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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
  • Moderatore da martedì 11 Novembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.67) 25 febbraio 2011 23:08

    E certo caro anonimo 210 , sono colossi che hanno interessi e che " speculano " ,esattamente come altri colossi , anche più colossi ,che "speculano " in tutto il mondo . L’importante è controllare che ciò avvenga con metodi leciti e nel rispetto e la salvaguardia dell’ambiente . Dietro quei nomi che tu hai citato ci sono uomini e donne che lavorano ,famiglie che crescono i propri figli e che possono permettersi una vita dignitosa , non ci sono soltanto Pesenti o la Marcegaglia o chi per loro.

    Se poi gli italiani decidono per un ritorno alla vita rurale , sole mare e mandolino , smobilitiamo pure le nostre industrie , buttiamo al macero le tecnologie e affranchiamoci dalla globalizzazione . A quel punto il problema dell’energia non si porrebbe più .La sera accendiamo le candele .
    Il nostro futuro sarebbe un ritorno al passato . Tu ci stai ? . Io no .

  • Di paolo (---.---.---.67) 25 febbraio 2011 18:59

    Roberta , chi è che dice che non esistono metodi "scientificamente provati " per smaltire le scorie ?

    Le scorie , specialmente con i reattori di III+ , sono in gran parte riprocessate o " bruciate" , con tecnologie peraltro in rapido sviluppo . Il residuo secco ,che viene vetrificato , in genere non arriva al 10 % . Tradotto in soldoni significa che una centrale da 1GW produce annualmente 25 -30 ton di scorie di alto livello , pari a circa 3 - 4 mc da destinare al confinamento geologico .
    Calcolando un periodo medio di vita di un reattore pari a 60 anni , lo stoccaggio complessivo sarebbe pari a 180 mc(180 x 1 x 1 mt o poco più . Non mi sembra un’enormità per 60 anni di produzione !!
    Riva ,nel suo commento , ti dice lo stato della distribuzione produttiva in termini percentuali . Quell’’81 % di " Fossili " dovrebbe allarmare proprio gli ecologisti come te .Le fonti rinnovabili , eolico ,solare e geotermico sono estremamente interessanti , ma ho già in un articolo cercato di illustrare anche l’illusione che sta dietro a queste soluzioni , al momento non esaustive della necessità di energia .
    Poi Maurizio Vecchio ci dice che le vecchie centrali non sono esenti da pecche , che gli incidenti possono capitare e quindi che anche i rischi sono sempre possibili . Indubbiamente , ma nessun processo produttivo è esente da rischi ,neppure con le fonti rinnovabili , e oggi la tecnologia del settore ha maturato mezzo secolo di esperienze . Non è pertanto detto che ciò che alcuni decenni fa era rischioso lo sia anche oggi . Un’incidente come quello di Chernobyl ,peraltro frutto di incredibili negligenze, oggi sarebbe praticamente impossibile.Non confondiamo quindi la realtà con la letteratura , spesso spinta da interessi particolari , che tende a demonizzare il nucleare con fantasie create ad arte .
    Le radiazioni ionizzanti sono una componente naturale a cui l’uomo è sempre stato esposto e oggi gli studi epidemiologici sugli effetti sono molto ben conosciuti , forse molto di più che in altre discipline ,cosi’ come gli strumenti di indagine sono ormai estremamente sofisticati . All’interno di un sito nucleare la percentuale di radiazione ionizzante deve essere più possibile prossima a quella naturale ,escludendo ovviamente locali specifici dove l’accesso avviene con idonee protezioni . Quindi un sito nucleare è sicuramente enormemente meno impattante di un’impianto chimico . Tanto per fare un’esempio ricordiamoci l’ACNA di Cengio o Seveso , come danni spesso permanenti all’ambiente .Poi c’è qualcuno che è arrivato a paventare il rischio nel caso di un attacco nucleare su una centrale . Credo che in un caso di quel genere il nocciolo del reattore non sarebbe il primo problema .
    Concludo con un’invito . L’argomento non si presta per discussioni sulla base di opinioni , ritengo sia opportuno affidare ad organi scientifici competenti ogni decisione in merito e , anche per questo motivo , ritengo un’eventuale referendum popolare una madornale stupidaggine .

    ciao a tutti 
  • Di paolo (---.---.---.67) 24 febbraio 2011 16:18

    Si d’accordo ma tutto mi sembra ben lungi dall’essere entrato in una fase operativa . Mancano ancora tutte le decisioni al riguardo e si profila il rischio di un nuovo referendum stile 1987 .

