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Millanteria >
Consiste nell’accreditarsi meriti e qualità tutte da dimostrare. Due esempi tratti dalla campagna elettorale ad una settimana dal voto.
UN NOTO leader politico si è presentato, di persona e in maniera ben visibile, al QUIRINALE con l’intenzione, “per atto di pura cortesia” (dice), di anticipare al Capo dello Stato la lista dei Ministri da nominare a fonte dell’incarico a lui assegnato.
Ovviamente il Quirinale non si è fatto coinvolgere.
Altrimenti. Al di là dei nomi indicati e del silenzio del Quirinale, il poter affermare che la futura squadra di governo è già nelle mani del Presidente della Repubblica costituirebbe di per sé un formidabile atout propagandistico. (Tra l’altro sarebbe bastata una semplice telefonata per accertarne la fattibilità).
Ancora.
LANCIARE un appello per ottenere l’altrui “convergenza” (da contratto scritto) su squadra e programma di un futuro governo prima che il Capo dello Stato abbia avviato le previste consultazioni significa tentare di condizionarne la “libertà di convincimento” come demandata e sancita dalla Costituzione.
Di certo è una mossa pre-elettorale che prelude ad un ribaltamento dei vigenti ruoli Istituzionali.
Nota finale. Una Democrazia “sana” non può e non deve ripiegarsi per la millanteria di Primi Super Cives interessati a …
Rimbalzo >
Quei cittadini che tengono ad una “rappresentanza” parlamentare così come concepita ed auspicata dai padri Costituenti, possono contrassegnare nell’urna il simbolo di una delle forze politiche presenti (e di vario orientamento) che appaiono davvero genuine e indipendenti.
Sono forze politiche che non alimentano la compagine dei “protagonisti” in lotta per il futuro governo.
QUANTO meno un tale voto rimarrà del tutto “intonso” e darà un chiaro segnale del fermo auspicio al recupero e confronto di progetti, regole e valori chiari ed univoci.
Come gli atti di protesta non hanno voce nelle Aule, così l’astensione dal voto concorre solo a procrastinare e validare la lamentata “alterazione” istituzionale.
Esprimere in tal modo il proprio dissenso è gioco di sponda contro la caccia al Consenso Surrogato di chi è sensibile ...
Postilla >
MOLTO più interessanti sarebbero delle indagini volte a misurare il tipo e il grado di influenza esercitato dai media (web in primis) fino all’ultimo giorno sulla propensione all’astensione, nonché tramite la larga diffusione di episodi violenti e di messaggi tanto autoritari quanto settari.
In una società ormai malata di virtuale sempre più facile è venire Travolti dalle Informazioni spiattellate …
Come (dis)fare >
Non si ascoltano delle congrue ragioni a sostegno della proposta di far prevalere l’inviolabilità di un “vincolo di mandato” tra l’eletto e la forza politica che lo candida.
A parte la necessaria modifica dell’art. 67 della Costituzione (e non solo !), sembra che vengano ignorati alcuni dati di fatto.
PRIMO.
E’ accertato che nel corso di 5 anni di una legislatura le forze politiche e/o i rispettivi gruppi parlamentari possono varie volte “rivedere” e modificare indirizzo, linea d’azione e struttura organizzativa.
QUESTO può benissimo risultare poco o affatto “conciliabile” con gli obiettivi/propositi originari dell’eletto.
Non a caso le soglie minime di iscritti valgono anche per formare un “nuovo” gruppo politico.
SECONDO.
In entrambi le Camere esiste il Gruppo MISTO in cui vengono, d’ufficio, inseriti i parlamentari che non risultino iscritti ad altro gruppo.
Ivi compresi singoli fuoriusciti.
TERZO.
L’art 49 della Costituzione fissa per i cittadini il “diritto di associarsi liberamente in partiti” e quindi anche il diritto di recedere, liberamente.
Per contro adesso si propone che l’eletto dai cittadini debba rinunciare al proprio seggio se decide, sua sponte, di non far più parte della forza politica con cui si è candidato, sperando di essere prescelto.
Concludendo.
Sono dei voltagabbana solo quei parlamentari che cambiano bandiera per un preciso interesse personale (tornaconto) tanto venale quanto inconfessabile.
Casi disdicevoli di competenza di una Commissione Disciplinare in grado di maturare provvedimenti sanzionatori efficaci (dalla sospensione alla decadenza).
Ergo.
L’eventuale inconcludenza e la “volatilità” di una rappresentanza non giustificano siffatti “sbrigativi” tentativi di (dis)fare il dettato costituzionale.
SAGGIO è diffidare di chi elabora Riflessi e Riflessioni fascinose …
Voto VALEVOLE >
Quei cittadini che tengono alla “rappresentatività” parlamentare come formulata dalla Costituzione possono contrassegnare il simbolo di una delle forze politiche presenti (e di vario orientamento) che siano davvero genuine e indipendenti.
Quanto meno il loro voto rimarrà del tutto “intonso” dando un preciso segnale del fermo auspicio al recupero e confronto di progetti, regole e valori chiari ed univoci.
PROTESTARE non ha voce nelle Aule parlamentari. Di più. L’ASTENSIONE dal voto concorre solo a procrastinare e validare la lamentata “alterazione” istituzionale.
Esprimere il proprio sentire ha un valore se è preludio di un Ritorno alla Meta …
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