Il problema, a mio parere, è come usarlo internet e soprattutto come considerarlo. Io posso solo portare qui la mia esperienza. Uso internet come un elettrodomestico: cioé un mezzo per interagire o ricavare qualcosa per me utile. Con gli anni ho capito che se non saputo usare, internet poteva essere pericoloso. L’ho capito soprattutto frequentando per un paio di mesi Facebook: dove la privacy non esiste e dove un qualsiasi megalomane inculturato, spesso volgare, può trascinare masse di emeriti ingenui in sentieri di paranoia totale (quando va bene). Quindi ho eliminato tutti i cosiddetti "amici" e allentato la frequenza, promettendomi in futuro di evitare il "cortile" mediatico dei quacquaracqua. Non è questione quindi di non leggere i giornali, di non vedere tv, idi non frequentare nternet per un periodo di tempo per rendersi conto di certa stupidità mediatica: bisogna invece coglierla, la stupidità, solo per buttarla nel cesso. E’ necessario un distacco con internet: solo così puoi essere obiettivo. Influenzare una coscienza, diceva Wilde, è l’unica da considerarsi amorale.
Secondo me questo articolo è un esempio di come bisogna condurre un’analisi. C’è, nell’articolo, qualcosa che si sottrae alla monotematicità del fatto: chiamasi equilibrio. E non solo, si avverte tra le righe, e lo si avverte forte, un senso di responsabilità e un’amarezza sincere per l’accaduto, per l’Italia che va allo sfascio. Inutile convincere di qualcosa tirando in ballo tizio e caio, quando è la scrittura stessa a raccontarci cosa si è scelto di raccontare e cosa si abbia in testa. La scrittura dice molto di più di quello che vorremmo dire: rivela spesso l’inconscio. E l’inconscio non è in nostro potere. E’ quindi lo squilibrio che alla fine ci fa urlare al ripetitivo.
io sono qui da pochissimo tempo e mi sento più un lettore che autore. Ora, quando mi invitano a un commento, vado a nozze. Come lettore vi rispondo come segue. Monotematico? Per la politica sì. C’è quasi sempre un punto di vista: Berlusconi a casa! Non leggo un parere contrario, se non il mio, che politicamente non mi frega nulla né di Berlusconi né di Di Pietro. Non è possibile leggere più o meno le stesse cose in autori diversi, commenti compresi. L’unico articolo per me degno di nota c’è voluto l’intervento di Kant: e il plauso va all’autore che lo ha citato. Vorrei sentire l’altra campana (del Berlusconi sì) e vorrei che l’altra campana le dicesse forte le cose. Ma così non è. Io per dirla tutta: a parte quello citato, non ho letto nessun bell’articolo, ma solo pensieri di parte con un po’ di romanzo qui cenni storici là, che mi hanno fatto ridere i francobolli. Fossi in voi selezionerei meglio e cestinerei di più.
Mi trovo d’accordo. Ci voleva Kant a mettere d’accordo tutti. Ribadisco un mio concetto, espresso in un altro articolo. Erich Fromm ci informa che l’uomo è stato creato geneticamente "libero" e, quindi, pieno di dignità: tant’è che non accetterebbe condizioni di dominanza - sottomissioni. E’ la società progressista, con le sue esigenze, a costringerlo all’adattarsi, perciò a guastarlo.