"Two roads diverged in a wood, and I, I took the one less travelled by. And that has made all the difference!" R.Frost
Laureato in Lettere Classiche presso L'Orientale di Napoli, insegnante, formatore, giornalista pubblicista e libero professionista nel campo finanziario-assicurativo, curo una rubrica di opinione su il quotidiano delle isole di Ischia e Procida, Il Dispari.
Di che vi meravigliate? Ma li sentite parlare i suoi coetanei in tutta
Italia o no? L’ignoranza "regressiva" è un fattore di massa. Cosa
spiacevole dovuta a molte cause e concause. Dalla Scuola ai Media e giù
di lì. Ma da qui a farne un caso per quello che dice siffatto
personaggio, filmandolo e postandolo ad oltranza, beh, ciò la dice lunga
anche su quanto la società italiana stia diventando puerile, cialtrona e
cattiva. Il problema che si dovrebbe enfatizzare, non se Renzo Bossi
sbaglia i verbi, i congiuntivi, o si esprime da cani, perchè come lui
tra i parlmanetari ce ne sono, e ce ne sono soprattutto a milioni tra i
suoi coetanei, ma il vero PROBLEMA di FONDO è che R. si chiama BOSSI, ed
è lì perchè è figlio di Umberto. In poche parole: chi se ne frega se
parla da male, se poi si bypassa il problema più grosso che si chiama
NEPOTISMO e DOMINIO della CASTA? NB: da notare che nessuno nei leghisti
forcaioli si indigna e si impunta sull’emergere di questo discutibile
rampollo, ignorante e paraculato. Questo la dice lunga su chi sia veramente
l’elettorato della Lega delle mie *****, figlio di questa Italia.
L’elettorato della Lega, quanto i suoi esponenti, sono figli d’Italia, e
lo sono a pieno titolo, dato che - nell’eleggere il "trota" - hanno
dimostrato di averne ereditato le peggiori caratteristiche!
Ma
come fa un giornalista professionista, pluridirettore di giornali più
volte, con anni di esperienza, a scrivere scemenze di questo calibro! Se non era cretino quando ha iniziato a fare il giornalista, lo è diventato sicuramente a furia di leccare il deretano del suo padrone attuale!
Aggiungo che nei media stranieri c’è MOLTA CAUTELA, nel non voler speculare su motivi ancora da chiarire. A quanto pare però nella stampa italiana la SPECULAZIONE, come hanno dimostrato i titoli di R. e FQ, l’ha fatta da padrona, specialmente tra quegli organi che si professano obiettivi, garantisti e indipendenti, scatenando reazioni indicative di una crescente forte intolleranza anticlericale, antireligiosa e anticristiana. Una mancanza di professionalità obiettiva gravissima!
Il mio articolo è diretto a mettere in evidenza una prassi, molto diffusa nella nostra stampa "di sinistra", ossia quella di calcare la mano verso il cattolicesimo e anche il cristianesimo quando ci si trovi davanti a fatti che possono coinvolgere atteggiamenti violenti di persone legati più o meno alla religione cristiana tout court, vuoi per simpatie pseudo-laiciste, vuoi per volontà di compiacere un certo tipo di elettorato iperprogressista di sinistra - a mio modesto parere. Non c’è bisogno di ricordare che la cultura cristiana e l’intolleranza religiosa europea, e non, si sono rese colpevoli in nome di Dio di grandi crimini contro l’umanità, ma non è questo il caso di tirare in ballo il cristianesimo. Paolo, non ho definito il soggetto come un "pazzo sic et simpliciter" ma un esaltato in qualche modo con un preciso culto della guerra e delle armi, da usare contro l’intruso - a suo parere - islamico. Il fatto poi che si richiami ai templari o ai crociati come modello questo non fa di lui un integralista cristiano, ma un esaltato imbevuto di cultura massonica, con evidenti problemi di natura psicosociale. Vorrei richiamare tutti i lettori a questo aspetto, che solo in Italia ciò è oggetto di discussione: sto seguendo la cosa su i media stranieri, ma tutto questo parlare che costui fosse legato ad ambienti "integralisti cristiani" non viene minimamente considerato, perchè sanno bene di cosa si tratta in linea di massima. Questa discussione la stiamo portando avanti qui, perchè due eminenti organi d’informazione italiani hanno DESIGNATO IMPROPRIAMENTE, forse anche per malafede anticlericale, tale fatto delittuoso. E’ indubbio che l’integralismo religioso si sia reso colpevole di gravi crimini, ma, ripeto, non sembra essere questo il punto per ovvi motivi, come ho già spiegato nel mio primo commento. Si consideri invece il punto dell’articolo se certi organi di stampa italiani sono o no anticlericali nell’uso della notizia - nella fattispecie di questa.