Io propenderei per andare verso quella danese. Monti pare abbia le stesse predilezioni. Prima di scatenarmi in critiche ascoleterei tutto quello che lui e i suoi ministri hanno da dire. di sicuro, se non facciamo nulla stiamo già andando verso il più steretopiale dei sudamerica. L’Inghilterra? Società tristissima, ma, dati OCSE alla mano, più equa di quella italiana.
Già detto e ripetuto che il lavoro precario deve essere reso più costoso di quello a tempo indeterminato; questo, da solo, basterebbe a ridurne l’utilizzo a casi di reale necessità (picchi di produzione e simili). Già detto e ripetuto che va introdotto, contemporaneamente a qualunque riforma del mercato del lavoro, un sussidio di disoccupazione; che le risorse per finanziarlo si devono trovare sia aumentando i contributi del lavoro precario, che migliorando l’efficienza della nostra pubblica amministrazione, in questo momento la 97ima al mondo, secondo una classifica del WEF per rapporto costi/ servizi. Paghiamo quanto i danesi, detto altrimenti, per NON avere uno stato sociale. Resta che negli ultimi 20 anni la nostra economia è rimasta ferma; negli ultimi 30 se si sconta l’effetto debito alla finta crescita degli anni ’80.
Per mio nonno, montanaro e pastore, la Costituzione era quello per cui era salito in montagna già nell’ottobre del 43. Per darmi il voto sono morti tanti suoi amici (erano fazzoletti verdi di G.L.; era davvero tutto o quasi quello che volevano); se lo avessi venduto, e col mio lavoro mi avrebbe immensamente facilitato le cose, mi sarei sentito il peggiore dei codardi. Anche se tengo famiglia.