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paolo

L'età avanza e perciò la lascio perdere ,coniugato con figlio ,milite assolto ,laurea in fisica + corsi post ,vita lavorativa intensa e a tipologia variabile dall'insegnante(breve) all'autonomo con passaggi in mutinazionali .
Interessi personali in elettronica ed informatica .

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  • Primo articolo martedì 08 Agosto 2010
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Ultimi commenti

  • Di paolo (---.---.---.70) 16 marzo 2011 14:52

    Ma perchè ti affanni tanto , il referendum è già scontato e spero che ci vada più gente possibile perchè è giusto che la responsabilità sia di tutti . La sinistra è già in mobilitazione ,non avevo dubbi sul PD che ormai storicamente non perde occasione per pigliare cantonate , ma anche a destra la "pancia" prevarrà sulla ragione ,quindi sarà un plebiscito contro il nucleare .Stai certo .

    Ma ritengo sia giusto motivare la scelta in modo corretto.
    Con il nucleare nessuno cerca l’indipendenza energetica e non è vero che un’aumento , anche di dieci volte del costo dell’uranio modificherebbe la convenienza del nucleare ,sole ,vento e mare sono disponibili ,ancora per qualche miliardi di anni (opzione ottimistica) ma bisogna raccoglierli e la loro densità è molto bassa . Sulla nostra terra piove 10.000 volte più energia più di quella che ci serve , ma raccoglierla ed utilizzarla è un’altro paio di maniche .
    I costi di smantellamento delle centrali e dei siti di stoccaggio è da addebitare agli "ambientalisti " del precedente referendum (quello del 1987 dopo Chernobyl) che hanno castrato il nucleare in Italia , a cui va aggiunto un costo di sistema industriale ,di ricerca ,ingegneristico (vallo a dire ad Ansaldo, Nuova Pignone ecc... ) .Oggi dobbiamo comprare dalla Francia . Eravamo leader nel mondo.
    Comunque , archiviato il nucleare ,ammesso e non concesso che domani (lontano)non parliamo di fusione anzichè di fissione , puntiamo decisi sulle "rinnovabili " .
    Infine non perdere di vista che il capitale di investimento sul nucleare è a quota di maggioranza "privato " .Cerchiamo di essere il più possibile obiettivi.

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 16 marzo 2011 12:22

    In quello che dite ci sono molte verità e anche molte cose che non tornano .

    Ma da Romani cosa vi aspettavate ,sta replicando quello che ha fatto nel campo dei media sulle scelte energetiche .
    Penalizzare le "fonti rinnovabili" e specificamente il settore del fotovoltaico è una scelta a dir poco demenziale , per non dire peggio Ovviamente parlando di defiscalizzazione con gli incentivi,che significa meno entrate per l’erario , in termini contabili equivale ad un’onere di bilancio per i conti dello stato . Se poi qualcuno ci mangia sopra peggio ancora . Tuttavia questo non deve castrare nel modo più assoluto lo sviluppo delle fonti di energia alternative al fossile , che è il vero vulnus della produzione di energia elettrica in termini di ambiente e di politica economica. Giustamente va ,considerato come dice l’articolista , la ricaduta economica in termini di imprese che operano nel settore ,sia a livello produttivo che di installazione , senza considerare poi gli aspetti ingegneristici legati alla ricerca e sviluppo del settore .La castrazione del nucleare in Italia è un’esempio di come si distrugge un settore di tecnologia che era all’avanguardia nel mondo ,costringendoci oggi a comprare dalla Francia . Quindi guai a castrare il settore del fotovoltaico per gli stessi motivi .
    E questo Romani lo salta a piedi pari .
    Sulle potenze installate o da installare , invece , mancate di considerare che ogni tipologia di produzione ha un parametro che si chiama "fattore di carico " che poi ne determina il reale utilizzo e la convenienza economica.
    Il solare non va giudicato solo in termini di potenza di sistema, ma anche quando e come viene erogata questa potenza ,che ,per sua natura , è discontinua con un fattore di carico bassissimo , assolutamente non comparabile con il nucleare che ,viceversa , ha il fattore di carico massimo ,lavorando a pieno regime per 8.760 ore l’anno (eventuali stop indotti esclusi) .In termini equivalenti per un GW di nucleare ne occorrono almeno 7 di fotovoltaico , ma rimane invariato il buco produttivo. Le industrie lavorano soprattutto di notte e anche quando piove o nevica .
    Quindi ,e concludo , il solare fotovoltaico va massimamente spinto sul privato e applicazioni puntuali di sostegno produttivo , ma non potrà mai alimentare le industrie energivore , che sono quelle legate agli standard di industrializzazione del paese .Ecco perchè continuo a sostenere che una quota di nucleare è strategicamente necessaria . Non sono un pro nucleare ,ma neanche uno che sogna ad occhi aperti. Presto la realtà ci presenterà il conto .
  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 21:44

    Caro xxx.xxx.xxx.137 

    Lo avevo già sottolineato e l’ing. Gianluca ne ha già preso atto. I commenti vanno letti tutti .Comunque ringrazio per la conferma .
    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 21:25

    Pensa la differenza , caro Bernardo , tra questi cinquanta coglioni e i nostri parlamentari alla Scilipoti e compagnia bella .Ma ne usciamo male tutti , come italiani , nel confronto impietoso con la dignità di un popolo che dovrebbe farci riflettere ben oltre la tragedia "nucleare" .

    ciao
  • Di paolo (---.---.---.70) 15 marzo 2011 11:44

    No , non è stato detto un bel nulla , Damiano . Stretti tra Bonelli e Romani questo paese non ha futuro .

    Nell’articolo ,che è sostanzialmente condivisibile in linea generale , ci sono alcune precisazioni che ritengo doveroso fare .
    Il prof. Rubbia non è affatto contrario in linea di principio al nucleare ,semmai si è pronunciato più a favore del solare termodinamico , che è cosa un tantino diversa (e che peraltro condivido) .
    Non è vero che la Germania rinuncia al nucleare , Angela Merkel sospende i piani di revisione delle centrali più vecchie proponendone lo smantellamento anzichè il prolungamento dell’attività . Anche questa è cosa alquanto diversa .
    L’Italia in Europa è terza come potenza eolica installata , cosi’ come fotovoltaico è sempre terza in Europa e quinta nel mondo . Quindi non è che stiamo proprio con le mani in mano , ma non basta.
    L’talia brucia l’80 % dei fossili ,mentre la Francia meno del 12% . Il dato sugli olii combustibili è parziale e non è significativo.E questo è il vero problema che gli ambientalisti sottovalutano .
    Neanche le nuove tecnologie di fotovoltaico multigiunzione possono colmare il nostro deficit energetico . Siamo già utilizzatori di nucleare perchè lo importiamo dalle centrali oltre Alpe , meglio è farcelo per conto nostro.
    La strada è in mix nucleare + energie rinnovabili  + risparmio energetico
    E questo in attesa che il nucleare passi da fissione a fusione ,che è tutta un’altra storia .

    La questione purtroppo invece che di natura tecnica è diventata di lotta politica . E lo si capisce dalle dichiarazioni di Di Pietro ( che ho anche votato) ieri sera a porta a Porta . Mi auguro che Di Pietro sappia di legge un po’ meglio di quanto conosce in tema di risorse energetiche .Altrimenti comincio ad avere dei dubbi.

    ciao

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