Ci dica da chi fu ucciso monsignor Romero Bachelet (come lei menziona le Brigate Rosse nella morte Vittorio Bachelet). Ci dica chi era monsignor Romero Bachelet. Ci parli della teologia della liberazione. Dica qualche parole sull’operato di Giovanni Paolo II per ridurre al silenzio i preti ’comunisti’ che s’impegnavano a fianco dei poveri per opporsi ai proprietari feudatari del Sud America.
"Non nominare il nome di Dio in vano" dice il comandamento. A persone come lei, direi di rispettare la vita data da altrui e di non farne un recupero propagandistico: "Non nominare il nome dell’Uomo per predicare il falso"
Di Resist Enza(---.---.---.179)22 marzo 2010 16:33
Il Comitato don Diana-Libera Caserta commemora la morte del
sacerdote organizzando una manifestazione di musica e teatro nel giorno
della sua scomparsa, ad Aversa. Insieme a Don Peppe vogliamo ricordare
le migliaia di vittime della criminalità organizzata che seppur meno
note mediaticamente, hanno lasciato la traccia di una vita spesa per la
giustizia.
(Caserta, Stellato ricorda don Peppino Diana)
“‘Per amore del mio popolo non tacerò’. Per questo amore don
Peppino Diana aveva deciso di non abbassare gli occhi di fronte al
cancro della Camorra, che ogni giorno uccideva le speranze di riscatto
di un intero popolo”. Così il senatore del Pd Giuseppe Lumia, che
domani parteciperà a Milano alla giornata della memoria e dell’impegno
in ricordo delle vittime di mafia, commemora la figura di don Diana,
il sacerdote ucciso dalla Camorra il 19 marzo 1994.
(CAMORRA: LUMIA (PD), DON DIANA ESEMPIO DI AMORE CHE SI FA GIUSTIZIA E LIBERTA’)
Lei non può in nome della sua fede militante ridurre queste figure a
dei Martiri della Fede Cattolica e giustificare la Chiesa, i suoi compromessi e le sue
’amicizie’, con l’esempio di una figura come don Peppino Diana. Se la
Chiesa non fosse la Chiesa che ci troviamo sul territorio italiano e a
fianco di tante dittature di destra nel passato e nel presente, certi
comportamenti sociali non avrebbero più spazio per corrompere le menti.
La sua crociate d’evangelizzazione funzionerà forse con gente ignorante
(dal verbo ignorare) ma no con chi gli occhi è capace di aprirli.
Don Peppino Diana è morto perché abbandonato dalle gerarchie ecclesiali e dai buoni cattolici come lei.
Le notizie che riporto qui sopra sono di venerdì 19 marzo e di oggi 22 marzo, dovrebbe aggiornarsi. La rinvio al suo precedente articolo e al mio commento.
Di Resist Enza(---.---.---.230)15 marzo 2010 13:26
... un complemento d’informazione
Incentivi per 310 milioni Dagli scooter ai frigoriferi Atteso per venerdì il primo decreto, aiuti anche a nautica e pc. Previsto lo sblocco di 800 milioni per la banda larga (Corsera, 15-03-10 )
[...] Tecnici al lavoro, dunque, a partire da lunedì e per quattro giorni, allo scopo di dettagliare la norma che dovrebbe essere composta da sette articoli. Scajola ha aggiunto che gli incentivi riguarderanno quei settori «che sono in crisi ma che non hanno ricevuto aiuti negli anni scorsi. Tra questi - ha precisato, essendo ospite di un salone nautico - ci sarà anche il mondo della nautica». Si conclude definitivamente il tira e molla sugli incentivi all’auto, che tanta parte sono stati della trattativa sulla Fiat, e che restano fuori dal decreto. Forse anche per questo la dotazione finanziaria è inferiore a quella da cui si era partiti. È anche vero che nel decreto, all’articolo 2, la parte relativa ai fondi per la banda larga (800 milioni), non costituisce un vero e proprio stanziamento, ma un insieme di procedure per lo smobilizzo delle risorse dei Fas (Fondo aree sottoutilizzate). [...] Circa 71 milioni dovrebbero coprire motori per nautica da diporto, rimorchi, semirimorchi, macchine per uso agricolo e gru per l’edilizia. Infine circa 16 milioni dovrebbero andare a agevolazioni per chi effettua investimenti pubblicitari incrementali. Resta una manciata di milioni da definire. [...] Una settantina di milioni, già assegnati al ministero dello Sviluppo economico da due delibere Cipe del 2007 e del 2009, verranno destinati a un nuovo fondo per accordi di programma per la crisi industriale. Il meccanismo studiato dai due ministeri interessati prevederebbe un primo decreto con la costituzione del Fondo unico per gli incentivi e i tre macrocomparti d’intervento. E poi, in un secondo momento, un decreto attuativo che ripartirà le risorse settore per settore. In Consiglio dei ministri dunque, venerdì prossimo, dovrebbe arrivare solo il primo dei due. Poi, probabilmente a distanza di un mese, il secondo. [...]
GOVERNO: ROMANI, ABBIAMO RISORSE PER BANDA LARGA E PONTE MESSINA
(ASCA, 11-03-10 ) - Roma, 11 mar - Il Governo ha le risorse sia per
la Banda larga che per il Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha detto
il vice ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, intervendo a un convegno dal titolo: ’’Internet e’ liberta’’’. Sulla Banda larga, Romani ha ribadito che gli 800 milioni stanziati ci sono e ’’Tremonti fa bene a ternerli fermi in attesa che la crisi sia finita, ma ci sono. Abbiamo risorse sia per la Banda larga che per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Aldilà degli annunci trombettieri del Governo del fare ...sbruffi
Dl incentivi, un fondo da 300 milioni La
quota maggiore destinata a interventi per «motocicli, elettrodomestici
e cucine componibili, abitazioni ad alta efficienza energetica e motori
per nautica da diporto» (Corsera, 11-03-10 )
BANDA LARGA - Via libera poi agli 800 milioni di euro per la banda larga, ma con quelle risorse verranno finanziate non solo le reti di comunicazione elettronica ma una serie di altre misure. Oltre al potenziamento delle infrastrutture per la banda larga, gli
800 milioni del Fondo per le aree sottoutilizzate serviranno anche per
«la realizzazione di una unità navale per il soccorso alle popolazioni
colpite da calamità naturali», «per il sostegno del made in Italy» e
per la prosecuzione di interventi per promuovere l’alta tecnologia.
