Da qualche anno ho riscoperto la scrittura e, utilizzo le oppurtunità che ci da il web, curando alcuni blog fra cui L'altra Italia dedicato a temi che "girano" intorno alla nostra Costituzione. Dal 2005 al 2012 ho fatto parte della redazione di Spaziodi Magazine.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.226)17 febbraio 2013 15:30
Se in politica seguissero il “Santo” esempio del Pontefice,
Benedetto XVI, vedremmo profilarsi veramente un mondo nuovo! Posso
iscrivere nell’elenco dei grandi papi, al secondo posto dopo Celestino
V, anche Benedetto XVI.
Mi sono commosso alle dimissioni di Papa Benedetto che dopo
aver guidato la Chiesa nell’ultimo sofferto periodo del pontificato
precedente e diretto la Chiesa per otto anni come ha potuto, ha avuto
il coraggio e la scelta di tempo di aprire una via nuova a questa Chiesa
che è sommamente in difficoltà per colpe proprie e secolari. Un grande
uomo questo tedesco antipatico.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.103)16 febbraio 2013 08:51
Piaccia o meno, il colonialismo europeo continua sotto forme più o meno soft. Ogni nazione ex-coloniale (Italia compresa) conserva nella sua sfera d’influenza le ex-colonie. Non dimentichiamo Somalia e Eritrea, il così detto Corno D’Africa ciuccia e rende un sacco di soldi insanguinati!
Di Giacomo Nigro(---.---.---.148)10 febbraio 2013 20:36
Ho letto il volantino del m5s che presenta lo Tsunami Tour (già dal titolo...) tante belle intenzioni, peraltro trattate da questo articolo. Del problema dei problemi italiani il lavoro (salvo il punto in cui si inventa l’indennità di disoccupazione che già De Gaspari mise in atto) non si parla che indirettamente al punto 13 in cui si anelano immediati aiuti alla piccola e media impresa secondo il fantomatico modello francese: un colpo al cerchio leghista e uno alla botte centrosinistra (amante di Hollande secondo Grillo). Ammazete oh!
Di Giacomo Nigro(---.---.---.114)5 febbraio 2013 15:39
A proposito di un’eventuale sconfitta del PD che sarebbe deleteria per i destini della Nazione voglio fare un passo indietro e ricordare. Le primarie sono state sicuramente un grande evento
democratico, ma sopratutto pubblicitario. Io ho partecipato attivamente
e personalmente come rappresentante di lista di S.E.L. convinto allora,
come ora che la mia parte stia con "il racconto" di Nichi Vendola. Sono convintissimo che il lavoro
vada messo al centro della politica del prossimo governo. Difendendo e
creando lavoro si esce con forza dalla crisi economica in cui ci hanno
spinto scelte altrui che subiamo da troppo tempo. Certo, non
dimentichiamo che il debito pubblico enorme che dobbiamo pagare è frutto
di politiche clientelari tutte italiane.
Caro Bersani non chiediamo ne favole ne miracoli, ma la devi smettere di
continuare a tenere bordone a Monti e schiacciare l’occhiolino alla tua
destra, sappi che a causa di poche e ben piazzate tue parole S.E.L. ha
perso un consenso pari al 2 per cento di quello attribuito dai sondaggi
post-primarie. Certo S.E.L. stà scontando la "salita" in politica
dell’ottimo magistrato Ingroia, ma molto della perdita di consenso,
anche interno, di Vendola è dovuto alla tua tattica e alla tua
strategia. Non contento delle primarie hai voluto le così dette
parlamentarie, occasione di finta democrazia a cui hai costretto anche
S.E.L. . Ecco mi pare di poter dire che questo non è affatto un buon
viatico per la riuscita della coalizione di centro-sinistra così
brillante al tempo delle primarie e così depressa alla vigilia delle
vere elezioni.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.200)29 gennaio 2013 14:36
I nostri politici e i nostri tecnici, di tempo in tempo, scoprono l’acqua calda: sempre pro domo loro o per deviare l’attenzione del colto e dell’inclita. Non sapevano i politici di allora (i tempi del bianco-nero): che il petrolchimico e la centrale Enel a carbone di Brindisi, che lo stabilimento Italsider e seguenti denominazioni di Taranto, erano destinati a sicuro inquinamento ambientale? Non sanno i politici di oggi che il risanamento ambientale, necessità conseguente alle azioni di quei loro colleghi di allora, è una chimera? Che ci vogliamo, per caso, illudere che un’impresa chimica e/o siderurgica o una centrale a carbone posso emettere dalle loro ciminiere profumi e violette in luogo di miasmi e veleni? A chi la vogliono raccontare? Detto questo non sono un luddista, anzi sostengo che l’Italia, per rimettersi in piedi ed essere sempre meno dipendente dalla chimera globalizzazione, deve riprendere in mano l’installazione di industrie produttive che portino lavoro e meno debiti commerciali con i nuovi padroni del mondo. Nel contempo la creazione di questo tessuto produttivo deve tener conto del risparmio di territorio: nuove imprese sulle aree delle dismesse o improduttive, applicazione di tutti i costosi accorgimenti difensivi della salute dei lavoratori e degli abitanti delle zone interessate.