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MACIGNO >
Quando il rapporto Debito/Pil viaggia sul 130% è a dir poco azzardato parlare di crescita riavviata e sottacere quell’immane “macigno” che da vari anni grava sul futuro del paese.
Non occorre arrivare a ipotizzare delle furenti vampate da parte della speculazione finanziaria.
SE il tasso di interesse dei nostri Btp pluriennali dovesse risalire ai valori di inizio 2014, prima del salutare intervento della Bce (v. QE), da solo si fagociterebbe più del 60% delle risorse aggiuntive di un PIL dato al +1,5%.
IN TAL CASO resterebbe appena una decina di miliardi per alimentare la crescita.
Sempre che non siano da fronteggiare subitanei “ammanchi” e/o imprevisti “accidenti”.
Per non parlare di perdurante disoccupazione e di lavoro precario, di famiglie in povertà, di senza tetto, di carenze strutturali, di dissesto idrogeologico, ecc.
Nella sostanza.
Proprio da tale abnorme DEBITO dipendono quei “rischi involutivi” paventati da UE e Bce. Per “continuare” nel percorso di crescita non possiamo solo sperare nell’andamento sempre favorevole dell’economia globale.
VERO terreno di confronto tra i futuri programmi elettorali saranno le misure, niente affatto piacevoli, messe in campo per erodere in modo sostanziale (ripeto sostanziale) siffatto “macigno” del nostro Debito.
Per contro. Meglio diffidare di suadenti Riflessi e Riflessioni calibrate su …
Al nocciolo >
NESSUN bimbo/a, se di origine straniera, manifesta dei complessi per via del rapporto "sbilanciato" con compagni di scuola italiani. Eventuali sfottò, torti o atti di prepotenza (bullismo) hanno molteplici radici e ragioni.
Per contro.
La cittadinanza non è una “medaglia” da conferire per interposta persona (genitori), da esibire pro-tempore e da poter ricusare appena maggiorenni.
Il legame dinastico investe la famiglia di appartenenza del compito/dovere di trasmettere cultura, regole e valori a retaggio di tradizioni che accumunano e “identificano” le generazioni passate e future.
Per un giovane immigrato la cittadinanza è giusto complemento della maggiore età. Come traguardo “meritato” di un percorso sviluppato e implementato scientemente nel corso di anni.
Anche perché ricevere lo “status” di cittadino oltre ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (v. ad es. Art 52 Costituzione).
Ergo
Fino a quel momento ogni nuovo nato, che risiede in modo regolare e stabile nel paese, ha il “diritto” di usufruire e di beneficiare, in toto e sotto ogni aspetto, del sistema collettivo (assistenza, istruzione, lavoro, sanità, ..) valido per tutti i “cittadini” suoi coetanei.
A tal fine va predisposta subito una “equiparata” Tessera identificativa personale da detenere e far valere per ogni eventuale esigenza, fino al maturato conseguimento della voluta cittadinanza. SOLUZIONE che è compatibile con lo jus sanguinis e che toglie argomenti di discussione sia ai fautori che ai contestatori di certe novità (v. jus soli e culturae).
Nessuno ha il diritto di “giocare” con processi di Integrazione e Naturalizzazione capaci …
Topparchia >
E’ la tecnica di governo che sventaglia, di qua e di là, un minimo di risposte proficue a taluni problemi emergenti con lo scopo di “tacitare” nell’immediato ragioni di acrimonia e dissenso.
A mo’ di “toppa” ecco il ventaglio di Bonus e di mancette offerte in “preludio” a soluzioni ben più corpose ed incisive. Seguono di concerto gli appelli a fiducia e ottimismo.
Da annotare.
E’ quella strategia di perdurante “rinvio” che trova dei solidi pilastri su almeno un paio di “fattori” comprovati dalla storia del paese.
QUELLA riconosciuta spiccata capacità di cogliere e di agganciarsi al traino delle opportunità (v. export) offerte dal più marcato tasso di crescita dell’economie circostanti.
