Corruzione: Italia paese in coma etico

par Andrea Prati
martedì 2 ottobre 2012

In Italia la corruzione è dilagante ad ogni livello, un fenomeno che sottrae energie importanti all'economia sana del paese e alla sua crescita. La legge anticorruzione approda al Senato fra emendamenti sospetti e possibili voti di fiducia.

Ormai non posso più prevedere quale sia il il limite al peggio. Mi sono permesso di utilizzare la frase che ha usato Don Ciotti, nel titolo, per provare a descrivere per quanto mi può riuscire, lo stato delle cose nel nostro paese. Ieri alcuni giornali hanno riportato che almeno a un italiano su dieci è stata richiesta una tangente. La corruzione, un tratto comune che unisce più di tante cose il nostro paese da nord a sud, dal piccolo comune fino a Montecitorio, un vero federalismo del magna magna.

Ogni volta che scopriamo un nuovo caso o un nuovo nome eccellente implicato in qualche inchiesta, i giornali e le tv sono pronti ad appendere l'epigrafe della Seconda Repubblica. Ora per Mr. Fiorito, er Batman di Anagni, viene detto questo, ma questo refrain è già suonato per gli scandali dei rimborsi elettorali ai partiti con il caso Lusi o per il marasma in cui è piombata la corazzata Lega questa primavera fra lauree taroccate e soldi allegri che giravano.
 
Insomma c'è sempre una nuova fine di questo sconcertante spettacolo, di questa umiliazione continua della nostra democrazia, ma non intravediamo un nuovo inizio, una ripartenza da questo scempio etico in cui siamo piombati.
 
E d'altronde chi ci dovrebbe portare fuori da questa situazione? Dobbiamo confidare nel nostro parlamento che conta almeno cento tra indagati, condannati i quali dovranno votare la nuova legge anticorruzione? La puntata della nuova serie di Report parlava di questo e per la visione serviva uno stomaco veramente forte. Una fiera dell'impunità e della prescrizione in cui uomini in doppio petto spesso in sovrappeso - chissà come mai - chiamati rappresentanti del popolo, si difendevano con spavalderia davanti alla telecamera e alle domande dell'inviato. Sempre colpa della magistratura politicizzata, sempre pronti ad esibire le carte, sempre con quell'aria da Marchese del Grillo da "io sò io e voi nun siete un cazzo".
 
Emblematica l'intervista di Piero Longo, deputato-avvocato di Silvio Berlusconi, dove con convinzione egli non trova nulla di male se anche tra i parlamentari vi siano dei condannati in quanto per un semplice ragionamento statistico, se parte della popolazione ha dei problemi giudiziari, perché i parlamentari devono essere migliori della popolo che rappresentano? E il popolo perché non deve essere libero di eleggere chi vuole anche il più corrotto e indagato di un politico?
 
Da adesso ne capiremo di più, se ci sarà veramente la possibilità di avere una nuova legge anticorruzione. Ancora l'iter in Senato non è esente da pericoli tra il rischio di ulteriori imboscate con emendamenti salva Ruby o salva Berlusconi o pericolosi scambi tra la nuova legge e quella sulle intercettazioni. A meno che non si arrivi alla fiducia sul testo. Ma su una cosa dobbiamo riflettere: come giustamente afferma Susanna Camusso in breve tempo è stata fatta la riforma sulle pensioni e aggiungo io in men che non si dica è stato introdotto il pareggio in bilancio in Costituzione (art. 81) mentre per questa legge che dovrebbe combattere uno dei mali più pericolosi che attanagliano il nostro vivere civile i tempi sono enormemente lunghi.
 
Aver già approvato questa legge sarebbe stato uno dei migliori segnali che il nostro paese avrebbe potuto dare agli occhi del mondo, per la nostra credibilità, ma poi mi dimentico di Cosentino, di Papa, di Tedesco, di Brancher, di Ciarrapico e di tutti gli altri di cui gli italiani non dovranno scordarsi quando andranno a votare.

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