Quello che rende chiara la mentalità è che si preferiva cercare, rastrellare, accentrare e trasportare milioni di persone di tutti i tipi, di tutte le età, in qualsiasi stato fisico da tutta Europa, impegnando personale ferroviario, tecnico, organizzativo, amministrativo, di polizia, militare eccetera eccetera per portare dei bambini o dei vecchi attraverso migliaia di chilometri per infilarli subito in camere a gas che erano state progettate da personale addetto, costruite da personale addetto, sorvegliate da personale addetto, alimentate da gas che doveva essere comprato da aziende specifiche eccetera, eccetera, eccetera. Se l’intento era avere mano d’opera a costo zero bastava prelevare uomini e donne giovani ebrei o non ebrei e prigionieri di guerra e farli lavorare. Il tuo commento non spiega l’assurdità di tutta l’operazione.
Quello di cui parli è il pregiudizio antiebraico popolare (che esiste ancora !) le cui radici sono nell’antigiudaismo cristiano, come dici tu. In questa ottica sarebbe stato "comprensibile" derubarli di tutto per i più vari motivi perlatro già ampiamente diffusi nella mentalità comune. Ma perché mettere in piedi tutta la complessa, articolata e costosa organizzazione dello sterminio, con migliaia di soldati distratti dal fronte pur di portare a termine l’operazione ebrei ? Questo fa la differenza. La questione ebraica già aveva fatto un salto dall’antigiudaismo religioso alla "purezza del sangue" nella Spagna del XV e XVI secolo, ma qui si fa un salto ulteriore: si accetta di subire dei danni, economici o militari, pur di raggiungere l’obiettivo che sembra assolutamente primario. C’è quasi una religiosità perversa in questo. Nessuno mai aveva raggiunto questi livelli (sempre a proposito di unicità...)
Vero. Tutti gli antisociali. La faccenda si spiega con il
concetto di “degenerazione” cioè di essere che è uscito dal genere umano. Degenerati
prima di tutto i malati di mente e gli handicappati in quanto “inutili” per la
società. Degenerati erano gli omosessuali in quanto non procreativi (la
sessualità nazista consisteva nel trattare le donne come galline: tante “uova”
hai tanti figli devi fare); degenerati erano i rom in quanto non produttivi e
non stanziali. Ma gli ebrei ? In cosa degeneravano ? Erano - almeno in Germania - integrati, molti addirittura assimilati e convertiti, intelligenti esponenti della media o alta borghesia intellettuale, produttivi, colti eccetera. Quindi, perché ?
Su questo sono assolutamente d’accordo. Le conseguenze sul mondo arabo sono state devastanti; resta il fatto che dopo la guerra molti paesi sono stati travagliati da spostamenti di centinaia di migliaia di persone (un milione di tedeschi dai paesi slavi, trecentomila italiani da Istria e Dalmazia, eccetera). Tutti hanno affrontato l’emergenza accogliendo i profughi e integrandoli più o meno rapidamente all’interno delle proprie società. Questo non è avvenuto nei paesi arabi dove i palestinesi sono stati rinchiusi nei campi profughi (quando non sono stati ammazzati come in Giordania o in Libano) e in buona parte ancora ci sono. Anche sette-ottocentomila ebrei sono stati espulsi dai paesi arabi dopo la guerra del ’47-’48 e sono emigrati perlopiù in Israele, ma lì sono stati integrati. Riconoscere e metabolizzare la questione palestinese è molto più complesso di quanto si voglia fare di solito, credo.
un’idea è vera se lo è, non se è molto o poco diffusa, scusa se ti posso sembrare pignolo su questo. Che tutto sia "interpretazione" e che i fatti non contino lasciamolo dire a Vattimo e ai fautori del pensiero debole che finalmente qualcuno ha messo in discussione !
Che nel mondo arabo in genere esista un rancore per la nascita di israele e per le numerose sconfitte subìte è assolutamente comprensibile; che esista un razzismo antiebraico, cioè di assoluta alterità degli ebrei - "figli di scimmie e maiali" come dicono - credo che sia indiscutibile anche se non è né diffuso né sbandierato come nell’europa ottocentesca. Infatti dici "non del tutto condivisa", non è che la escludi proprio.
Sull’ultima frase ho dei dubbi: inventarsi delle motivazioni (come la causa di pestilenze eccetera) fa parte di un delirio, non credo che si possa considerare "utile" nel senso dello sfruttamento economico di cose o persone. In questo senso usavo questo termine. Anche se loro pensavano effettivamente di seguire una logica "utile" a preservare la razza ariana dalle contaminazioni. Insomma vorrei provare a distinguere una violenza finalizzata ad "avere" qualcosa da una violenza finalizzata a realizzare una assoluta paranoia. Mi sembra che facciano capo a due diverse patologie...