbe ricostruire società, cultura ed economia contando sulle nuove aperture egiziane. Sarebbe una politica migliore che non continuare a provocare Israele (che non mi pare porti tanto bene).
Lei dice, molto cortesemente, che la "questione aristotelica" da me riproposta nella provocatoria versione dell’uomo vivo-potenzialmente morto-quindi_morto_che_parla non regge. Ma non spiega i motivi per cui non reggerebbe. Al contrario nella domanda che pone subito dopo (i genitori costretti a cibarsi dei propri figli fanno un atto legittimo ?) parla dei figli come di "materiale biologico" annullando - anche lei - la differenza fra embrione e bambino. Questo annullamento che lei dà per scontato - ma che scontato non è - deriva unicamente dalla sua concordanza con l’opinione della Chiesa.
E’ noto invece che la maggioranza degli italiani (tramite referendum) e degli Stati la pensa diversamente, altrimenti non avrebbe mai autorizzato l’aborto. Da ciò si deduce che l’idea maggioritaria è che l’embrione sia "materiale biologico" (che può essere eliminato) mentre che il bambino nato non sia puro "materiale biologico": è un essere umano vivente ed "eliminarlo" significa commettere un omicidio. Evidentemente il momento della "nascita" costituisce uno spartiacque sostanziale e ritenuto tale anche nel codice penale.
Consiglio un’ottima recensione di un testo complesso, ma esaustivo sulle implicazioni di una corretta teoria della nascita. Qui http://www.dazebaonews.it/il-libro/...
Sembra che ci sia un contrasto interno al PD. Ieri Damiano ha affermato "la proposta del sen.Ichino, a cui fa riferimento Berlusconi, e’ stata avanzata a
titolo personale e non rappresenta la linea ufficiale del
partito’’.(Cfr. http://www.asca.it/news-GOVERNO__DA...)