Giornalista pubblicista dal 1995 ha collaborato negli anni novanta con le pagine culturali di Avvenire, Eco di Bergamo, e con le riviste Millelibri, Vita e Pensiero.
Dal 2008 si occupa di moda per testate online e ha un suo blog "Fashionrunways" con molte visite.
Per Agoravox scrive di attualità.
Collabora anche con Freeskipper, corrierepl, sololibri.net
Altri conflitti di cui si sa poco sono in Etiopia, Afghanistan, Siria, Yemen. Anche del Sudan si sa poco.
In Afghanistan ci sono truppe ribelli contro i talebani.
In Etiopia una regione il Tigrai voleva l’indipendenza. Adesso sembra che si siano arresi.
In Siria da dieci anni si combattono l’esercito nazionale e tante fazioni interne ed esterne anche russi, tirchi curdi, Isis)
Adesso si sa poco.
Nel Sudan è nato un conflitto fra parti dell’esercito. Si sa poco.
Al di là del tentativo di proporre una visione teleologica della storia bisogna anche stare ai fatti.
Nel mondo oggi di guerre ce ne sono poche. Per fortuna.
Le Americhe e l’Oceania non me hanno.
L’Europa ne ha una. Nel continente asiatico ce ne è una.
In Africa al momento c’è ne è una: in Sudan. Anche se scarseggiano le notizie.
Accanto a queste tre guerre ci sono molte situazioni di tensione, territori in mano a guerriglieri, rivolte, popoli occupati, conflitti occasionali. Sono guerre? Non paragonabili a quanto avviene in Ucraina o a Gaza. È la pace? Nemmeno.
Molti statisti si sono adoperati e si adoperano per la pace.
Ci sono strumenti come le operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.
Nella ex Jugoslavia decine di migliaia di soldati da trenta anni mantengono la pace.
Non sarei così pessimista
L’ultimo aspetto, quello dei finanziamenti dall’estero, è molto delicato.
Se consentito rientra in una influenza indebita negli affari interni di un’altro stato.
In Italia è vietato.
La Lega è stata indagata per presunti tentativi di ottenere soldi in Russia.
In qualche caso tuttavia è consentito.
Ottimo articolo. In Egitto è presente una dittatura militare che attua una politica estera moderata. Combatte il terrorismo e non è aggressiva nei confronti di altri paesi.
Vale la pena ricordare che sotto l’amministrazione Obama la giunta militare aveva fatto un passo indietro e si erano indette libere elezioni. Erano state vinte dai Fratelli musulmani, un movimento che ai nostri occhi può essere paragonato ad Hamas.
L’esperimento democratico venne interrotto e la giunta militare riprese il controllo del paese.
Al momento è il male minore.
Non siamo solo noi a fornire armi all’Egitto. Anche altri paesi occidentali lo fanno.
In Egitto inoltre l’Eni ha trovato e sta sfruttando importanti giacimenti di gas.
Anche nell’ambito dei diritti umani dà prova di "buona volontà".
L’argomento mi intriga.
Aggiungo che è paradossale la lotta di parte del mondo arabo con il terrorismo rivolta all’Occidente che è quello che gli compra il petrolio e il gas e li rende ricchi.
Ed è paradossale anche la guerra in Ucraina, diventata fra l’Occidente - che comprava alla Russia gas e petrolio di cui in parte vive - e la Russia.
Sono paradossali anche le minacce della Cina a Taiwan (o le sfide agli Stati Uniti ) - che fa parte in oriente dello schieramento americano - quando anche la Cina dipende per la propria economia dalle esportazioni in Occidente.
Non a caso l’economia cinese negli ultimi anni sta rallentando. Se la sono cercata