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Cronistoria >
Ricevuta da Berlusconi la lettera d’impegno la UE ribadisce l’urgenza di concrete misure per la crescita. Il Premier rinvia ancora l’emanazione del dl sviluppo.
Ottobre si chiude con lo spread Btp-Bund che supera la soglia dei 400 punti.
La settimana seguente al G20 si concorda l’invio di ispettori Fmi.
Il Cavaliere smentisce l’ipotesi di sue dimissioni.
La Commissione UE chiede ben 39 “chiarimenti” sul piano governativo.
Parte allora la corsa al rialzo dello spread che sale a 470 punti.
Arriva l’8 novembre. La Camera approva il rendiconto dello Stato con soli 308 voti a favore.
Nell’arco di 24 ore, nonostante le annunciate dimissioni di Berlusconi, lo spread fa un balzo fino a 590 punti.
Solo dopo l’intervento di Napolitano volto a certificare che “non esiste alcuna incertezza” sulle dimissioni del governo lo spread ripiega sotto 550 punti.
Il 12 novembre, con la definitiva approvazione del dl Stabilità e dopo la salita al Colle di Berlusconi, lo spread scende sotto i 500 punti.
La “fiammata” speculativa si spenge con l’epilogo del governo Berlusconi.
Monti ottiene la fiducia della Camera e lo spread cala a 470 punti.
Eppure il Cavaliere sentenzia che lui “non aveva alcuna colpa” e che “nulla è cambiato”.
Si sa che “denegare” la realtà dei fatti giova al Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …
Verità posticcia >
Una sentenza della Cassazione ha stabilito che le multe con autovelox o telelaser sono valide anche se non corredate da comprovante documentazione.
Quando la contestazione è rilevata da un Pubblico Ufficiale (polizia, vigili, ecc.) il relativo verbale può essere impugnato soltanto con “querela di falso”.
Non importa che chi guida il veicolo sia nell’oggettiva impossibilità di raccogliere e produrre concreti elementi a suo discarico.
Tanto varrebbe eliminare l’impiego di strumenti di controllo e misura.
Come in altri casi (ora inizio sosta, ...) unica ed inconfutabile verità, giusta o sbagliata che sia, diventa la “discrezionale” valutazione del Pubblico Ufficiale.
Tante sono le peculiarità di un Codice Stradale “a senso unico” ..
Pro veritate >
Ricevuta la lettera d’intenti, la UE rinnova l’invito ad attuare le proposte riforme strutturali, ma Berlusconi continua a rinviare la formalizzazione del suo dl sviluppo.
Il 31 ottobre lo spread tra Btp e Bund tedeschi supera la soglia dei 400 punti.
La settimana seguente viene deciso, al G20, l’invio di ispettori UE e Fmi.
Berlusconi smentisce ufficialmente l’ipotesi di sue dimissioni. La Commissione UE chiede “chiarimenti” sul piano presentato dal governo.
Intanto è cominciata la corsa al rialzo dello spread che arriva a toccare i 470 punti.
L’8 novembre la Camera approva il rendiconto dello Stato con soli 308 voti a favore.
Nello spazio di 24 ore, nonostante le annunciate dimissioni di Berlusconi, lo spread fa un balzo fino ai 590 punti. Soltanto dopo che Napolitano ha ribadito che “non esiste alcuna incertezza” sulle previste dimissioni del governo lo spread ripiega sotto i 550 punti.
Così il 12 novembre, dopo la definitiva approvazione del dl Stabilità e dopo le dimissioni di Berlusconi lo spread ridiscende sotto i 500 punti.
Mentre Monti ottiene la fiducia della Camera lo spread cala a 470 punti.
Siamo tornati ai valori del 7 novembre.
La “fiammata” speculativa è coincisa con l’epilogo del governo Berlusconi.
“Nulla è cambiato” e “adesso è come prima”, conclude il Cavaliere.
E’ noto che “denegare” la realtà giova al Consenso Surrogato di chi è sensibile alla fascinazione mediatica …
Rigenerazione >
Per Bossi il Sud è solo “zavorra” e quindi “se l’Italia va giù la Padania viene su”.
Eppure nel passato triennio per finanziare le “esigenze” del Nord l’ex-governo è ricorso anche ai 2/3 della quota (53 mld) riservata dai Fondi Fas allo sviluppo del Mezzogiorno.
Per Maroni la Lega è baluardo di democrazia e senza l’opposizione della Lega quello di Roma “diventerebbe un Parlamento come quello di Gheddafi”.
Eppure non serve l’opposizione per chiamare “Parlamento padano” quello che è il “gran consiglio” Vicentino.
Nel paese del Barbiere e il Lupo si dicono e si fanno cose davvero singolari …
Video-mito >
Nel 1994 Berlusconi promise, in video, di fare “un nuovo miracolo economico”. Confidava, in privato, che “se non andava in politica lo mandavano in galera e lo facevano fallire”.
Interrotta bruscamente la prima esperienza di governo il suo vero banco di prova è iniziato con l’incarico del 2001.
Ha trovato un Pil da 1200 miliardi ed un Debito da 1300 miliardi.
Come suo patrimonio dichiarava 11,2 milioni di euro.
Passati 10 anni, dopo i 2 governi “più longevi” della storia repubblicana il Pil è aumentato di circa 360 miliardi mentre il nostro Debito è cresciuto di oltre 600 miliardi.
Con il 2011 la pressione fiscale è salita fin sopra il 43%.
Ora Berlusconi dichiara un patrimonio da 40,9 milioni (+365%).
A giugno affermava che l’attività del governo “ha del miracoloso”, tanto da meritare un monumento. Prima di essere “tradito” ribadiva che in Europa “nessun governo ha fatto tanto e con così brillanti risultati”.
Anche se i Commissari UE avvertono che per il pareggio del bilancio nel 2013 servirà un’ulteriore manovra da 25 miliardi Berlusconi ripete che con la sua discesa in campo “ha cambiato il Paese”.
Visto che le sue dimissioni sono state un “gesto responsabile e generoso” è sempre “pronto a staccare la spina”.
La storia insegna che la Febbre del Tribuno non rinuncia mai fino a …
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