Sono un ex docente di filosofia e storia di liceo e sono dottore di ricerca in Etica. Per molti anni ho collaborato come cultore di Filosofia Teoretica all'Università. Ho al mio attivo diverse pubblicazioni in ambito filosofico e collaboro con riviste giornalistiche e specialistiche (di filosofia).
Spiace anche a me se il commento possa averlo offeso, tanto più che apprezzo l’autenticità e la coerenza che rivelano le sue parole.
Con la stessa sua sincerità Le dico che non mi riconosco né nel moralismo né nel populismo. Preferisco essere realista, non pragmatico, nel senso che le idee devono essere risposte ai problemi reali, storici, concreti, non veicolare, indirizzare o, peggio, obbligare la realtà in schemi predefiniti, pregiudiziali e pregiudizievoli.
In ogni caso, non c’è nulla di meglio del confronto onesto e leale sui problemi, sulle soluzioni possibili, nel rispetto reciproco, specie quando ci si sforza di testimoniare con la vita le idee in cui si crede.
Apprezzo le sue argomentazioni che denotano competenza e acume. Mi spiace quando il livello della conversazione scende sul personale. Spero che questo sia solo il segno di un’appartenenza ideologica (quella richiamata con giudizio da Ricolfi) e non una sua caratteristica strettamente personale, perché, allora sì, interrogherebbe l’Etica.
C’è in Italia una casta di privilegiati che non è afflitta dalle preoccupazioni e dalle fatiche che opprimono la gente comune. Per gli altri il percorso che porta all’occupazione è difficile, se non impossibile. Per loro tutto è predeterminato. Hanno corsie preferenziali, carriere assicurate, concorsi truccati o ad hoc. Sono i burocrati, i magistrati, i cui figli fanno puntualmente i magistrati, i baroni universitari, per cui vale lo stesso privilegio genetico, la nomenklatura dei partiti, i pezzi grossi, medi e piccoli dei sindacati etc... Al di là della solita retorica della democrazia e della libertà il regime imperante è il feudalesimo, per cui pezzi di Stato, dell,’amministrazione pubblica e degli enti sono in mano a conventicole e caste. Questi signori governano il Paese e e sono proni ai voleri dei potentati internazionali che ormai soffocano quel brandello di sovranità popolare che ci era rimasta dopo la seconda guerra mondiale: altrettanti tirannelli periferi dell’impero della finanza internazionale e della burocrazia germanocentrica.
Quanto al popolo italiano, non sono d’accordo: non è un popolo bue.
E’ solamente sfiduciato, deluso, demotivato. Ha dato forse in passato la sua fiducia a persone sbagliate, ma non è da meno rispetto a nessun altro.
Credo ne convenga. In ogni caso, La ringrazio dell’attenzione che ha mostrato per il mio articolo e per l’attenzione che ha posta nel rispondervi.
Le considerazioni da me fatte sono in merito alle rivelazioni
di Geithner, ex Segretario al
Tesoro degli Stati Uniti nell’Amministrazione Obama, che a loro volta
fanno seguito a quanto scritto da Alan Friedmann, già
inviato dell’International Herald Tribune, nonché collaboratore
dell’amministrazione del Presidente Jimmy Carterin qualità diPresidential Management Intern.
Che
sia coinvolto l’ex Presidente del Consiglio Berlusconi non diminuisce la
gravità dei fatti riportati. Occorrerebbe saper sceverare quanto attiene ad un
personaggio politico e ad una parte politica da quanto invece investe il
principio della sovranità nazionale. Se questo viene intaccato (e sono d’accordo
che sia da accertare!) non migliora né la qualità della nostra democrazia né
tanto meno la condizione economica generale. Da qualche anno a questa parte l’economia
italiana è in stagnazione (se non in recessione). Abbiamo un milione di
disoccupati in più, le dismissioni di molte aziende nazionali, un livello di
pressione fiscale mai raggiunto prima, un’ondata di suicidi dovuta alla crisi,
la mancanza quasi assoluta di prospettive per un’intera generazione.
Allora,
indipendentemente dalle appartenenze, riprendiamoci la nostra sovranità!
Certamente le famiglie italiane (compresa la mia) non potranno che stare
meglio!