Il
presidente Al-Sisi sa bene che “smascherare” e incolpare i suoi Servizi Segreti
gli costerebbe il posto, già sotto tensione.
Per sperare di conoscere fino in fondo la
bestiale “verità” sulla tragica fine di REGENI tocca immaginare tutta una serie
di sostanziali cambiamenti sul fronte interno ed internazionale dell’Egitto.
Tipo
che un avversario di al-Sisi vada al potere e che abbia la forza, la volontà e l’interesse
di scoperchiare la pentola di siffatti misfatti da ascrivere al suo
predecessore.
Piaccia o non piaccia QUESTA è la dura realtà.
E non esiste Governo italiano che non ne
debba prendere atto.
DA SEMPRE è un aspirante candidato Premier che “indica” al Presidente della Repubblica di
quale maggioranza dispone in Parlamento.
Il PRESIDENTE, tramite le
consultazioni, ne verifica l’attendibilità e, se del caso, può dargli l’incarico di
incassare il voto di fiducia di Camera e Senato. Sia che si tratti della necessaria ‘fiducia’
di un singolo partito o di quella di una alleanza di Governo.
Tant’è che
possono registrarsi più “tentativi falliti” prima che il Presidente prenda atto
e si convinca di ritornare alle urne.
Secondo.
CON il voto DISGIUNTO l’elettore
può tracciare una X sul simbolo della ’coalizione’ e con un’altra X può far valere
la sua “preferenza” per quel candidato che lui vorrebbe veder seduto in
Parlamento.
Infine. Basta andare su internet per sapere cosa sono state le
liste “civetta”.
Stando a dichiarazioni di L Di MAIO, il Presidente Mattarella, ove prendesse
atto che lo M5S sia la forza politica più votata, darebbe l’incarico al suo
potenziale Premier sulla base degli esiti di un “appello” lanciato agli altri
gruppi affinché manifestino la propria convergenza su dei temi del programma proposto
agli elettori.
Sarebbe questa la prima volta che un PRESIDENTE della Repubblica,
a fronte di una “fiducia” così estemporanea e volatile, assumerebbe su di sé compito/onere
di calcolare e definire il calendario dell’agenda di un Governo monocolore in
modo tale da “favorire” un sufficiente e duraturo appoggio esterno.
Secondo.
La
LEGGE elettorale varata non consente il voto disgiunto.
Per contro prevede la
formazione di coalizioni che aggreghino Liste di difforme estrazione e “peso”.
PRECISANDO che, se una Lista non supera la soglia fissata (3%) e non accede al Parlamento,
il voto raccolto nell’urna verrà “transitato” a favore della forza politica che
guida la stessa coalizione.
Viene da pensare che sia il modo “nuovo” di riproporre
la logica delle già usate e superate liste “civetta”.
Quanto meno valgano da esempio
di “furbate” concepite da clan “esclusivisti” di Primi Super Cives attenti a
prerogative, interessi …
Dopo la
sofferta uscita dal Parlamento il tycoon S BERLUSCONI ha dovuto lasciare il
proscenio alle performance di alcuni suoi giovani ed esuberanti “imitatori”
che, come alter ego, raccoglievano dei facili consensi.
TUTTI accomunati dalla
“promessa” di rilancio cambiando volto al paese, ma anche dalla “premura” riservata
alla scelta di allineati fedeli portavoce.
Ascoltate tante suadenti parole, ma risultati
concreti pochi o nessuno.
Non c’è quindi da meravigliarsi di possibili ritorni
di fiamma per il progenitore: il modello originale. Tuttavia .. Dato il nostro sistema
democratico il vero problema di fondo è comunque un altro.
La indomita propensione
ad arrangiarsi ed il correlato tasso di astensionismo.
Ovvero l’assenza di
leader politici che alimentino delle sostanziali capacità con una unica autentica
vocazione: fare l’interesse del paese.