    E’ di un paio di giorni fa la notizia che il Giuri’ ha bocciato lo spot pubblicitario sul nucleare (quello della partita a scacchi ), giudicandolo non rispondente ai canoni della corretta informazione , in sostanza ingannevole. Questo è il clima che si prospetta e per quanto il presidente dell’Enel Piero Gnudi avanzi l’ipotesi di partire entro la fine di questa legislatura , mi sembra francamente poco credibile .
    Ho l’impressione che siano in troppi a remare contro e ,a meno di uno scossone della coscienza pubblica per i probabili deficit di gas e petrolio conseguenti a quello che sta succedendo in Libia e d’intorni ,non vedo francamente molti margini a favore della scelta elettronucleare.
  • Di paolo (---.---.---.67) 24 febbraio 2011 00:11

    Mi permetto di fare alcune osservazioni . Benigni nella serata di San Remo non ti è piaciuto ,lo abbiamo capito . Ti aspettavi quel di più che non c’è stato , eppure sono bastati pochi secondi ed un paio di battute per graffiare più di Bersani negli ultimi due anni . Detto questo , non credo che Benigni in 51 minuti volesse rifare la storia d’Italia dalla Roma antica ai nostri giorni e non credo neppure che ci sia stata una mancanza di rispetto per il meridione e per la sua tragedia storica fatta di dominazioni ed esodi biblici .

    Ha tentato semplicemente di dare un senso ed un significato ad una identità nazionale che è indubbiamente molto difficile da raggiungere , esaltando alcune peculiarità culturali e storiche che sono ormai patrimonio comune .
    Io sono toscano e non ho alcuna difficoltà nel riconoscere profonde differenze tra un lombardo ed un napoletano . Il piemontese o il ligure è sicuramente culturalmente e quindi anche socialmente molto più simile ad un francese che ad un calabrese .Dicevo che sono toscano e francamente ho grosse difficoltà nell’accettare la mentalità di un campano o di un siciliano . 
    Tuttavia i meridionali ,o borbonici come tu giustamente li definisci , hanno speso vite per difendere i confini dell’Italia e hanno sputato sangue per far sviluppare l’economia del Nord . Ormai , nel bene e nel male , il paese è questo e sarebbe veramente paradossale se anche i meridionali cominciassero a emulare i leghisti veneti e bergamaschi .

    L’Italia è questa , una ed indivisibile , parte d’Europa che è parte del mondo e,soprattutto in questa economia globalizzata che sposta i baricentri in altre zone geografiche , diventa veramente demenziale e stucchevole questa polemica sul tricolore . Diamoci un taglio.

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.67) 23 febbraio 2011 23:31

    Uniformare la fiscalità dei lavoratori subordinati e quella degli autonomi è praticamente impossibile perchè i redditi sono prodotti in modo del tutto differenti . Il lavoratore autonomo , a differenza del dipendente (specialmente pubblico), ha l’obbligo della produttività , non ha un’orario di lavoro definito ,sostiene spese per la produzione del reddito ,è soggetto al rischio di impresa , non ha le tutele e le assistenze che vengono garantite ad un lavoratore subordinato .

    L’introduzione degli studi di settore , per artigiani e commercianti, ha fortemente limitato la possibilità di nascondere redditi e ,anzi , in molti casi , ha creato situazioni paradossali per cui l’agenzia delle entrate pretende una congruità inesistente . L’introduzione della contribuzione pensionistica Inps viene imposta a prescindere dall’esistenza del reddito , in sostanza anche a reddito nullo deve essere corrisposta una contribuzione minima , corrispondente ad un reddito di riferimento (es.15.000 euro) .
    A parità di contributi pensionistici pagati il commerciante non ha una liquidazione ( TFS del lavoratore dipendente ) e la sua pensione sarà circa la metà di quella del lavoratore dipendente . 
    Un parrucchiere evade il fisco facendo pagare 40 euro una permanente e facendo uno scontrino per 15 euro , un medico ha gioco facile nel non fare alcuna ricevuta contando sullo stato di necessità dell’assistito , un ingegnere può fatturare al 50 % una consulenza ecc..... 

    Non esiste un criterio fiscale generale in grado di evitare l’elusione e l’evasione fiscale .E guarda che ciò avviene in gran parte anche nel lavoro dipendente con somme fuori busta paga ,doppi lavori ecc..
    L’unico modo è alzare le chiappe dagli uffici delle agenzie delle entrate e ,dopo avere incrociato i dati informatici , andare a controllare i tenori di vita .
    Si scoprirebbero delle cose fantastiche . Basta guardarsi in giro , a fronte di poco più di 200.000 contribuenti che dichiarano oltre 75.000 euro l’anno , abbiamo una ricchezza diffusa assolutamente incompatibile . Circa il 90% dei contribuenti dichiarano meno di 35.000 euro , con oltre il 70% al di sotto dei 20.000 euro . Non so se i dati sono precisi e aggiornati ma l’ordine di grandezza è più o meno questo. 
    Negli USA , il cittadino detrae tutto ,paga normalmente con la carta di credito ,lasciando una traccia informatica dei suoi movimenti. In Italia Silvio B. ,tanto per fare un esempio , ha fatto di tutto e di più per eliminare ogni tracciabilità , ha depenalizzato i falsi in bilancio , ha depenalizzato gli assegni a vuoto ecc.... . 

    ciao


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