Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Bello poter finalmente sentire le grida di un insegnante che è tale di mestiere e di fatto. La ringrazio per l’impegno e per il coraggio, e per la costanza di fare ciò che fa in un mondo che sembra ormai ben determinato ad andare in direzione opposta. La prego: non cambi! Continui ad educare i futuri uomini e a contribuire così a rendere migliore questo piccolo mondo!
Un sentito ringraziamento.
Proprio oggi parlavo di questo con un amico: parliamo tanto di evoluzione e civiltà come fosse una realtà assodata e normale, ma se ci guardiamo intorno osserviamo violenza, dominio, approcci dittatoriali. Guerre e conflitti, insurrezioni, le cosiddette "azioni di pace"...Tutto con le armi, tutto con morti e feriti, tutto con devastazioni e distruzione.
La malvagità dell’uomo, purtroppo, non é iniziata e finita con i campi nazisti: é iniziata molto prima, e non si é mai interrotta. Ogni giorno i mezzi di informazione arrivano nelle nostre stanze a ribadirlo, a descriverlo e a mostrarlo. Quasi in diretta.
D’altronde, a scuola, ci raccontano le guerre, non certo il modo in cui le popolazioni si sono evolute. I notiziari riportano solo "brutte notizie", e per le strade dilaga il caos.
Quando nelle scuole insegneremo ai bambini a tenere in mano un rastrello, a scegliere e cucinare buone vivande, a costruire utensili e a godere della felicità condivisa, allora anche io potrò finalmente citare la tanto auspicata civilizzazione!!!
Un saluto.
La rete è estraneazione, ma a mio avviso è anche strumento
di espansione. Concordo sulla tendenza diffusa ad annullare la persona, il
senso critico, e a illudere il campo emotivo in una dimensione di “amici” solo
in etichetta, in espressioni sostituite da emoticons predefiniti, ma sono anche
dell’idea che lo strumento virtuale, in quanto tale, può essere utilizzato a
vantaggio di molti, anche dell’individuo che vuole evolversi.
Sono nata negli anni 70 e ho visto entrare internet nella
mia stanza, e poi sul mio telefono con una certa sorpresa, con curiosità, e con
tutta la difficoltà che comportava il passaggio da un modo di accedere al mondo
ad un altro. Perché di questo parliamo. Come in tutto ciò che osservo, però, al
di là dello sguardosospettoso, mi piace
frugare e cercare il vantaggio che posso ricavare da quantosubentra e impone un cambiamento. Così
radicale, in questo caso.
Io uso internet oggi come non potevo usare i miei libri di
ieri, i filmati, i giornali. Accedo a una molteplicità di informazioni che
posso confrontare tra loro in tempi mai pensati in passato. Attraverso quel
cavo posso raggiungere così tante lande! E attraverso quel cavo posso nutrire
la mia creatività, ascoltare opinioni diverse e documentarmi in modo
approfondito. O anche distrarmi e giocare, perché no…
La dipendenza, certo, è un’altra cosa. E’ drammatico vedere
giovani menti intorpidite da quell’invasione di bit, annullate da ondate di
nulla, condizionate e formate con determinismo violento.
Credo che il ruolo degli adulti, così come tante altre
situazioni in questo nuovo mondo con cui devono fare i conti, abbia oggi nuove
aree di azione, una professione che, al pari di altre, deve aggiornarsi,
cambiare, adeguare e ascoltare con vigile sguardo i rumori di un traffico sordo
che funge da colonna sonora.
Un nuovo mondo richiede l’acquisto di nuovi modi.
Coraggio signori, la vita va avanti, snodandosi impietosa,
in maniera sempre diversa!