"Two roads diverged in a wood, and I, I took the one less travelled by. And that has made all the difference!" R.Frost
Laureato in Lettere Classiche presso L'Orientale di Napoli, insegnante, formatore, giornalista pubblicista e libero professionista nel campo finanziario-assicurativo, curo una rubrica di opinione su il quotidiano delle isole di Ischia e Procida, Il Dispari.
Il guaio è che le Poste Italiane anzichè fare la banca di "Stato", dovrebbero innanzitutto fare il proprio lavoro, ossia consegnare la POSTA...puntualmente, e con l’esclusione di corrieri esterni che, come è accaduto al sottoscritto, spesso e volentieri si ’fottono’ (scusate il termine) il contenuto di alcuni dei pacchi da consegnare...e pur essendo pacchi assicurati, e dopo aver fatto regolare denuncia, le care poste italiane non si degnano neanche di risponderti,per non parlare poi del rimborso stesso.
Non fanno bene il lavoro che dovrebbe essergli congeniale, figuriamoci se possono fare bene quello di servizio bancario!
Condivido il contenuto dell’articolo, tuttavia, " il meccanismo di di
pesi e contrappesi delicatissimo fra Istituzioni e cittadini" si è già
rotto.
Stiamo andando avanti per forza d’inerzia, ovvero fino al momento in
cui il corpo dello Stato esalerà il suo ultimo respiro, quando l’ultima
goccia di linfa uscirà dal suo labile corpo.
L’Italia è un paese governato ormai da decenni da una "casta"
connivente e convivente con lobbies di cui essa stessa è parte, che sta
distruggendo deliberatamente lo stato sociale per dividersene le
spoglie tra i suoi clan e i suoi clientes.
L’Italia è un paese dove la legge è uguale per tutti ...solo per i fessi.
Il debito pubblico è salito alle stelle, chi pagherà le tasse per estinguerlo?
I ricchi? Sicuramente no! Almeno finchè ci sarà questa casta dinastico-lobbistico-politica al potere.
I poveri? Ma se non c’hanno neanche gli occhi per piangere. L’Italia rischia seriamente di dichiarare bancarotta...! E’ se dovessimo uscire dalla zona euro che succederebbe?
Morale: dietro questa crisi e questi teatrini politici -strafottenti
del cittadino tout court- si nasconde qualcosa di grosso e di più
triste, una catastrofe in fieri!
Mi sbaglierò? Lo spero.
La ringrazio per la "risposta". Molto costruttiva. Mi rendo conto forse di non essere stato esaustivo nel parlare di una classe imprenditoriale, anch’essa oberata dal fisco. Sicuramente nel mio articolo mi sono espresso in termini generali, passando così per un "filosindacalista". Ribadisco di NON ESSERE contro una detassazione controllata dell’imprenditoria, specialmente dei piccoli imprenditori e dei piccoli artigiani. Tuttavia con il mio articolo ho cercato di mettere in enfasi il modus operandi del governo, il quale ha (a mio parere) interessi populistici finalizzati alla preservazione del consenso, ...continuando così distruggeranno presto il welfare state a vantaggio di grandi lobbies e dei politici medesimi con i loro clan e i loro clientes.