Dottore in filosofia e dottore in scienze della formazione, ho conseguito diversi master e corsi di specializzazione in comunicazione, formazione, selezione del personale e project management. Affascinata dal mondo del web marketing e dello storytelling management. Da anni impegnata nella gestione di Risorse Umane, in area didattica e nel problem solving aziendale. Mi piace dire qualcosa parlando di altro, mi piace parlare dell'uomo...
Carissima, recentemente mi sono imbattuta nel documentario di Wenders "Il sale della terra", uno straordinario lavoro che si apre con immagini sconvolgenti di un campo di scavo per la ricerca di oro. Le persone, afferenti da ogni parte del mondo e da ogni tipo di condizione sociale, vengono a lavorare spontaneamente con l’intento di arricchirsi. Si tratta di un enorme spazio, rivestito all’interno di scale e corpi umani in quantità impensabile, che scavano incessantemente allo scopo. Sembra un campo di prigionia da incubo. E a dirla tutta, in effetti, lo é. Poi, in altra sede, ho trovato un dato pubblicato dalla Nasa, secondo cui, in quella zona - al confine tra Perú e Amazzonia - in soli 5 anni la foresta ha perso 206 km quadrati a causa della estrazione dell’oro. Ecco che l’uomo degrada se stesso e l’ambiente in cui vive - e quindi, di nuovo, se stesso - per correre dietro a una idea di benessere che la struttura sociale impone come dignitosa. Ma la dignità che porta l’uomo a non rispettare se stesso, può davvero fregiarsi di tale nome?
Gli anziani di oggi sono i giovani di ieri e, come lei ha ben scritto, sono coloro che hanno creato le condizioni per la continuità sociale. Ma sono stati traditi allora da una classe dirigente ingorda, e abbandonati oggi da una classe dirigente che, oltre che essere ingorda, manifesta una grande ottusità. Divide et impera dovrebbe essere un format superato da un pezzo, distrutto dalla necessità della tanto richiesta cooperazione. Ma la cooperazione viene oggi solo richiesta a parole, perché non sono concesse le basi necessarie ad attuarla. E questo sistema assassino può essere contrastato solo dal basso, dall’esempio fornito e condiviso dell’agire di ognuno di noi. Non tenerci o guardarci con sospetto, quindi, ma unirsi e iniziare a collaborare.