Giornalista pubblicista dal 1995 ha collaborato negli anni novanta con le pagine culturali di Avvenire, Eco di Bergamo, e con le riviste Millelibri, Vita e Pensiero.
Dal 2008 si occupa di moda per testate online e ha un suo blog "Fashionrunways" con molte visite.
Per Agoravox scrive di attualità.
Collabora anche con Freeskipper, corrierepl, sololibri.net
I trattati internazionali non si fanno con le email e non si rispettano con le email.
Le email sono solo scambi di informazioni.
Gli accordi si rispettano con atti giuridici.
Una richiesta da parte del tribunale dell’ Aja di arresto rivolta alle istituzioni italiane è un atto giuridico.
Un atto giuridico va scritto secondo determinate regole, che conoscono i giuristi. Altrimenti non è valido.
Secondo Nordio l’atto arrivato non è valido. E quando è arrivato quello valido era troppo tardi.
La Meloni ha fatto capire chiaramente che i rapporti fra questo governo e il tribunale non sono felici, sono gelidi se preferite.
Meloni ha dichiarato che questo signore è stato libero di circolare in tre paesi europei. Poi quando è arrivato in Italia è arrivato il mandato
E il governo - che potrebbe anche fare uscire il nostro paese dagli accordi internazionali e diventare indipendente dal tribunale - ha fatto le scelte che sappiamo.
Nordio non ha mai negato di sapere. Ha detto solo che la richiesta è stata rimandata al mittente.
Se può interessare anche Nethaniau è colpito da un mandato dallo stesso tribunale.
Alcuni mesi fa Netaniau è venuto in Italia accolto come capo di stato.
E questo fa capire quanto deboli siano in Italia le posizioni del tribunale.
Mi sembra un articolo che fa tutto.
un calderone unico di realtà separate e che spesso poco hanno a vedere l’una con l’altra.
La vendita di armi avviene in tutto il mondo, non è una prerogativa americana.
Anche la vendita di armi illegale avviene dappertutto. Anche le nostre mafie italiane sono bene armate. Per fortuna di tutti riescono a fare i propri affari senza usarle.
Negli Stati Uniti da sempre la vendita delle armi è consentita anche ai privati perché lo prevede la loro costituzione. E nessuno lo ha voluto cambiare, nemmeno i democratici.
E quindi in un mercato così chiunque può commerciare in armi.
Il confine con il Messico è lungo migliaia di chilometri e nonostante i controlli è permeabile.
Quindi non possiamo dare a Trump la responsabilità se le armi finiscono ad Haiti.
Haiti si trova in preda alle bande perché alcuni anni fa ha rinunciato ad avere un esercito e aveva ridotto le proprie forze di polizia a novemila agenti.
Hanno ricevuto in passato aiuto con forze di peace keaping dell’Onu, più corrotte della polizia locale.
Adesso gli hanno mandato alcune migliaia di poliziotti dal Kenia, con soldi Onu.
In alcuni paesi dell’America latina esiste una criminalità dilagante che si sta cercando di fermare con delle supercarceri che ospitano decine di migliaia di delinquenti. Se non si riesce a fermarla così possono ricorrere all’esercito e alla legge marziale. Ma non si può lasciare che tutti i paesi finiscano come Haiti.
Negli anni Novanta una missione degli alpini andò in Mozambico per aiutare a ricostruire un paese distrutto da conflitti interni.
Oggi in Mozambico non esiste solo il problema della pirateria marittima ma c’è una forte presenza, proprio nelle aree dove è presente il gas, di milizie mussulmane che cercano di appropriarsi del territorio.
Il Mozambico è un paese a prevalenza cattolica.
Inoltre dopo le ultime elezioni non si è ancora pacificato fra chi le ha vinte e chi le ha perse le elezioni
Il gas a volte viene sprecato lasciandolo bruciare?
Il gas non è facile da estrarre o da gestire con i gasdotti, o liquefacendolo e poi rigassificandolo
Però in Italia serve per produrre energia elettrica e riscaldare le nostre case in inverno.
Avendo perso quasi tutto quello russo Eni si sta facendo in quattro per farcelo arrivare da dove ce lo vendono.
Francamente criticare l’Eni mi sembra inopportuno.
Preferite passate gli inverno al freddo?
O fermare tutti treni che si muovono con l’energia elettrica?
Le istituzioni internazionali per i diritti umani sembrano ignorare che, in base a una consuetudine molto radicata nella storia europea e non, la presenza di minoranze linguistiche in un paese ha da sempre giustificato l’ingerenza in quel paese da parte di paesi terzi, dove quella lingua è lingua nazionale e si tratta di paesi considerati grandi o
o medie potenze.
L’esempio della Lettonia va benissimo. Si tratta di un piccolo paese che ha ottenuto l’indipendenza da poco più di trenta anni e mentre faceva parte dell’Unione sovietica ha subito una immigrazione russa che spesso occupava i posti di responsabilità.
Gli immigrati russofoni sono rimasti anche quando si è ottenuta l’indipendenza e il vicino molto potente russo potrebbe usarli - come ha fatto in Ucraina - per una ingerenza negli affari interni del paese.
E quindi rappresentano una minaccia per la sicurezza del paese.
È normale dunque che la Lettonia faccia il possibile per scoraggiarne la presenza o l’arrivo di altri russi.
La situazione delle carceri italiane è infelice dalla nascita della Repubblica.
Prima era anche peggio.
A favore dei detenuti ci sono le innumerevoli possibilità di fronte a buona condotta, che viene posta sempre sotto esame, di consistenti riduzioni di pena, di permessi premio, di poter lavorare in strutture esterne e rientrare la sera.
Per il resto c’è il sovraffollamento, poche carceri offrono la possibilità di imparare un mestiere e gli spazi a disposizione sono pochi. Si può solo migliorare.
Nessuno però ha mai detto che il carcere è un premio.
Le persone oneste, non violente di qualsiasi eta hanno il diritto di poter vivere serenamente la propria vita.
Il decreto Caivano nasce dallo stupro di gruppo nei confronti di due bambine di dodici anni