Con il
vigente sistema elettorale i 3-4 partiti più consistenti potranno “fagocitare”
(come seggi) una larga parte dei consensi raccolti nelle urne dai loro alleati
ausiliari.
Vien da pensare che sia il modo “nuovo” di riproporre la famigerata logica
delle già usate e ricusate liste “civetta”.
POI, si farà di tutto per “architettare” una qualche
maggioranza di governo che duri più mesi possibile.
ALTERNATIVA.
Quei cittadini
che tengono alla “rappresentatività” parlamentare formulata dalla Costituzione
possono contrassegnare il simbolo di una delle altre forze politiche presenti (e
di vario orientamento). Purché siano davvero genuine e indipendenti.
Quanto
meno il loro VOTO rimarrà del tutto “intonso” dando un preciso segnale del fermo
auspicio al recupero e confronto di progetti, regole e valori chiari ed
univoci.
Viceversa, l’astensione dal voto concorre soltanto a procrastinare e
validare la succitata “alterazione” istituzionale.
Una Democrazia “sana” non può
e non deve piegarsi a escamotage da clan di Primi Super Cives interessati a …
La
decantata democrazia “diretta” (digitale, fluida, ..) evidenzia carenze e
limiti comparabili a quelli imputati agli altri sistemi di gestione dei
processi politici.
Primo. In nome delle professate “onestà e trasparenza” ai
soggetti scoperti (da fonte esterna) inadempienti viene chiesto di andare, sua
sponte, a sottoscrivere subito la rinuncia alla candidatura ottenuta; così da non
“menomare” consistenza ed attendibilità della futura rappresentanza
parlamentare. Questo in deroga al dettato della Costituzione (art. 66).
Mentre
per i candidati “papabili” resta da verificare a posteriori il possesso di capacità
adeguate al ruolo demandato di ‘normare’ la cosa pubblica.
Secondo. Una
ipotetica “convergenza” sull’azione del governo da parte di altre forze
politiche viene subordinata all’odierno impegno formale di votare per il
dimezzamento dei compensi parlamentari e la rendicontazione puntuale dei
rimborsi spese.
Per contro, stando ai contenuti, logica e struttura del progetto
di governo sbandierato appaiono assimilabili ad una sorta di corposa lista
della spesa redatta in assonanza con i “desiderata” qua e là raccolti.
SE
DECINE sono i miliardi calcolati (aliquote, pensioni, posti lavoro, sanità, ..)
da erogare ogni anno a favore di varie categorie, una riduzione dell’abnorme montagna
di Debito pubblico viene programmata, guarda caso, in 1 decennio (ossia 2
legislature). Quando si sa bene che nostro primo tornaconto è inibire quanto prima le possibili
“vampate” della finanza speculativa.
Non si qualifica per democrazia “novatrice”
il lancio di balli di gruppo, rumorosi e coinvolgenti.
Mettere mano a
patrimoni, norme e valori giova se è preludio di un Ritorno alla Meta …
GRAVE pericolo
per tutto il sistema paese sono certi circoli di accoliti, con tanto di leader
supremo, che hanno la pretesa di mettere mano alla Costituzione pur non sapendo
controllare e scongiurare neppure degli atti contrari alle proprie norme
interne. Regole e IMPEGNI liberamente assunti e largamente pubblicizzati.
Quali
provetti comunicatori sanno recitare ferventi slogan e confezionare rimedi
mirabolanti sui più scottanti problemi ancora irrisolti.
RESTA altresì sottinteso
che, una volta ricevuto il mandato, ove le formule, tanto preannunciate, non
dovessero funzionare non sarà per loro responsabilità (incapacità) e potranno ancora
riprovare in altro modo.
In pratica.
SONO tanto solleciti “portavoce” del
malessere collettivo quanto fedeli “esecutori” della volontà espressa nelle urne.
QUALSIASI sia l’esito concreto, tutto viene ricondotto a presunte aspettative
dei cittadini. Come dire che l’onere di guidare e far progredire il paese consista
solo nella diligente applicazione di “desiderata” raccolti.
DA QUI l’idea di rendere
ineludibile il “vincolo di mandato” sancito con la stesura delle liste elettorali.
Ergo. Sembra una dissimulata riproposizione dell’adagio “chi è causa del suo
mal pianga se stesso”.
Dei buoni propositi e degli allettanti obiettivi sono escamotage
tipici di un Dossier Arroganza …
Stando ai
sondaggi quella tra S BERLUSCONI e M RENZI è la compagine di governo che appare
più plausibile. Infatti.
Anche se dovessimo tornare alle urne, per riscrivere e
varare una nuova Legge elettorale in tempi ragionevoli servirebbe almeno l’intesa
di FI e PD.
Vista altresì l’inderogabile esigenza di mantenere in equilibrio i
conti e ridurre il Debito pubblico un’azione efficace e incisiva presuppone analoga
convergenza di vedute tra FI e PD:
Ciò detto. RESTA comunque un limite niente affatto
secondario.
Nella migliore delle ipotesi detta compagine governativa avrebbe la
“rappresentanza” di appena un 30% (<1/3) del corpo elettorale. Ovvero non si
ridurrebbe la “distanza” tra una larga parte dei cittadini e le Istituzioni.
Si
tratta di quel senso di affidabilità e credibilità che è sostanza e forza di
una collettività davvero coesa. Una realtà “smarrita” da non pochi anni.
Ergo. Mettere
mano a patrimoni, norme e valori giova se è preludio di un Ritorno alla Meta …