Sono un Internauta della prima ora. Quando c'era Internet ma il web non era ancora stato inventato io c'ero. Mi occupo solitamente di argomenti dove i numeri fanno la differenza tra una opinione fondata e una discussione tra tifosi. Il sito dove sono raccolte le mie opinioni è www.kensan.it site.
Di Sandro kensan(---.---.---.210)2 ottobre 2012 21:26
"ma poi mi dimentico di Cosentino, di Papa, di Tedesco, di Brancher, di
Ciarrapico e di tutti gli altri di cui gli italiani non dovranno
scordarsi quando andranno a votare."
Certamente non si scorderanno di loro, sono decenni che i votanti non si scordano di loro. Un articolo di oggi parla di 150 anni di corruzione e quindi di cittadini che votano i corrotti. È sufficiente vedere il nostro ex primo ministro quanti consensi ha ancora ma soprattutto quanto a malincuore molti elettori hanno dismesso il loro voto nei suoi confronti solo perché se eletto l’Europa smetterebbe di farci credito e la loro pensione o il loro stipendio sarebbe a rischio.
Gli italiani non si scorderanno di loro quando andranno a votare, hanno sempre fatto così, anche stavolta sarà uguale.
Di Sandro kensan(---.---.---.210)2 ottobre 2012 21:08
Sinceramente essere traumatizzati dal fatto di essere a livello del terzo mondo come corruzione va bene se si hanno una decina d’anni e mamma e papà ci hanno tenuto all’oscuro di come vanno le cose, poi crescendo, volenti o nolenti si incappa su scandali e scandaletti e l’andazzo generale non può sfuggire: possibile che tu sia traumatizzato dal venire a conoscere che siamo messi peggio del Ghana?
Di Sandro kensan(---.---.---.101)2 ottobre 2012 16:31
Scusa Cesare ma non ti pare di essere un filino ipocrita? Venire a dire in pubblico che ci voleva la Gabanelli per capire che i politici che abbiamo votato a spron battuto e a furore di popolo sono dei disonesti (come i loro elettori), non ti pare fuori dal mondo?
Se vuoi sapere come stanno le cose basta che tu legga un articolo di oggi di un tuo collega qui su AgoràVox:
http://www.agoravox.it/C-e-in-Itali... *** Il fenomeno della corruzione è endemico in Italia, ha attraversato
indenne un secolo e mezzo e quattro diversi regimi, supererà indenne
anche questa nuova crisi di regime oppure sarà finalmente sconfitta?
Partiti e nuovi movimenti politici sono realmente interessati a spezzare
questa spirale perversa? ***
Dopo un secolo e mezzo di corruzione a tutti i livelli che riguardano i cittadini di tutti gli strati sociali, tu mi caschi dal pero? Suvvia un po’ di onestà. La Gabanelli ha detto quello che ogni cittadino sa quando va a votare, nulla di più.
Di Sandro kensan(---.---.---.96)1 ottobre 2012 15:34
Chi grida "Forza Grillo!", come una volta si gridava "Viva Zapata o Pancho Villa"
non ha capito che è lui e solo lui l’artefice di un possibile
cambiamento. Non deve votare per il MoVimento 5 Stelle, ma per sé stesso
e se non rischierà nulla, se farà il guardone della politica
nell’attesa di un nuovo vincitore, l’Italia rimarrà il Paese
pietrificato degli ultimi 150 anni. E lui, come cittadino, non conterà
mai uno, ma zero, il numero che contraddistingue chi resta alla
finestra, chi non si impegna per la società in cui vive. In Italia, come disse Ennio Flaiano,
si accorre sempre in soccorso del vincitore, qui milioni di fascisti
divennero democristiani e comunisti nel giro di una notte di aprile, nel
1945 a guerra perduta. E’ un Paese senza colpe, che
non processa mai sé stesso, che ha persino vinto la Seconda Guerra
Mondiale dopo l’otto settembre, ma che senza l’intervento degli Alleati
avrebbe oggi statue al duce in ogni piazza d’Italia. Che bombarda la
Libia di Gheddafi subito dopo aver firmato un trattato di pace. Un Paese
femmina, che ama l’uomo forte, si chiami Craxi, Berlusconi o Mussolini,
ma che lo appende per i piedi alla prima tempesta. Una penisola di
particolarismi, di familismi, di favori dati e ricevuti, di consorterie,
di massonerie e mafie. Un cerchio magico formato da
chi vive di Potere e da coloro che sopravvivono con le briciole che gli
vengono lanciate sotto il tavolo. Milioni di persone partecipano al
banchetto dello Stato da decenni, come a un ristorante che fornisce
pasti gratis. L’italiano vive in Italia da turista, come se fosse
all’estero, come se la strada in cui abita, la città in cui è nato, lo
Stato non gli appartenessero. Vive in un mondo a parte, con
indifferenza, talvolta con la spocchia dell’osservatore che non si mette
mai in gioco. Crede ai miracoli, che in questo strano
Paese talvolta avvengono, e confida nella Divina Provvidenza mentre
critica ferocemente le Istituzioni seduto in poltrona quando ascolta i
talk show delle solite facce, a cui delega la sua vita, e dei soliti
vuoti ritornelli che nessuno canta più. Questo Paese ha digerito tutto,
dalle leggi razziali, al fascismo, alla P2, ai patti tra lo Stato e la
mafia, alle stragi, alle morti dei suoi eroi da Borsellino ad Ambrosoli.
Ha lo stomaco di un anaconda che digerisce un
coccodrillo. Nessuno lo può aiutare, niente lo può cambiare, nulla lo
può salvare, se prima non cambia sé stesso.