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  • Di pv21 (---.---.---.194) 29 ottobre 2017 19:48

    Non si gioca >

    La cittadinanza non è né un punto di partenza né uno strumento per l’integrazione.

    Conferire lo status di cittadino ad uno straniero, anche se nato e/o cresciuto in Italia, significa “aver prima accertato” sia che sono stati acquisiti cultura, principi e valori di questo paese, sia che sussista la maturata e cosciente condivisione di norme e regole vigenti per un modello di convivenza improntato al rispetto ed alla solidarietà.


    La cittadinanza semmai è il punto di arrivo, il frutto di un percorso sviluppato e implementato negli anni. E come tale può e deve essere conferita solo con la maggiore età. Anche perché ricevere siffatto status oltre ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (v. ad es. Art 52 Costituzione).


    Finale. Rischia di essere altamente mistificatorio e fuorviante, dissertare su nuove formulazioni (Jus soli o Jus culturae).

    Lo “Jus sanguinis” è il simbolo, il  retaggio storico-culturale di una realtà vissuta che accumuna e “identifica” l’intero paese.


    UNA COSA è l’attenzione ed il rispetto dovuti a dei “predestinati” futuri cittadini.

    Tutt’altra cosa è “snaturare” valore e significato di Parola e Merito

  • Di pv21 (---.---.---.217) 23 ottobre 2017 19:48

    Millanteria >

    La differenza (residuo o disavanzo) tra le entrate e le uscite delle Regioni viene gestita dallo Stato ai fini delle cosiddette materie “concorrenti” (ambiente, giustizia, istruzione, ricerca, salute, ecc).


    E’ BEN NOTO che ci sono Regioni più progredite che “subiscono” una trattenuta ed altre, più tribolate, che “necessitano” dell’intervento dello Stato.

    CHIUNQUE sia al governo non può ignorare le due facce della stessa medaglia (paese) e deve trovare il giusto punto di equilibrio in tema di autonomia territoriale e di ripartizione risorse.

    Altrimenti si rischia una sorta di secessione “dissimulata”.


    Anche nel paese del Barbiere e il Lupo fioccano soluzioni …

  • Di pv21 (---.---.---.103) 20 ottobre 2017 18:52

    Facezie >

    Proprio il padrino della legge elettorale ‘Rosatellum’ porta a pubblico vanto il fatto che i 375 voti a favore dati dalla Camera stabiliscono il “record” di tutta la storia della Repubblica.

    Forse gli sfugge (?) che in mancanza dei Deputati frutto del “premio” del vituperato ‘Porcellum’ tale proposta non avrebbe neppure sfiorato la maggioranza dei 630 seggi.

    Non è certo Tutta colpa di Carosello se perfino in politica piovono

  • Di pv21 (---.---.---.221) 15 ottobre 2017 19:45

    Occhio !! >

    La cittadinanza non è una medaglietta o una catenina d’oro di “ornamento” per un bimbo/a, figlio di genitori stranieri, di cui volendo possa disfarsi appena maggiorenne.

    Equità e giustizia sociale vogliono che chiunque risieda per anni in modo regolare e stabile nel nostro paese abbia il “diritto” di usufruire del collettivo sistema di istruzione e offerta professionale, nonché di beneficiare dell’assistenza sanitaria e sociale necessarie.

    Per conseguire questo risultato non occorre conferire lo “status” di cittadino ad un infante.


    Ancora. Lo “jus sanguinis” è il simbolo, il  retaggio storico-culturale di una realtà partecipata che accumuna e “identifica” l’intero paese. E’ sentirsi “orgogliosi” di essere italiani.

    Per i nuovi arrivati non può diventare una “gratifica”, concessa pro tempore e per interposta persona, soggetta a futuri “liberi” ripensamenti.

    DEVE essere l’imprimatur di un percorso scelto, voluto e implementato per una più che convinta integrazione. E il passo finale compiuto con la maggiore età.

    Anche perché ricevere tale status oltre ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (ad es. Art 52 Costituzione).


    Ergo. Al limite basta adottare una specifica dicitura che qualifichi l’attenzione ed il rispetto dovuti a dei “predestinati” futuri cittadini.

    Nessuno ha il mandato di “snaturare” il valore e il significato di Parola e Merito

  • Di pv21 (---.---.---.132) 9 ottobre 2017 19:59

    Drammi >


    Sembra che tra certi insegnanti crei grande sconcerto il fatto che un alunno non sappia dire se e quanti sono i bambini “stranieri” nella sua classe.

    Oppure che un altro (filippino) soffra perché non sanno dirgli se potrà partecipare a gare di nuoto indette tra più Plessi Scolastici.


    Chissà cosa direbbero gli stessi alunni sapendo che sarà una sostanziale conquista “culturale e civile” per l’intero paese il fatto che con lo “jus soli” degli adolescenti così negletti, previo l’assenso dei loro genitori, potranno ricevere da subito lo status di cittadini e che dopo, appena maggiorenni, lo potranno, volendo, ricusare.


    TUTTO fa dramma per chi cerca il Consenso Surrogato via …


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