Da qualche anno ho riscoperto la scrittura e, utilizzo le oppurtunità che ci da il web, curando alcuni blog fra cui L'altra Italia dedicato a temi che "girano" intorno alla nostra Costituzione. Dal 2005 al 2012 ho fatto parte della redazione di Spaziodi Magazine.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.200)15 aprile 2013 15:10
l’Italia sarebbe ora in condizioni molto migliori
Toglierei il molto, basta e avanza migliori. Romano Prodi ha due peccati originali, da capo dell’IRI ha provveduto, giustamente a smantellato, ma non ha immesso degli anticorpi che impedissero la quasi distruzione dell’industria italiana. Da capo del Governo ha fatto di tutto per far entrare l’Italia nell’Euro, ma non è riuscito a gestirne la pratica per essere stato affossato prima di poterlo fare. Il suo secondo esecutivo fu fatto cadere - dagli alleati - mentre stava producendo uno sforzo di lotta all’evasione fiscale che avrebbe potuto produrre un abbassamento delle tasse. Tuttavia una chance di salire al Colle gliela darei volentieri per permettergli di dimostrare a tutti che non è un’incompiuta.
Il vero motivo di questo “saggio” di due capitoli appena pubblicato l’ha dovuto dire il Presidente uscente: siamo arriviti fino a qui, ora tocca la mio successore.
La collezione di idee racchiusa nel “saggio” la potevo fare anch’io con
un bel taglincolla da internet, e pensare che io non sono nemmeno
saggio. http://giacomonigro.com/2013/04/12/...
Il gruppo vacanze Piemonte (cito Renzi che è invidioso di Grillo) ieri ha fatto una gita fuori porta per continuare a giocare, chissà quando si convinceranno che hanno reponsabilità serie e che, se non le affrontano, qualcuno potrebbe chiedernegli il conto e, potrebbe essere un conto salato... molto più di quello dell’agriturismo.
Occorre chiedersi che cosa porta un Paese in cui la maggioranza delle
persone diventa sempre più povera e perde progressivamente dignità e
diritti, a votare per un uomo che diventa sempre più ricco e potente (…)
e che si ripromette pubblicamente di continuare questa strada. La
risposta che mi do, numeri alla mano, è questa: la capacità di
quest’uomo di “allevare” degli elettori che non abbiano la minima
capacità critica, e di riuscire, nello stesso tempo, a portare gli
antagonisti sul proprio campo di battaglia, costringendoli a una guerra
al ribasso in ogni settore – dalla cultura ai diritti dei lavoratori,
dall’informazione all’ecologia, dalla ricerca scientifica alla laicità
dello Stato. Non c’è uno solo di questi ambiti politici (le cui regole
sono, cioè, stabilite dal potere legislativo) nel quale negli ultimi
quindici (venti) anni non ci sia stato un peggioramento tanto forte da apparire irreversibile o peggio ancora stupefacente.
Leonardo Palmisano“Nazione Indiana”
Cit. da Valerio Magrelli in “Il sessantotto realizzato da Mediaset – Un Dialogo agli Inferi” Einaudi Ed. Torino 2011
Di Giacomo Nigro(---.---.---.160)6 aprile 2013 10:53
Massimo rispetto a Papa Benedetto che ha finito il suo compito per sua volontà lasciandoci sgomenti e lacerati da una sorte di angoscia collettiva che ci
segna dall’11 febbraio. Egli ha coraggiosamente riconosciuto i limiti
della sua umanità contro ogni dogma precedentemente imposto. Egli non è
Celestino V, più di quel Papa, Benedetto XVI ha segnato la Storia della
Chiesa in questi scarsi otto anni di regno. Non si può dire che, il suo,
sia stato un passaggio inutile per noi cattolici. Ha, ad esempio,
portato a compimento la redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica e
del suo Compendio nel periodo a cavallo fra gli ultimi anni di
pontificato di Giovanni Paolo II ed il suo pontificato. Un segno del suo
impegno teologico razionale oltre che di fede; un lavoro che segnerà
qualche generazione. Egli ha dovuto affrontare, oltre ai soliti intrighi
curiali di cui sinceramente non m’interessa molto, i veri problemi, le
croci dell’attuale Chiesa Cattolica (e forse non solo dell’attuale): la
pedofilia e la finanza malata. Ma non è forse vero che la vera croce che
dovrà affrontare il suo successore Francesco è semplicemente l’esistenza stessa
della cattolicità e della sua organizzazione? Il successore dovrà
indicare le moderne strade dell’evangelizzazione e quasi certamente
dovrà fare riferimento alle teorie del Papa Emerito che si ritirerà nel
silenzio della clausura con la certezza di avercela messa tutta e di
aver indicato una strada nuova ed umana alla nostra Chiesa: il Papa è
uomo e pertanto debole e fallace come ogni uomo, Egli ha diritto a
ritirarsi prima che la decadenza delle forze psico-fisiche ne rendano
inefficace l’azione di Pastore.