QUEL patrimonio di fantasia e di creatività, unite a testardaggine, che alimentano la peculiarità italiana di arrangiarsi “alla meglio”.
Ciò detto.
A fronte di un DEBITO pubblico che è cresciuto del 43% (+600 miliardi) nell’ultimo decennio, come in un coro si leva il “biasimo” contro il rigore raccomandato per i sussistenti “rischi” involutivi (UE e Bce).
Nessuno sembra volere considerare che tale incremento, pur con gli attuali “bassi” tassi d’interesse (v. QE), da solo fagocita almeno la metà delle risorse aggiuntive di un PIL dato al +1,5%.
Per non parlare di disoccupazione, di lavoro precario, di famiglie in povertà, di senza tetto, di carenze strutturali, di dissesto idrogeologico, ecc.
Finale.
Eppure con questa politica della “toppa” hanno attinenza perfino le risorgenti vampate di violenza e certi rigurgiti autoritari.
Anche nel paese del Barbiere e il Lupo non mancano soluzioni …
Vacuum >
La Legge appena approvata BIOTESTAMENTO necessita di un Decreto attuativo che stabilisca, in modo chiaro e univoco, che ogni Struttura Sanitaria per essere abilitata deve disporre di almeno un Reparto in grado di gestire, 24 ore su 24 e con modalità efficaci, un eventuale percorso “di fine vita”, compreso il fatidico atto di “staccare la spina”.
Ossia.
Uno “sfortunato” paziente (come il suo Tutore) non deve avere in carico l’onere/dovere di accertarsi, in via preliminare, che il personale medico, assegnatogli dalla Struttura di ricovero, non decida di accampare ed avvalersi di una qualche sorta di “obiezione di coscienza”.
Come il paziente è tenuto a “formalizzare” le sue volontà, parimenti una Struttura di ricovero che voglia essere abilitata deve disporre di specifici “attestati” in merito alla piena conformità/rispondenza del personale assegnato.
Nel merito basti ricordare la tragica vicenda del piccolo e indifeso CHARLIE e l’ossessivo “vociare” di taluni autorevoli “difensori della vita” che, pur di non “staccare la spina”, lo avrebbero usato come “cavia” umana per testare gli effetti di un nuovo protocollo medico, ancora “sperimentale”.
In passaggi tanto sofferti e traumatici non c’è spazio per “Untori” della Parola che …
LUDUS non est >
NESSUN bimbo/a, se di origine straniera, manifesta dei complessi per via del rapporto "sbilanciato" con compagni di scuola italiani. Eventuali sfottò, torti o atti di prepotenza (bullismo) hanno molteplici radici e ragioni.
Per contro.
La cittadinanza non è una “medaglia” da conferire per interposta persona (genitori), da esibire pro-tempore e da poter ricusare appena maggiorenni.
Il legame dinastico investe la famiglia d’appartenenza del compito/dovere di trasmettere cultura, regole e valori a retaggio di tradizioni che accumunano e “identificano” le generazioni passate e future.
Per un giovane immigrato la cittadinanza è complemento della maggiore età. Come traguardo “meritato” di un percorso sviluppato e implementato scientemente nel corso di anni.
Anche perché ricevere lo “status” di cittadino oltre ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (v. ad es. Art 52 Costituzione).
Ergo.
Fino a quel momento ogni nuovo nato, che risiede in modo regolare e stabile nel paese, ha il “diritto” di usufruire e di beneficiare, in toto e sotto ogni aspetto, del sistema collettivo (assistenza, istruzione, lavoro, sanità, ..) valido per tutti i “cittadini” suoi coetanei.
A TAL FINE va predisposta subito una “equiparata” Tessera identificativa personale da detenere e far valere per ogni eventuale esigenza, fino al maturato conseguimento della voluta cittadinanza.
Soluzione che è compatibile con lo jus sanguinis e che toglie argomenti di discussione sia ai fautori che ai contestatori di certe novità (v. jus soli e culturae).
Nessuno ha il diritto di “giocare” con processi di Integrazione e Naturalizzazione capaci …
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