Di Persio Flacco(---.---.---.201)11 febbraio 2015 13:19
Caro Bruscino, non si illuda: non cambierà nulla col voto.
A meno che non si comprenda per intero che i partiti maggiori ormai
costituiscono un unicuum, un solo partito le cui regole interne e le cui
finalità sono le stesse per tutti i suoi componenti. Una volta questo
modo di vedere le cose sarebbe stato bollato come qualunquismo, come
pregiudizio (sbagliato in quanto tale) per cui tutti i politici sono
(negativamente) uguali.
Forse, anzi:sicuramente, era un pregiudizio un tempo. Oggi, noi che
abbiamo potuto avere riscontro che la democrazia interna ai partiti è
una farsa, che alle strette quelle che dovrebbero essere forze politiche
alternative stringono patti con nomi fantasiosi: della crostata, del
Nazareno, che il malcostume, la corruzione, l’autoreferenzialità, sono
ormai presenti in quasi tutte le forze politiche, possiamo a buon
diritto affermare che di fronte a noi cittadini elettori non c’è una
pluralità di posizioni politiche tra le quali scegliere per inverare la
democrazia, bensì un Partito Unico nel quale confluiscono tutte le
scelte e tutti i voti.
E’ questo stato di cose che noi cittadini dobbiamo frantumare se vogliamo recuperare la nostra sovranità democratica.
E c’è un solo modo per farlo: votare sempre; non votare mai i partiti maggiori; non votare mai due volte lo stesso partito.
Non importa chi si vota, purché si tratti di un partito marginale, non associato al partito unico.
Se la maggioranza degli italiani si attenesse a questo metodo il
Partito Unico verrebbe frantumato e la classe politica sarebbe
rinnovata.
Di Persio Flacco(---.---.---.201)11 febbraio 2015 12:47
Ammiro il suo coraggio nel rappresentare il punto di vista ipotetico, ma realistico, dell’arcinemico contemporaneo.
Usando lo stesso metodo: mettersi nei panni dell’avversario, misurarne la frustrazione e prevederne gli effetti sulla psiche collettiva di una popolazione, si sarebbe probabilmente potuto evitare la nascita del nazifascismo e quell’orribile carnaio che è stata la seconda guerra mondiale col suo corollario di efferatezze culminato nello Sterminio.
Purtroppo assai pochi (forse nessuno) tra governanti e "Maestri di Pensiero" sanno o vogliono farlo. Agli occhi di quei pochi sfortunati, come lei, che sanno e vogliono usare questo metodo, appare tutta intera la feroce e meschina follia di cui il genere umano è capace.
Vedono, ma il loro vedere è come il dono maledetto di Cassandra: obbligata a conoscere, senza poterlo impedire, il futuro di disgrazie che i suoi dissennati simili si costruiscono da se stessi.
Di Persio Flacco(---.---.---.201)10 febbraio 2015 12:58
Intanto diciamo che sulla base di accordi sottoscritti all’epoca dal regime dello Scià con gli USA, la Germania, la Francia, altri, la costruzione del primo impianto nucleare iraniano per scopi civili fu avviata da Siemens e Aeg-Telefunken negli anni ’50. E’ storia "antica" quindi. Per farla breve, e non prendendo per oro colato le ripetute assicurazioni iraniane circa lo scopo esclusivamente civile del nuovo impianto di Bushehr, ritengo possibile che l’Iran voglia mettersi nelle condizioni di poter realizzare, al bisogno, un ordigno bellico nucleare nel giro di qualche mese. In altre parole: se qualcuno progettasse un attacco dovrebbe considerare l’eventualità di una risposta nucleare, non immediatamente ma in breve tempo. Questo sarebbe già un elemento di dissuasione. Se così fosse gli iraniani non starebbero mentendo quando assicurano che il loro nucleare è esclusivamente per scopi civili *adesso*. Alcuni indizi lasciano però pensare che potrebbe diventare da civile a militare in breve tempo, al bisogno.
Riguardo ai missiloni attualmente in dotazione alla FFAA iraniane sono presumibilmente caricati a robaccia chimica e batteriologica. Potrebbero essere caricati con ordigni nucleari se ricorressero le condizioni di cui sopra.
Ripeto: gli iraniani non sono scemi. Sanno che ad un loro attacco seguirebbe una catastrofica risposta israeliana e statunitense: sarebbe un suicidio. Ma a parte questo non hanno alcun fondato motivo per attaccare Israele.
Di Persio Flacco(---.---.---.201)10 febbraio 2015 12:21
Scusa, nella fretta mi era sfuggita questa tua affermazione: "nel caso dell’Iran non è pensabile un ruolo
difensivo dell’atomica e quindi resta soltanto il -preoccupante- ruolo
aggressivo.". Considerata la fine che hanno fatto due dei tre oppositori regionali al regime sionista (il terzo, per ora, ha ancora la pelle intatta, ma non è sicuro che la mantenga tale a lungo) direi che hanno più ragioni di premunirsi gli iraniani di quante ne abbiano gli israeliani. Certo, qualche ruolo nell’avversione per Israele (meglio: per il regime sionista) penso lo giochi anche la recente memoria storica degli iraniani. In fondo sono passati solo 35 anni da quando il Mossad ha smesso di addestrare la polizia politica dello Scià: la SAVAK. Ma credo, tutto sommato, sia un ruolo marginale. Molto più pesante e realistica è la prospettiva di fare la fine dell’Iraq o della Libia, per un motivo o per l’altro. Avere l’atomica a portata di mano, obiettivamente, aiuterebbe a disincentivare tentativi in tal senso. Dunque non è affatto vero che, per esclusione, l’atomica iraniana avrebbe un ruolo esclusivamente offensivo: hai escluso troppo, troppo in fretta, e senza fornire fondamento alle esclusioni.
Di Persio Flacco(---.---.---.201)9 febbraio 2015 23:41
Ma per carità: se fosse ancora tra noi nessuno vorrebbe impedirle di esprimere il suo pensiero. Anche perché sarebbe impossibile: di fallaciani che esprimono il suo pensiero, anche in sua assenza, ce ne sono troppi in circolazione perché qualcuno possa sperare di tacitarli tutti. E neanche si può sperare di contraddirlo, il pensiero fallaciano, giacché esso abita in regioni dello spirito che trascendono la triviale dimensione della realtà.
Nel pensiero fallaciano ci sono due contendenti impegnati in uno scontro mortale: Islam e Occidente. Nel regno della realtà Occidente domina incontrastato sul piano militare, economico, culturale. Distrugge interi paesi del nemico; rovescia governi e li sostituisce con altri suoi alleati, e quando non può farlo li compra; esercita in ogni angolo del campo nemico la sua egemonia culturale; piega i sistemi economici del nemico a suo piacimento, elargendo al bisogno la sua elemosina per evitarne il collasso.
Islam e occidente si scambiano colpi la cui forza è misurabile dal numero di vittime che causano: quelle patite da Occidente sono una frazione infinitesima di quelle subite da Islam. Eppure Occidente si sente in procinto di essere sconfitto, invaso, distrutto nella sua identità, posseduto dal nemico.
Per contraddire il pensiero fallaciano non basta un logico: occorre uno psicanalista.