Grazie Paolo. "La Fisica di Feynam", mettendoci un lustro o giu di lì per finire i tre volumi, è il sacro testo su cui ho imparato la poca fisica che so e concordo con te nell’ammirazione per quell’uomo. Sono assolutamente convinto che non si possa avere la sicurezza la 100% (ed è proprio quello che l’articolo sostiene) ma, vivendo in una regione quasi ergeticamente autosufficiente grazie alle sole rinnovabili, eolico i primis, sono anche convinto che prima di mettere mano a delle centrali mucleari bisognerebbe sfuttare tutto quel che si può. Il risparmio energetico fa perdere posti di lavoro? E perchè mai? Produrre auto che consumano meno ( a quando un limite massimo dei consumi come condizione per l’omologazione?) o case meglio isolate non vedo che impatto negativo possa avere sull’occupazione, anzi, se per caso, l’esatto contrario. La fisone nucleare? Concordo anche su quello; da quarant’anni mancano sempre trent’anni alla sua realizzazione. Temo che siamo a qualche scoperta fondamentale di distanza dal realizzarla ( dal poterla controllare per tempi indefiniti) e le scoperte fondamentali, tu m’insegni, non sono programmabili.
Sono solito dire che, anziché partecipare alla guerre per il petrolio dichiarate da altri, l’Italia dovrebbe dichiarare una propria guerra al petrolio -e a tutti gli altri combustibili fossili -; sarebbe il primo paese a farlo e accumulerebbe un vantaggio decisivo in quello che, prima della avvento, chissà quando, della fusione nucleare, sarà il settore chiave dell’economia prossima ventura. Incentivare al massimo lo sviluppo delle energie rinnovabili, dalla ricerca alla produzione, dovrebbe essere il primo obiettivo di qualunque governo che avesse a cuore le sorti dell’Italia e dei suoi cittadini.
Fatto. Era in casa e ha risposto al telefono. Dunque il libro da me citato è, di Bertrand Russell, "Philosophy and Politics", edito dalla Cambridge University Press nel 1947. Si tratta del testo della lezione tenuta da Russel ai membri della National Book League, alla Friends House di Londra, il 23 ottobre 1946. Spero di esserle stato utile. Ovviamente mi aspetto che faccia le sue scuse, se non a me, alla redazione.
Ho appena prestato il libro in questione, proprio ad uno dei ragazzi; vedro’ di recuperarlo e farle avere dei dati più precisi. E’ un volumetto di cento e poche pagine, edito nel 1946, vado a memoria. Avrei potuto citare altro di Russel, ma ho ritenuto proprio quel libretto, così piccino, fosse davvero una piccola perla nella sua difesa della democrazia liberale.