Il PM del sant’Uffizio: il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere
La pedofilia è solo una questione di definizione? Pedofilia o
efebofilia? I ragazzi vittime ne conoscono la differenza? E le sanzioni
della Chiesa ai preti aggressori: l’obbligo a non celebrare messa coi
fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera;
possono guarire una vita innocente abusata?
Monsignor Charles J. Scicluna, religioso gesuita, è il
"promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della
Fede. In pratica si tratta del pubblico ministero del tribunale dell’ex
sant’Uffizio. Questo 13 marzo 2010, il giornale della Cei, Avvenire,
pubblica una sua intervista a cura di Gianni Cardinale. La citazione
qui sotto ne riproduce una parte (leggi il resto)
Questo ufficio è stato accusato di lavorare poco e con lentezza… Si tratta di rilievi ingiusti. Nel 2003 e 2004 c’è stata una
valanga di casi che ha investito le nostre scrivanie. Molti dei quali
venivano dagli Stati Uniti e riguardavano il passato. Negli ultimi
anni, grazie a Dio, il fenomeno si è di gran lunga ridotto. E quindi
adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale.
Quanti ne avete trattato finora?
Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo
valutato le accuse riguardanti circa 3000 casi di sacerdoti diocesani e
religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta
anni.
Quindi di tremila casi di preti pedofili?
Non è corretto dire così. Possiamo dire che grosso modo nel 60% di
questi casi si tratta più che altro di atti di efebofilia, cioè dovuti
ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro
30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria
pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini
impuberi. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono
quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi -
per carità! - ma bisogna riconoscere che il fenomeno non è così esteso
come si vorrebbe far credere.
Tremila quindi gli accusati. Quanti i processati e condannati?
Intanto si può dire che un processo vero e proprio, penale o
amministrativo, si è svolto nel 20% dei casi e normalmente è stato
celebrato nelle diocesi di provenienza - sempre sotto la nostra
supervisione - e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo così anche
per una maggiore speditezza dell’iter. Nel 60% dei casi poi,
soprattutto a motivo dell’età avanzata degli accusati, non c’è stato
processo, ma, nei loro confronti, sono stati emanati dei provvedimenti
amministrativi e disciplinari, come l’obbligo a non celebrare messa coi
fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera.
E’ bene ribadire che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni
particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media, non si
tratta di assoluzioni. Certo non c’è stata una condanna formale, ma se
si è obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sarà…
All’appello manca ancora il 20% dei casi…
Diciamo che in un 10% di casi, quelli particolarmente gravi e con prove
schiaccianti, il Santo Padre si è assunto la dolorosa responsabilità di
autorizzare un decreto di dimissione dallo stato clericale. Un
provvedimento gravissimo, preso per via amministrativa, ma inevitabile.
Nell’altro 10% dei casi poi, sono stati gli stessi chierici accusati a
chiedere la dispensa dagli obblighi derivati dal sacerdozio. Che è
stata prontamente accettata. Coinvolti in questi ultimi casi ci sono
stati sacerdoti trovati in possesso di materiale pedopornografico e che
per questo sono stati condannati dall’autorità civile.
di Marzio Breda su Il Corriere della sera del 8 marzo 2010
[...] Il clima in cui è nato il decreto—legge evocava minacce, più o meno velate, di ricorso alla piazza. Per qualcuno si sarebbe addirittura sfiorata la sommossa... «È risibile l’argomento di chi sostiene che il presidente della Repubblica ha ratificato il provvedimento per impedire la violenza. Sarebbe la stessa ragione che ha sempre usato Vittorio Emanuele III davanti a Mussolini. Infatti, nessuna Costituzione conferisce ai capi dello Stato un’autorizzazione al cedimento».
Quel decreto, comunque, la soddisfa? «Certamente no. Era forse preferibile il rinvio del voto di qualche settimana. Magari di un mese. Ciò che avrebbe richiesto l’intesa di cui parlavo prima, in assenza della quale è tutto il Paese a pagare le conseguenze in termini di nuove tensioni. Riconosco poi che qualsiasi soluzione legislativa sarebbe stata stiracchiata, faticosa, una distorsione e una forzatura».
Che cosa pensa delle minacce di impeachment rivolte da una parte dell’opposizione più radicale a Napolitano? «Sfogare le proprie delusioni in questo modo è inutile. È sbagliato il bersaglio. Occorre fare cose che abbiano un significato. Ad esempio una manifestazione che richiami e riaffermi i princìpi fondamentali è sempre giusta, anche se non dà alcun apporto a una realtà non facilmente modificabile, ma della quale servirà tenere conto in futuro».
E l’atteggiamento di Silvio Berlusconi in tutta questa partita, come lo giudica? «Trovo deprecabile che una persona giunta al vertice della responsabilità rivendichi di continuo un improprio diritto ad avere le mani libere, ponendosi sopra tutto e tutti, con la motivazione che lui sarebbe "nominato direttamente dal popolo". Una cosa che non sta scritta da nessuna parte nella nostra Costituzione».