Con un
Debito sui 2300 miliardi, una disoccupazione all’11%, con il 23% di “poveracci”,
ecc. riconoscere urgente priorità al tema dei vitalizzi dei parlamentari e
confrontarsi sulla base del Reddito di Cittadinanza significherebbe “certificare”,
fin d’ora, l’affidabilità e la credibilità di M5S come partner che guida il Governo.
Meglio ASPETTARE che sia M5S a ripiegare su posizioni meno intransigenti.
M5S si sta
giocando l’ultima partita per avere ancora una prospettiva.
E’ risultato il più
votato, aumentando di oltre 5 punti percentuali l’esito del 2013.
Affinché la
sua “inusitata” formula di gestione del paese diventi patrimonio stabile del
sistema politico bisogna che riesca ad assumere un ruolo “attivo” deciso, nonché
sostanziali responsabilità di governo.
Nel merito.
LE ALTRE forze politiche,
per quanto oggi acciaccate, hanno una base storica di radicamento su cui
contare e da cui ripartire.
Il popolo che ancora rappresentano ha già sperimentato
combinazioni di governo “mediate” in Parlamento (con tanto di compromessi) a fronte
di situazioni di stallo e/o di crisi.
Viceversa.
Per sua stessa natura, M5S
rivendica da sempre un’insormontabile distanza e “discontinuità” di logica
democratica e di programmi.
E in forza di siffatta peculiare “novità” ha calamitato
la rabbia di delusi, di raggirati e di “emarginati” che ora si aspettano di
passare all’incasso di quanto promesso.
Per M5S la scelta dirimente è tra la originaria
vocazione “antisistema” e le legittime aspirazioni degli eletti.
Non solo. DOPO
ben due legislature, in assenza di risultati concreti ed apprezzati, subirebbe una
sorta di rimpallo.
NON avrebbe un’ulteriore chance di generare attenzione e
potrebbe perfino scivolare nell’irrilevanza.
E’
risaputo che mettere le mani sul sistema fiscale è un’operazione quanto mai
complessa e meticolosa. Tant’è che sovente tra le finalità dichiarate e la loro
pratica attuazione subentrano dei “ripensamenti”, se non spiacevoli difformità.
Prendiamo, a mo’ d’esempio, il Reddito di Cittadinanza che ha riscontrato il
plauso di disoccupati e di “poveracci”.
Per quel tanto che è dato sapere sui
contenuti, la prospettiva di disporre di 780 euro al mese è vista in parecchi casi
come una vera boccata d’ossigeno.
DESTA tuttavia non poche perplessità il previsto
connesso totale “assorbimento” (finanziario) di alcune altre risorse finora
devolute a pari titolo.
Tipo il REI e il Bonus da 80 euro che verrebbero del
tutto cancellati.
In soldoni.
Da detto Reddito resterà fuori almeno la fascia più
alta che, ad oggi, dà diritto a quota parte del vigente “beneficio” (€80).
Visto
che si tratta di soggetti di sicuro non “abbienti” non sarà affatto
indifferente dover rinunciare a qualche decina di euro.
Ergo.
Pur se “scomodo”
sotto il profilo politico sarà bene che il succitato “assorbimento” avvenga solo
fino a concorrenza e che si faccia salva, dandone continuità, l’eventuale quota
residua (o estranea).
E’
accertato che grosse schiere di elettori “delusi” hanno scommesso sulle misure appetibili
proposte da forze alternative in grado di subentrare alla squadra che finora ha
governato la crisi. Da qui l’exploit di Lega e M5S e la debacle del PD.
Logica selettiva
che ha mortificato le ragioni istitutive di LIBERI e UGUALI.
Formazione risultata
penalizzata dal voto (<4%) a fronte di una sua palese “carenza” di fondo. Nel
merito.
Dai sondaggi più favorevoli LeU era accreditato massimo di un 7-8% di
consensi.
Tuttavia, quale “uscito” dal PD e incompatibile con il centro-destra,
LeU non appariva detenere la minima chance di concorrere ad una futura
maggioranza di Governo.
In altri termini, si presentava solo come “prima tappa”
di un percorso, affatto facile, di ridefinizione e ricomposizione dell’area di
centro-sinistra.
A ciò ha fatto seguito l’assenso di quanti restano convinti
della valenza di un progetto dagli effetti non immediati.
In tutte le cose
oltre alla volontà serve la T come Tenacia …
RISCHIO
montante per la tenuta del paese è quella politica “made in web” che da qualche
anno, tramite post, slide e video, diffonde a destra e a manca una serie di facili
slogan e di promesse eclatanti.
Esempio da manuale sono quei100 giorni di M
RENZI poi diventati 1000 e ora sfociati nei 100 piccoli passi.
Nulla DI NUOVO c’è
nel reddito di cittadinanza di L Di Maio o nella Flat tax di M Salvini.
ANALOGO
è il loro stile comunicativo: da sommo leader che lancia e guida munifiche “crociate”
per il riscatto sociale ed economico.
TUTTO viene presentato come già fatto e
acquisito.
PECCATO che il Debito superi i 2200 miliardi, che la disoccupazione
si attesti all’11%, che milioni di cittadini sopravvivano sotto la soglia di
povertà, ecc..
Ossia.
Massima solidarietà per chi, nel bisogno, si attacca ad ogni spiraglio di luce.
Ma
attenzione!.
E’ figlia di siffatta “realtà virtuale” la breccia della PESCITUDINE di
chi è sensibile …