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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.4) 30 giugno 2011 16:58

    Ho l’impressione che la discussione stia debordando .Lasciamo perdere il sindacalismo e gli annessi e connessi. E’ un’argomento che andrebbe affrontato alla radice.

    L’argomento di partenza è la concezione che i giovani siano vittime di un ostracismo generazionale . Credo sia ormai sufficientemente chiaro che i fattori che sbarrano loro la strada al lavoro siano ben altri .
    La verità è che questa società malata ,drogata dal malaffare e dai vizi culturali , non è più disposta a scommettere sui giovani . Non lo fanno i politici , arroccati nei loro privilegi di casta,non lo fanno gli imprenditori che preferiscono spostare loro produzioni su mercati dalla manodopera a basso costo , non lo fanno le banche che non sono disposte a scommettere un cent su un ventenne che ha uno straccio di progetto imprenditoriale . Le liberalizzazioni , le famose liberalizzazioni con le quali si riempiono quotidianamente la bocca tutti i tromboni che affollano i media , dove sono? gli ordini professionali che ci stanno ancora a fare ? Dov’è l’edilizia di vantaggio che consente la progettualità di vita per i giovani ? .
    Ecco perchè fanno i medici i figli dei medici , gli avvocati i figli di avvocati ......., un mondo chiuso che mortifica ogni opportunità e sul carro del lavoro ci salgono soltanto quelli che hanno alle spalle la rampa di lancio , da qualunque parte arrivi la spinta.E’ una società rigida ,imbalsamata che castra ogni iniziativa.
    Quindi è vero che i giovani sono le vittime principali(ma lo sono anche gli anziani che escono dal mercato del lavoro e sono bruciati e magari hanno figli ancora a carico e sono tragedie inenarrabili ) , ma non è il complottismo generazionale ,che non c’entra nulla, è questa società strutturata sul privilegio ,miope , senza programmi sul futuro , che mortifica la meritocrazia a vantaggio del mignottismo e la ruffianeria che non offre sbocchi ai giovani .Ci vorrebbe una rifondazione dei valori ,dei principi fondanti , di una giustizia vera che punisce il malaffare .................. ma qui’ il discorso non finirebbe più .
    Gli ultimi due decenni di era berlusconiana hanno poi dato la mazzata finale con l’illusione della via facile al successo ,della inutilità dei sacrifici quando una marchetta ti spiana la strada meglio ,molto meglio di una laurea o di un mestiere .E siamo arrivati a questi punti .
    E’ ora di cambiare.
  • Di paolo (---.---.---.4) 30 giugno 2011 10:53

    E si Damiano che ho studiato , lavorato e vissuto assieme ai giovani tra i 20 e i 40 anni ,ho un figlio che di anni ne ha 30 ,e in questi anni ho visto la scuola affondare come il Titanic ,ho visto fior di idioti messi a dirigere le aziende che poi hanno puntualmente portato a catafascio . Qualcuno l’ho anche preso a calci nel sedere , malgrado avessi addosso le pressioni dei mamma santissima . Non ti scordare poi che i venti e i quarant’anni li ho avuti anch’io e ti assicuro che , a parte l’insegnamento che mi ha subito aperto le porte ma che mi retribuiva meno del bidello , quando facevo io i curriculum era ancora molto peggio di oggi e il Corriere della sera del Venerdi’ (dove c’erano gli annunci di ricerche del personale) erano un calvario di inutili speranze . In quegli anni non c’era l’informatica con tutto il comparto di elettronica che si è sviluppato e le grandi industrie alle quali mi rivolgevo ,sai cosa mi rispondevano ? " Ci dispiace ma i suoi requisiti sono di livello troppo alto per essere soddisfatti ...... , la nostra azienda attualmente .... " . Presa per il culo bella tonda che ho constatato quando mi sono trovato al di là della barricata e che mi ha indotto ad assumere chi mi pareva , scartando a priori proprio quelli con lettera di accompagnamento . L’unica offerta di lavoro che mi è pervenuta come risposta in quegli anni è quando mi sono presentato come licenza media inferiore , nessuna conoscenza della lingua inglese e esperienze come saldatore (sapevo una mazza di saldatura) .

    Capito ? Naturalmente non ci sono andato , mi avrebbero preso a pedate, ma mi sono tolto la soddisfazione di verificare se la mia teoria era vera. 
    Oggi lo chiamiamo precariato d’assalto e sarà la rovina di questo paese .

    ciao , passo e chiudo
  • Di paolo (---.---.---.4) 30 giugno 2011 00:51

    Damiano , penso di avere una buona conoscenza del mondo industriale . Guarda che non succede come dici tu , non sono generazioni "datate e dalla vista annebbiata " (ti segnalo che il sottoscritto è ancora in buona forma e non ancora rincoglionito , almeno non del tutto) che contrastano l’ingresso dei giovani . Non mi risulta proprio che ci sia un conflitto generazionale . Certo però che se uno pretende di partire dal vertice senza fare la gavetta è un’altra storia . A sbarrare la strada , te lo ripeto ancora , sono le raccomandazioni ,le conoscenze politiche ,le amicizie e via dicendo . Ci sono masse di autentici imbecilli che mandano a puttana le aziende perchè sono degli incapaci messi li’ dai santi in paradiso .

