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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.169) 28 agosto 2011 10:06

    Luca ,ben venga il dissenso e ,ti sembrerà paradossale , ma sono d’accordo al 100% con quello che dici ,sia per quanto concerne gli aspetti personalistici , sia per l’analisi politica che sta dietro all’IDV .


    Ma io intendevo sottolineare come , messi male come siamo ,l’uomo della provvidenza è colui che mette in atto la  " normalità " di un paese che è quella di applicare le leggi ,senza se e senza ma .E su questo punto dissento sulla tua omogenizzazione con gli altri politici che hai citato .
    Per quanto concerne i presunti "reati" commessi da Di Pietro , ho avuto modo di ascoltare la sua versione dei fatti imputati e ,fino a dimostrazione contraria , mi è sembrata convincente .
    ciao
  • Di paolo (---.---.---.6) 27 agosto 2011 17:22

    La chiesa cattolica è contraria al preservativo perché , come tutte le forme di contraccezione ,intacca il suo potere di controllo sulla vita .Siccome la vita è un dono di Dio , il coito deve essere finalizzato al concepimento . Come dire un colpo e via e niente spazio al piacere fine a se stesso . La Chiesa non ammette il piacere ,tutto deve essere improntato al fatalismo doloroso che è anch’esso un dono di Dio perché serve a metterti alla prova , a saggiare la tua fede . Stessa posizione che si ritrova sul tema della morte medicalmente assistita o sull’eutanasia.

    L’ideologismo religioso non contempla né la consapevolezza né l’autodeterminazione dell’individuo ,tutto deve essere ricondotto sotto il controllo di mamma chiesa ,dalla nascita alla morte .

    Siccome l’Italia , a dispetto del dettato costituzionale(art.4 della sentenza n.203 Della Corte Costituzionale nonché art. 2,3,7,8,19,20) , è di fatto un paese confessionale ,tutto ciò che investe la sfera etica , anche nelle scelte dei comportamenti individuali , deve passare al vaglio di sua Santità .
    Ieri sera su La 7 , si è svolto un confronto su temi etici sensibili che investono il significato e l’origine della vita , la ricerca sulle cellule staminali ecc.. , tra la senatrice Binetti ,neuropsichiatra fervente cattolica e numeraria dell’Opus Dei , e l’astrofisico Margherita Hack . 
    E’ stato un confronto tra medioevo e modernità . Dialogo impossibile .
    E tu ti stupisci per l’ostracismo verso il preservativo ? Altro che iva ridotta ,dovrebbe essere distribuito gratuitamente.
    ciao
  • Di paolo (---.---.---.105) 26 agosto 2011 13:51

    Proprio cosi’ ,hai dato la definizione giusta di quello che oggi è il PD ,il vero erede della vecchia DC di cui non solo ha preso l’anima e lo stile ma che ormai si comporta esattamente come un partito confessionale la cui ambiguità è sotto gli occhi di tutti .

    Dimensione quasi inevitabile dal momento che ha espresso come massimo leader il democristiano Romano Prodi ,dopo che i vari D’Alema e Veltroni hanno abiurato anche i minimi residui dei loro ideali socialisti . Spurgato del massimalismo comunista dei vari Di Liberto ,Turigliatto ,Bertinotti e compagnia bella ,ormai più che un partito social democratico è diventato il partito di Rosy Bindi, Letta , Franceschini ecc .. , i cosidetti margheritini . In sostanza la nuova DC di cui potrebbe fare parte anche Casini se non fosse che il furbastro sa che entrando nel calderone perderebbe le sue posizioni di rendita.

    E cosi’ ,ridendo e scherzando ,questo paese si ritrova stretto tra la peggior destra capitalista e conservatrice di sempre (oltre che personalistica) come l’attuale PDL di Silvio Berlusconi ed un centro moderato con l’anima democristiana .

    E la sinistra laica e libertaria ? Dov’è finita ,qualcuno sa dirmi che fine ha fatto ? Sarà mica Di Pietro ? 
    ciao


  • Di paolo (---.---.---.105) 26 agosto 2011 11:27

    Articolo interessante ed è indubbio che Il debito pubblico italiano è frutto delle politiche assistenzialiste messe in campo da tutti i governi di destra e centro sinistra( l’equivalente dell’attuale PDL) negli anni della 1° Repubblica ,soprattutto a favore delle regioni meridionali .Non escludo neanche le responsabilità indirette dell’allora PCI e del sindacalismo italiano ,arroccato sulle tutele dei privileggi piuttosto che dei diritti dei lavoratori.Ma il debito pubblico fino ai primi anni ottanta si era mantenuto in linea con la media europea grazie unicamente al boom economico , come tu ben riferisci .


    Sarebbe però stato corretto che tu avessi fatto nome e cognome di colui che nel giro di tre anni (dal 1984 al 1987) del suo premierato lo ha quasi raddoppiato ,sto parlando del socialista Bettino Craxi (leader del PSI).
    E nei cinque anni successivi ,sempre con Bettino, non più primo ministro ma uomo fondamentale del famigerato CAF ( Craxi, Andreotti, Forlani ) , il debito pubblico esplose al 120% del PIL , senza che peraltro ci fossero fenomeni recessivi tali da stravolgere il denominatore del rapporto debito/PIL .

    Poi abbiamo scoperto (1992) che dietro c’era tangentopoli e che ,purtroppo , nei venti anni di Berlusconi ,da questo punto di vista le cose sono ulteriormente peggiorate e ,guarda caso , Silvio e’ l’erede politico e morale (potrei dire anche massonico) di Bettino.
    Se non fossimo entrati nell’euro ,con gli obblighi di bilancio che ci impone la UE ,non so come sarebbe finita .Male sicuramente ma ,probabilmente, ci saremmo ritrovati peggio della Grecia.
    ciao

  • Di paolo (---.---.---.105) 26 agosto 2011 03:48

    la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani , specialmente quelli delle testate più importanti, inviati nei teatri di guerra ,vanno all’Hotel riservato alla stampa internazionale ,accendono la tv satellitare e seguono le news ,intervistano il primo che capita a tiro , poi buttano giù i loro "pezzi " .

    Se stavano in Italia era più o meno la stessa cosa , ma in questo modo aumentano le loro referenze professionali. Diventano inviati di guerra.Poi capita che qualcuno rischi lo stesso ,perché dove si spara tutto può succedere , ma definirlo giornalismo di informazione mi sembra pleonastico .
    Questo avviene perché da noi il libero giornalismo d’inchiesta ,quello vero , è morto da un pezzo a vantaggio di una stampa solo portavoce di interessi .Ovviamente poi succede che sullo stesso fatto ci sono dieci versioni diverse .Quello dell’informazione in Italia è una faccenda molto seria se è vero che Freedom House ci classifica al 49 posto ,ultima tra i paesi europei ,ultima tra le democrazie moderne e dietro paesi considerati terzo mondo.E la classifica sta ulteriormente peggiorando .

    Quindi se qualcosa di vero si può sapere sulla Libia non è certamente dai nostri media.

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