LO SCOPO è QUELLO DI MANDARE A CASA BERLUSCONI, non lo condivido, ma il proposiyo è legittimo, anzi doveroso per chi fa opposizione.
PERò LEGGO:
Chi può fare questo lavoro che diventa sempre più urgente?
La sinistra non sembra proprio in condizione.
POI LEGGO:
la sua determinazione a sbarrare il passo a chi sembrava invincibile contribuirà a creare le condizioni di un processo politico migliore, di un quadro meno fosco, con meno divisioni e possibilmente con un futuro migliore.
DUNQUE TRAETE le debite conseguenze: TUTTI QUELLI DI SINISTRA VOTINO PER FINI, perchè ho l’impressione che da destra non raccoglierà un granchè, comunque non a sufficienza. Mi sa’ che sia l’unica strada Che vi è rimasta per mandare a casa B.
Cominciamo con il dire una cosa: violenza, mai. L’incipit dice già tutto perchè apre la strada ai successivi distinguo ed ai però. NO alla violenza perchè la vittima ci guadagna. Forse, si insinua, Belpietro si è attentato da sè, oppure, forse, è colpa di -’’Cicchitto, Ferrara, Maroni, Capezzone e tanti altri che hanno già cominciato a sfregarsi le mani, e sappiamo fino a che punto siano pronti a spingersi’’-. Oppure -’’La firma è della P3’’-. Il messaggio è chiaro, ci stà perfino che a sparare sia stato uno di loro o che comunque loro siano i mandanti. QUALCUNO COMMENTA PERFINO CHE BELPIETRO HA AVUTO QUEL CHE SI MERITA. insomma: violenza mai, salvo che tocchi a quelli che non sopporto... Alla faccia della non violenza.
Se l’occupazione cala il governo è incapace, se aumenta cresce troppo poco, se aumenterà molto sarà sicuramente tutto merito della sinistra. Complimenti.
Ogni cittadino dovrebbe contribuire nel suo piccolo a insinuare nell’interlocutore il seme del dubbio, Ok, comincio io. Nel mio piccolo vorrei cercare di incutere nell’autore dell’articolo il dubbio che non tutti la pensino come lui. Il dubbio che il voto espresso in tutte le recenti elezioni non sia il gesto inconsulto di una massa di deficienti, come forse sono io, ma di persone che hanno fatto consapevolmente una scelta ed avrebbero il diritto di veder rispettata la loro volontà seguendo la regola democratica che individua nel popolo il concetto di sovranità. Il dubbio che quelli come me, se ricevessero, da quelli come lui, proposte alternative serie e conformi ai prori interessi anzichè sparate propagandistiche gratuite, potrebbero pensare, la prossima volta, di votare diversamente. Il dubbio che finchè tutti coloro che si propongono come alternativa si crogiolano con questi discorsi, l’alternanza al potere rischia di diventare un’illusione, il che dispiace molto anche a me, figuriamoci. Sono pressochè certo che la mia sia in effetti una voce fuori dal coro, sebbene forse non prorio quella che si auspicava l’autore dell’articolo, perchè fuori dal coro del malcontento diffuso che scorre nelle vene della rete, e come tale degna, secondo lo stesso autore dell’articolo, di essere ascoltata.
Il popolo vota, e sceglie. Inevitabilmente qualcuno rimane insoddisfatto, come l’autore dell’articolo. Altri sono lieti che non abbia vinto, ad esempio, uno come Di Pietro (che invece io NON ammiro e NON sostengo) che fonda la sua politica sull’offesa dell’avversario. Meno male che Di Pietro è in parlamento, altrimenti avrebbe continuato a fare il giudice ed avrebbe continuato a giudicare meritevoli di condanna tutti quelli che non la pensano come lui. Del resto anche l’autore dell’articolo sostiene che chi non la pensa come lui è un allocco che si è fatto abbindolare dal richiamo di BERLUSCONI. Il ragionamento, teso a colpire gli eletti, in realtà manca di rispetto nei confronti degli elettori e potrebbe essere rovesciato paro paro se dovesse vincere Tonino o altri pari a lui. Comunque sia: non è parlando male dell’avversario che si ottengono i risultati migliori. Che il popolo abbia fatto una brutta fine resta un opinione non condivisa dalla maggioranza del popolo stesso, e il popolo è sovrano, ed ha scelto liberamente.