Dal “Lodo Alfano” (luglio 2008) al Decreto Milleproroghe (febbraio 2011), dalla “Mozione Libia” di Pdl-Lega (maggio 2011) al “secondo” Rendiconto 2010 (novembre 2011). Nei passaggi più “controversi” il numero 309 ha segnato l’ultimo “pacchetto difensivo” di Berlusconi nel patto stretto con Bossi. Sempre con 309 voti la Camera ora respinge la richiesta di arresto per Cosentino, il coordinatore campano del Pdl. Nulla di nuovo per una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi e …
Dal “Lodo Alfano” (luglio 2008) al Decreto Milleproroghe (febbraio 2011), dalla “Mozione Libia” di Pdl-Lega (maggio 2011) al “secondo” Rendiconto 2010 (novembre 2011). Nei passaggi più “controversi” il numero 309 ha segnato l’ultimo “pacchetto difensivo” di Berlusconi nel patto stretto con Bossi. Sempre con 309 voti la Camera ora respinge la richiesta di arresto per Cosentino, il coordinatore campano del Pdl. Nulla di nuovo per una casta di Primi Super Cives attenta a privilegi e …
Zona franca > Arduo è declinare i tempi della politica e la durata della formula Monti. Vero “detonatore” sarà il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Quando lo spread si muove nell’intervallo da 400 a 500 punti prevale il requisito di “credibilità” di un governo “tecnico” sintesi di una larga maggioranza trasversale. Prioritario è il “controllo” delle variabili macro-economiche in un quadro emergenziale.
Tutto cambia quando lo spread vola sui 550 punti o scende verso quota 350. Per ragioni differenti diventa allora “irrefrenabile” la spinta al ricorso alle urne. Nel primo caso (rischio default) nessun esponente di partito vorrà pagare il conto dell’inefficacia di un governo di “tecnici”. Nell’altro caso la percezione del “cessato allarme” farà crescere nei partiti la “voglia” di riaffermare la propria identità politico-programmatica. L’intervallo da 400 a 500 punti è la “zona franca” del governo Monti. Finchè la crisi grava sul paese come Se fosse Stagnazione …
Cattedranti > L’evasione fiscale è un “bottino” da almeno 130 miliardi l’anno e sono quasi 1,5 milioni le unità abitative tuttora “sconosciute” al fisco. Insediatosi al governo Monti ha scoperto, dai tecnici, che in Italia non è possibile tassare le “grandi ricchezze” prima di due anni e che non si possono neppure “attivare” strumenti e meccanismi di accertamento per non provocare una fuga dei capitali. Del resto Monti si vanta di riuscire a stanare “nuovi noti” come i titolari di capitali “scudati” a cui chiede lo 0,4% per “restare anonimi”. E’ lo stesso Premier che con la sua Imu non riconosce alcuna disparità di reddito neppure quando tassa l’unica casa. C’è di più. Dopo gli “atti dovuti” il governo Monti potrà passare agli “atti voluti”. Così, nel prospettare la riforma del catasto, Monti promette di tassare anche l’unica abitazione secondo i correnti valori di mercato dell’immobile. A prescindere quindi dal reddito e dalla reale capacità contributiva del proprietario.
Sono le soluzioni adottate che fanno l’identikit di qualsiasi governo. Tutto il resto appartiene al teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Arduo è declinare i tempi della politica e la durata della formula Monti. Vero “detonatore” sarà il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi.
Quando lo spread si muove nell’intervallo da 400 a 500 punti prevale il requisito di “credibilità” di un governo “tecnico” sintesi di una larga maggioranza trasversale. Prioritario è il “controllo” delle variabili macro-economiche in un quadro emergenziale.
Tutto cambia quando lo spread supera i 550 punti o scende verso quota 350. Per ragioni differenti diventa allora “irrefrenabile” la spinta al ricorso alle urne. Nel primo caso (rischio default) nessun esponente di partito vorrà pagare il conto dell’inefficacia di un governo di “tecnici”. Nell’altro caso la percezione del “cessato allarme” farà crescere nei partiti la “voglia” di riaffermare la propria identità politico-programmatica.
L’intervallo da 400 a 500 punti è la “zona franca” del governo Monti finchè la crisi grava sul paese come Se fosse Stagnazione…