In confronto a quelli di Fiorello, Ventura, ecc. il compenso (200mila?) di Vecchioni può apparire "modesto". Peccato che a pagare non è la "signora Pubblicità", ma i Napolitani. Non esiste lo share in grado di misurare il successo "culturale" dovuto a Vecchioni.
E’ facile perdere il senso della realtà insieme al significato di Parola e Merito...
Per Bossi il Sud è solo “zavorra” e quindi “se l’Italia va giù la Padania viene su”. Eppure nel passato triennio per finanziare le “esigenze” del Nord l’ex-governo è ricorso anche ai 2/3 della quota (53 mld) riservata dai Fondi Fas allo sviluppo del Mezzogiorno.
Per Maroni la Lega è baluardo di democrazia e senza l’opposizione della Lega quello di Roma “diventerebbe un Parlamento come quello di Gheddafi”. Eppure non serve l’opposizione per chiamare “Parlamento padano” quello che è il “gran consiglio” Vicentino. Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …
L’evasione fiscale vale sui 250 miliardi. La corruzione e gli sprechi da spesa pubblica ci costano circa 100 miliardi. Gli apparati politici consumano 10 miliardi l’anno. Incalcolabili sono i “privilegi” accumulati da centinaia di corporazioni. Il 10% delle famiglie possiede il 48% dell’intera ricchezza nazionale. Sono circa 1,5 milioni le unità immobiliari private “sconosciute” al fisco.
Secondo le indiscrezioni più diffuse l’agenda di Monti si apre con i ritocchi all’ICI, all’IVA ed all’anzianità pensionabile. Se così fosse sarebbe “in continuità” con la ben nota linea del “rigore” targata Tremonti. Con buona pace per il “coraggio” che serve per puntare ad un riscatto della “equità” volto al rilancio della crescita. Sarebbe la riproposizione di quella ricetta “calibrata e digeribile” per una casta di Primi Super Cives attenta a …
Ricevuta da Berlusconi la lettera d’impegno la UE ribadisce l’urgenza di concrete misure per la crescita. Il Premier rinvia ancora l’emanazione del dl sviluppo. Ottobre si chiude con lo spread Btp-Bund che supera la soglia dei 400 punti.
La settimana seguente al G20 si concorda l’invio di ispettori Fmi. Il Cavaliere smentisce l’ipotesi di sue dimissioni. La Commissione UE chiede ben 39 “chiarimenti” sul piano governativo. Parte allora la corsa al rialzo dello spread che sale a 470 punti. Arriva l’8 novembre. La Camera approva il rendiconto dello Stato con soli 308 voti a favore. Nell’arco di 24 ore, nonostante le annunciate dimissioni di Berlusconi, lo spread fa un balzo fino a 590 punti. Solo dopo l’intervento di Napolitano volto a certificare che “non esiste alcuna incertezza” sulle dimissioni del governo lo spread ripiega sotto 550 punti. Il 12 novembre, con la definitiva approvazione del dl Stabilità e dopo la salita al Colle di Berlusconi, lo spread scende sotto i 500 punti.
La “fiammata” speculativa si spenge con l’epilogo del governo Berlusconi. Monti ottiene la fiducia della Camera e lo spread torna a 470 punti. Eppure il Cavaliere sentenzia che lui “non aveva alcuna colpa” e che “nulla è cambiato”. Si sa che “denegare” la realtà dei fatti giova al Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …
Per Bossi il Sud è solo “zavorra” e quindi “se l’Italia va giù la Padania viene su”. Eppure nel passato triennio per finanziare le “esigenze” del Nord l’ex-governo è ricorso anche ai 2/3 della quota (53 mld) riservata dai Fondi Fas allo sviluppo del Mezzogiorno.
Per Maroni la Lega è baluardo di democrazia e senza l’opposizione della Lega quello di Roma “diventerebbe un Parlamento come quello di Gheddafi”. Eppure non serve l’opposizione per chiamare “Parlamento padano” quello che è il “gran consiglio” Vicentino. Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …