...un triste comico condannato per omicidio colposo perché volutamente volle inerpicarsi in una strada di montagna chiusa al traffico per la sua periolosità. Quando poi l’auto cominciò a slittare su un lastrone di ghiaccio lui si buttò fuori salvandosi, mentre tre altre persone finirono nel burrone ammazzandosi.
Non sarà un’agghiacciante metafora di quello che si prospetta per il nostro paese ? Questo tizio ha dato una qualche prova di aver imparato a valutare i pericoli o ci guiderà tutti quanti su lastre di ghiaccio mortali ?
Immagino l’obiezione: qualcuno dirà "ci siamo già e ci hanno guidato altri", ma non è (ancora) la verità. Si può finire mooooolto peggio di così.
Ho letto il tuo articolo ma mi sono rimasti dei dubbi. Gli inquirenti continuano a parlare di bombole con innesco esplosivo. Non mi sembra così insensato. Poi: il riferimento a Portella della Ginestra, oltre che essere preistoria, non ha attinenza. Colpiva una manifestazione comunista ed era nella logica dei tempi che la mafia agisse da braccio armato del latifondo. Oggi colpire una delle tantissime manifestazioni antimafia esistenti non avrebbe alcun senso se non quello di sollevare una popolazione contro quelle stesse strutture criminali che ci vivono in mezzo.
Le bombe del ’92 invece parlano la stessa lingua simbolica. Si colpiscono determinati luoghi-simbolo per avvertire lo Stato su cosa sarebbe potuto accadere. Colpire gli Uffizi a Firenze, ad esempio. Ma un attentato ad una scuola non mi pare che abbia un senso - in questo momento - per un’organizzazione mafiosa. Può darsi che mi sbagli naturalmente, ma continuo a non crederci.
L’ipotesi più probabile resta quella del gesto di un individuo che colpische per motivi personali, ma l’ipotesi che ho delineato potrebbe essere (vagamente) plausibile. Comunque siamo nel campo, per ora, delle pure suggestioni.