Capisco quello che dici, ma insisto. Non per polemica, ma per puntualizzare una realtà storica. Le leggi razziali sono state emanate in Germania nel 1935 e in Italia nel 1938. A quella data l’Italia era ancora così autonoma da potersi permettere il lusso di "concedere" alla Germania di procedere con l’Anschluss dell’Austria. Cosa che due anni prima aveva bloccato mandando truppe al Brennero. Parlare quindi di un paese succube del Reich, nel ’38, è molto discutibile. La sudditanza psicologica e poi anche politico-militare avviene dopo, a guerra iniziata. Le leggi razziali sono state quindi un atto autonomo, anche se imitativo, e la responsabilità ricade interamente sul nostro passato storico, non su "altri".
Questa frase - "formalizzò le leggi razziali, ma ciò avvenne solo quando non fu più possibile evitarlo" - non mi trova affatto d’accordo. L’Italia poteva benissimo evitare di emanare leggi razziali ed esistono perciò indiscutibili responsabilità non del solo regime, ma di tutta la società e della Chiesa che aveva una notevolissima influenza sul popolo italiano. Ovviamentee la deportazione degli ebrei avvenne solo dopo l’8 settembre 1943 quando furono tedeschi e i militi di Salò ad agire in tal senso. È stato quindi facile attribuire ogni colpa ad essi, salvando gli "altri" italiani. Ma le basi di quello che accadde dopo stanno appunto nelle leggi razziali emanate prima. Con queste responsabilità il nostro paese non ha mai fatto i conti.
Una annotazione che mi sono dimenticato: il circolo Stolypin prende il nome da Pëtr Arkadievič Stolypin che fu primo ministro del governo zarista tra il 1906 e il 1911 cioè subito dopo la rivoluzione fallita del 1905.
Hai ragione, Inutile montare le ruote alle nonne, esattamente come cercare di rimettere le rotelle nella testa dei Green Party, i duri e puri della difesa dell’ambiente. Che hanno regalato la Casa Bianca a uno che quando parla di "ambiente" intende esclusivamente il salotto del suo attico alla Trump Tower. Geni.