Di Pere Duchesne(---.---.---.247)9 giugno 2011 15:25
Grillo è una delle ultime versione di figure tipo Cola da Rienzo che dal medioevo compaiono periodicamente nella storia italiana: rappresentano l’incarnazione dello scontento popolare verso le istituzioni, ma non riescono mai a rendere questa istanza qualcosa di più di una semplice protesta. E i Cola da Rienzo durano poco, perchè diventano subito dittatori, come giustamente hai osservato, nell’ossessiva sicurezza di avere sempre ragione. Grillo non è molto di più di un Cola da Rienzo mediatico, e durerà poco, anche se quello che dice è giusto.
Vedo che sta imparando che Santoro su Agoravox è come il
Garibaldi di una volta, di cui non si può parlare male. Non è possibile un
ragionamento logico, Lui ha sempre ragione. E se si permette anche solo una
critica su di LUI, è un losco berlusconiano. Lei è fin troppo indulgente verso
questo signore, cui attribuisce professionalità. Ma è semplicemente un
egogiornalista (uno dei quattro o cinque che infestano le varie TV, ma che
certo al Washington Post o simili non metterebbero penna), sempre e solo
preoccupato di essere al centro dell’attenzione, e di aizzare gli altri e,
soprattutto, avere un NEMICO. A rischio zero, ovviamente, a centinaia di
migliaia di euro. Il fatto che sia tanto contro Berlusconi non lo fa diventare
un buon giornalista, anche se per tanta gente questo è sufficiente. Ci sono
cantanti e comici che sono di moda per questo, indipendentemente dalle loro
capacità. Spero che anche all’opera non ci toccherà di dover dire di qualcuno
che è un gran tenore, o soprano, solo perché parla male di Berlusconi. Ma il
signor Santoro ci vorrà una volta spiegare perché è andato a lavorare da
Berlusconi, per due anni, se non mi sbaglio? Allora non aveva ancora capito che
era un demonio? O i soldi contano più di tutto? O adesso è tanto inviperito perché
in Mediaset nessuno lo ha ……? Io sono contro Berlusconi, ma non giudico le
persone solo perché la pensano come me o diversamente da me, cerco sempre di
capire se valgono qualcosa o sono solo parole e interessi.
Di Pere Duchesne(---.---.---.169)17 febbraio 2011 23:06
Mi rendo conto dai commenti quanto sia difficile sostenere principi di democrazia (sempre secondo me, non ho la presunzione della certezza universale delle mie idee), e quanto sia bloccata la gente dal fattore B., tanto da vedere rosso come il toro, solo a sentirne il nome. Mi ripeto, ma se purtroppo il signor B. tornasse a vincere le elezioni, cosa si dovrebbe fare? Invalidare il principio della maggioranza? E con quale diritto? Quello del sig. Vauro, immagino: siccome riteniamo ingiusta l’elezione, questa non conta più).
A parte questo ringrazio il signor Gianni per i suggerimenti tendenti a migliorare il mio senso civico e critico, ma io, che vengo da lontano, sento nelle trasmissioni tipo Santoro, un sottile, ma persistente puzzo di fascismo.
Di Pere Duchesne(---.---.---.191)8 febbraio 2011 17:57
A Paolo
Pere Duchesne è stato rivoluzionario, quando la grandissima maggioranza della gente era dominata dalla minoranza nobiliare e clericale, e la rivoluzione non solo era giustificata, ma scarosanta. Col passare del tempo ha scoperto che la democrazia è l’unica forma civile inventata dagli uomini e che può funzionare, anche se ha molti difetti. Per funzionare ha però bisogno che la gente condivida i principi democratici (e di questo siamo ben lontani in Italia, purtroppo), come quello del rispetto delle idee altrui e del rispetto della volontà della maggioranza (anche se duole molto, come ora).
Quindi, insisto, se un Vauro sostiene di violare una legge perché lui la ritiene ingiusta, allora anche un Berlusconi può fare la stessa cosa; altrimenti il Vauro dovrebbe spiegare perché lui sì e l’altro no.
Per il resto, sono anni che non guardo i telegiornali TV e le trasmissioni di approfondimento, talk show e simili cose, dai Vespa ai Santoro, e quindi mi sono perso le vignette del signore in questione, al quale porgo le mie scuse per l’ironia fuori posto, se effettivamente ha fatto vignette contro l’islamismo.
Di Pere Duchesne(---.---.---.191)8 febbraio 2011 11:41
Perxxx.xxx.xxx.4
Nei pochi minuti che ho seguito il signor Vauro, ho sentito dire “che non seguo la legge sui clandestini, perché è ingiusta”, e questo mi è bastato.
Il senso del mio articolo mi sembrava chiaro: se il signor Vauro ha l’autorità di dire che una legge è ingiusta, e quindi non la segue, perché lo stesso non lo può dire Berlusconi, o il mafioso di turno, o l’evasore fiscale? Il signor Vauro ha il diritto di dire che una legge a lui sembra ingiusta, non che “è” ingiusta. Il senso della democrazia non è quello dell’anarchia, ma quello di un riconoscimento delle leggi emanate, di un accordo fra le parti sociali nel riconoscere il volere della maggioranza. Se il governo che le emana fa delle leggi ingiuste, lo si manda a casa con le elezioni (grazie a Dio ancora ci sono anche se con una legge elettorale che “a me” non piace, ma sembra non dispiacere a tutti i partiti in parlamento) e il successivo governo porrà rimedio, se mai lo vorrà fare.
Quello che mi fa sempre sorridere è vedere i nervi scoperti di certa sinistra, per cui una critica al signor Vauro è certamente opera di un Berluscones.
Se molta gente ritiene alcune leggi ingiuste,non per questo non le deve rispettare, deve solo fare in modo di abbattere (con le elezioni) il governo che le le ha emanate e riportare le leggi al giusto, sempre che la maggioranza sia d’accordo. In questi semplici concetti sta la base della democrazia. Purtroppo nel DNA di molti ex-comunisti di sinistra, come di molti ex-fascisti di destra (e sono tanti, da una parte e dall’altra), non c’è la democrazia, ma solo la pretesa che le proprie idee debbano governare, non importa se in minoranza.
L’unica cosa seria da fare ora è chiedere elezioni il più presto possibile, per mandare a casa mister B. e soci, ma se tornasse a vincere, cosa dovremo fare? Non rispettare la volontà della maggioranza?