    Ti informo che quando le aziende hanno interesse ad acquisire un giovane che ha dato prova di capacità ci si buttano sopra a capofitto , perchè sanno che sono questi che poi tirano avanti le aziende e compensano i pesi morti di cui sopra . 
    Purtroppo le delusioni ,provate anche sulla mia pelle quando inviavo i curriculum , sono in funzione di questo sistema italiano drogato dal nepotismo e dalle raccaomandazioni che non ritrovi in nessuna altra parte del mondo , almeno non in questa forma esasperata.La stragrande maggioranza dei curriculum vengono cestinati senza neanche leggerli e ,nei casi di risposta, si tratta di forme preconfezionate . " Ci dispiace che ..... " , ma non gliene frega nulla perchè sanno che devono infilare quelli che sono preceduti dalla telefonata del tanghero di turno . Tuttavia chi ha tenacia insiste e ,se ha le palle , o prima o poi sfonda , non ci sono santi che tengono .Ma la pappetta facile no , quella è zona di caccia riservata per i cocchi di mamma e nessuna legge riuscirà a modificare questa mentalità distorta tipicamente nostrana.
    Quindi nessun ostacolo dei "vecchi " all’ingresso dei giovani , ma gli ostacoli sono di ben altra natura .Concludo con una considerazione . Guarda che i 100 curriculum inviati ad aziende italiane a risposta zero ,oltre alla drogatura di cui sopra ,riflettono che l’economia italiana è nella merda , che la scuola italiana non sforna più tecnici come negli anni sessanta , che ci sono medici e avvocati ridondanti mentre scarseggiano fisici e ingegneri ecc.............e che questo paese è sostanzialmente scassato alle fondamenta .E come dice giustamente xxx.224 , è la scoperta dell’acqua calda .
    Spero di essere stato chiaro.

  • Di paolo (---.---.---.4) 29 giugno 2011 18:53

    Damiano ,il problema è proprio in quello che dici " sarebbe interessante rispettare le quote d’età ma ...." .

    Commentando un articolo di Iulbrinner ,che notoriamente ha posizioni piuttosto radicali quando si parla di mondo femminile ,ho io pure sostenuto che ,a rigore di giustizia , la rappresentanza politica dovrebbe essere costituita da metà uomini e metà donne . Estrapolando , analoga considerazione si potrebbe fare in termini di età , fissando per esempio come parametro sotto i quaranta anni il limite di giovanilità . Ci sono però due inconvenienti : il primo che nessuno può garantire che il giovane sia meglio del vecchio a priori, mentre quantomeno il vecchio (sempre prescindendo dalla qualità intrinseca) ha sicuramente una maggiore esperienza ; il secondo è che anche i giovani invecchiano e se manca la vocazione politica (cosa diversa dall’arrivismo ) il rischio è quello di imbarcare cani e porci per mantenere inalterata la quota .
    Analogamente il discorso potrebbe essere allargato a tutte le categorie sociali . E’ anche però vero che una ventata di freschezza giovanile ,vedi per esempio nella scuola ,sarebbe oltremodo auspicabile .
    Insomma è un bel casino , credo che l’unica soluzione è che i giovani diano prova di se stessi impegnandosi a fondo per offrire una credenziale di partenza , altrimenti la vedo dura e sarà ancora più dura quando tra un paio di decenni gli italiani scopriranno di avere bruciato un’intera generazione .

  • Di paolo (---.---.---.4) 29 giugno 2011 15:37

    A parte il fatto che l’articolo non riporta anche lo stipendio medio mensile che supera i 5.000 euro e pertanto la famiglia del ministro Rotondi , nella peggiore delle ipotesi , si ritrova più di 9.000 euro nette al mese (non quattromila)dal momento che le entrate complessive arrivano a circa 20.000 euro mensili ,c’è poi tutta una pletora di benefit ,diarie , rimborsi per missioni e agevolazioni integrative che costituiscono un buco oscuro e che rendono la professione del parlamentare italiano la più appetibile del mondo .

    Dal 1999 al 2009 si sono aumentati gli introiti (indennità) del 1.100 % .
    Fossi stato a tiro di Rotondi , splendido esemplare di tartufo politico , avrei fatto come il lama .

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