Da qualche anno ho riscoperto la scrittura e, utilizzo le oppurtunità che ci da il web, curando alcuni blog fra cui L'altra Italia dedicato a temi che "girano" intorno alla nostra Costituzione. Dal 2005 al 2012 ho fatto parte della redazione di Spaziodi Magazine.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.134)15 marzo 2013 19:08
Il candidato alla presidenza della Camera del M5S, Roberto Fico, prima
dell’inizio della seduta inaugurale dell’assemblea di Montecitorio,
esprime la sua soddisfazione per il fatto che “i cittadini si
riappropriano dello Stato”, e sostiene che il sistema, al momento, “non è
bloccato”. Mi pare un’apertura niente male.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.134)15 marzo 2013 19:00
Mi pare ben fatto, d’altronde non è una novità. Prima del voto Vendola aveva detto più di una volta che con i grillini (magari non con Grillo) bisognava prepararsi a dialogare, visto che molti elettori grillini sono certamente transfughi da una sinistra che non li ha saputi conservare.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.200)15 marzo 2013 12:52
In realtà stiamo parlando in presenza di un convitato di pietra tutt’altro che trascurabile. Si tratta del Presidente della Repubblica che deve ancora provvedere alle consultazioni di rito e dare l’incarico ad un Presidente del Consiglio incaricato (appunto) che potrebbe anche non essere Bersani, il quale sta raccogliendo esattamente tutto quello che ha insensatamente seminato negli anni della sua segreteria.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.200)15 marzo 2013 11:03
A quanto pare, Bersani non è riuscito a coinvolgere Grillo in qualche forma di negoziato. Da parte di Beppe Grillo è piuttosto venuta qualche ulteriore provocazione, come la sfida a tagliare gli stipendi dei parlamentari Pd, massimo 2500 euro netti al mese (più benefit) come hanno già fatto quelli a Cinque stelle. Di trattare non se ne parla, tantomeno sulle poltrone. Pare che ben cinque volte il telefono del capogruppo Crimi sia suonato, e per altrettante volte il vicesegretario Pd Letta si sia sentito rispondere che uno scambio sulle presidenze «sarebbe un suicidio». A sera, Grillo ha postato sul suo blog un intervento del costituzionalista Becchi, il quale esorta a «non ascoltare le sirene Pd», piuttosto «meglio un salto nel buio». Su questa situazione potrebbe irrompere un’interdizione ai pubblici uffici per Berlusconi che aprirebbe scenari inediti a causa del sicuro sfaldamento del Pdl.
Di Giacomo Nigro(---.---.---.200)14 marzo 2013 13:27
Nichi Vendola ha presentato la nuova giunta regionale pugliese:
Angela Barbanente – Vice Pres. e Urbanistica
Silvia Godelli – Cultura
Alba Sasso – Diritto Studio
Elena Gentile – Salute e Politiche Sociali
Loredana Capone – Sviluppo Economico
Rosa Stanisci – Risorse Umane
Guglielmo Minervini – Politiche Giovanili
Antonio Decaro – Trasporti
Lorenzo Nicastro – Ambiente
Leo Caroli – Lavoro
Leonarso Di Gioia – Bilancio
Fabrizio Nardoni – Pol. Agricole.
I generi sono rappresentati fifty-fifty, niente male come esempio di democrazia e di riconoscimento della parità dei sessi. I nuovi volti della giunta regionale sono, l’assessore alle risorse umane Rosa Stanisci, ex sindaco di San Vito dei normanni ed ex parlamentare del Pd; l’assessore alle Infrastrutture-mobilità e lavori pubblici Antonio De Caro, capogruppo regionale del Pd e neoeletto alla Camera; l’assessore al bilancio Leonardo Di Gioia, ex consigliere regionale PdL ora in area montiana; l’assessore al lavoro Leo Caroli, primo dei non eletti della lista Sel nelle ultime regionali; l’assessore alle risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni (Puglia per Vendola).
Secondo il Presidente della Regione Nichi Vendola “si è chiuso un ciclo politico. Credo che sia il contesto in cui va ripensata l’organizzazione dei lavori del governo regionale. C’è la necessità di rendere più efficace l’azione di governo e c’è da considerare anche l’esito delle elezioni. Siamo ad un rimpasto abbastanza corposo. Parte una nuova fase, sarà un corpo a corpo tra la politica e la povertà. Questo è il tema degli ultimi anni di governo che ci restano”.
Vendola ha aperto la conferenza stampa ringraziando gli assessori uscenti. “Rigrazio Nicola Fratoianni, un fratello minore per me; Michele Pelillo, personalità forte; Dario Stefano, riferimento del mondo agricolo; Ettore Attolini, ha portato con garbo e sulle spalle la croce più pesante nel momento più pensante (riprende ruolo di direttore d’area all’Ares); Marida Dentamaro, competente in materia tecnico amministrativa; Fabiano Amati, un altro fratello minore; Maria Campese, ha cucito ferite costruite nel tempo”. “Li ringrazio tutti – ha concluso – per la la lealtà avuta nei confronti della Puglia”. Sarebbe bello sapere la loro opinione in proposito.
La composizione della nuova giunta prevede il taglio del numero di assessori da 14 a 12. Il rimpasto, definito è stato determinato tra le altre cose dalla necessità di sostituire tre assessori eletti in Parlamento. Le due escluse: Maria Campese, che si era schierata con Rivoluzione civile di Antonio Ingroia alle politiche di febbraio, e Marida Dentamaro, tecnico che era entrata in quota Pd, ma che non sarebbe stata sostenuta fino in fondo nel corso di questo negoziato proprio dal Pd. Il sestetto maschile riserva le maggiori sorprese: fuori Fabiano Amati e Ettore Attolini, che ricoprirà il ruolo di consulente del presidente per le politiche della salute.