La
cittadinanza non è né un punto di partenza né uno strumento per l’integrazione.
Conferire lo status di cittadino ad uno straniero, anche se nato e/o cresciuto in
Italia, significa “aver prima accertato” sia che sono stati acquisiti cultura,
principi e valori di questo paese, sia che sussista la maturata e cosciente condivisione
di norme e regole vigenti per un modello di convivenza improntato al rispetto
ed alla solidarietà.
La cittadinanza semmai è il punto di arrivo, il frutto di
un percorso sviluppato e implementato negli anni. E come tale può e deve essere
conferita solo con la maggiore età. Anche perché ricevere siffatto status oltre
ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (v. ad es. Art 52 Costituzione).
Finale.
Rischia di essere altamente mistificatorio e fuorviante, dissertare su nuove
formulazioni (Jus soli o Jus culturae).
Lo “Jus sanguinis” è il simbolo, il retaggio storico-culturale di una realtà vissuta
che accumuna e “identifica” l’intero paese.
UNA COSA è l’attenzione ed il rispetto dovuti
a dei “predestinati” futuri cittadini.
Tutt’altra cosa è “snaturare” valore e significato
di Parola e Merito …
La
differenza (residuo o disavanzo) tra le entrate e le uscite delle Regioni viene
gestita dallo Stato ai fini delle cosiddette materie “concorrenti” (ambiente, giustizia,
istruzione, ricerca, salute, ecc).
E’ BEN NOTO che ci sono Regioni più progredite
che “subiscono” una trattenuta ed altre, più tribolate, che “necessitano” dell’intervento
dello Stato.
CHIUNQUE sia al governo non può ignorare le due facce della stessa
medaglia (paese) e deve trovare il giusto punto di equilibrio in tema di autonomia
territoriale e di ripartizione risorse.
Altrimenti si rischia una sorta di secessione
“dissimulata”.
Proprio il padrino della
legge elettorale ‘Rosatellum’ porta a pubblico vanto il fatto che i 375 voti a
favore dati dalla Camera stabiliscono il “record” di tutta la storia della
Repubblica.
Forse gli sfugge (?) che in mancanza dei Deputati frutto del “premio”
del vituperato ‘Porcellum’ tale proposta non avrebbe neppure sfiorato la
maggioranza dei 630 seggi.
La
cittadinanza non è una medaglietta o una catenina d’oro di “ornamento” per un
bimbo/a, figlio di genitori stranieri, di cui volendo possa disfarsi appena
maggiorenne.
Equità e giustizia sociale vogliono che chiunque risieda per anni
in modo regolare e stabile nel nostro paese abbia il “diritto” di usufruire del
collettivo sistema di istruzione e offerta professionale, nonché di beneficiare
dell’assistenza sanitaria e sociale necessarie.
Per conseguire questo risultato
non occorre conferire lo “status” di cittadino ad un infante.
Ancora. Lo “jus
sanguinis” è il simbolo, il retaggio
storico-culturale di una realtà partecipata che accumuna e “identifica” l’intero
paese. E’ sentirsi “orgogliosi” di essere italiani.
Per i nuovi arrivati non
può diventare una “gratifica”, concessa pro tempore e per interposta persona,
soggetta a futuri “liberi” ripensamenti.
DEVE essere l’imprimatur di un
percorso scelto, voluto e implementato per una più che convinta integrazione. E
il passo finale compiuto con la maggiore età.
Anche perché ricevere tale status
oltre ai “diritti” implica dei sostanziali “doveri” (ad es. Art 52
Costituzione).
Ergo. Al limite basta adottare una specifica dicitura che qualifichi l’attenzione
ed il rispetto dovuti a dei “predestinati” futuri cittadini.
Nessuno ha il
mandato di “snaturare” il valore e il significato di Parola e Merito …
Sembra che tra
certi insegnanti crei grande sconcerto il fatto che un alunno non sappia dire
se e quanti sono i bambini “stranieri” nella sua classe.
Oppure che un altro
(filippino) soffra perché non sanno dirgli se potrà partecipare a gare di nuoto
indette tra più Plessi Scolastici.
Chissà cosa direbbero gli stessi alunni sapendo
che sarà una sostanziale conquista “culturale e civile” per l’intero paese il
fatto che con lo “jus soli” degli adolescenti così negletti, previo l’assenso
dei loro genitori, potranno ricevere da subito lo status di cittadini e che dopo,
appena maggiorenni, lo potranno, volendo, ricusare.